“La nostra è un’Agenzia governativa che si occupa dell’attuazione delle disposizioni normative a livello nazionale e a livello territoriale regionale. I compiti principali sono quelli della regolamentazione concessoria, predisporre provvedimenti amministrativi che riguardano la gestione delle concessioni. Poi, l’attività di presidio su tutto il territorio nella legalità del gioco, di controllo degli esercizi, volta alla tutela degli interessi erariali, di minori, soggetti fragili e contrasto al gioco illegale. L’attività di repressione e prevenzione è rivolta alla tutela del gioco legale. La nostra è un’attività importante di presidio sul territorio, i nostri uomini sono impegnati giornalmente in controlli e verifiche puntuali di controllo degli operatori di gioco legale. Nelle nostre missioni c’è ovviamente quella del contrasto al gioco illegale, che consente agli operatori legali di sentirsi tutelati e di svolgere in materia concorrenziale la loro attività”. E’ quanto ha detto Jacopo Valli dell’Ufficio ADM (Agenzia Dogane e Monopoli) Umbria durante l’incontro dal titolo “Confronto Aperto. Il futuro del gioco legale con regole condivise”. L’iniziativa è promossa da EGP – Associazione italiana esercenti giochi pubblici aderente a FIPE Confcommercio.
“Dai controlli svolti sul territorio, è emerso che gli esercenti che offrono gioco lecito sono bravi. Svolgiamo circa 800 controlli l’anno, circa il 30% di tutti gli esercizi. Ogni due/tre anni ogni esercente riceve controlli da parte di ADM, in sinergia con le forze dell’ordine. Gli esercenti hanno manifestato la volontà di rispettare tutti gli obblighi e gli adempimenti. In Umbria il numero di irregolarità amministrative riscontrate è più alto della media, ma le sanzioni e il recupero collegato è al di sotto della media. Questa è un’attività puntuale e rigorosa degli obblighi che siamo sempre pronti a verificare. Il comportamento degli esercenti in questo è di totale collaborazione e partecipazione e volontà di rispettare. Le irregolarità che riscontriamo sono minori e quasi mai riguardano la fornitura di gioco illegale o l’aggiramento di misure prioritarie del gioco”, ha concluso. cdn/AGIMEG










