Il Consiglio Valle ha preso atto della relazione annuale 2025 sull’andamento della Casinò de la Vallée Spa, che gestisce sia la Casa da gioco di Saint-Vincent sia il complesso aziendale del Grand Hôtel Billia.
La relazione è stata illustrata dal Presidente della Regione, Renzo Testolin, che ha ricordato come il 2025 rappresenti “il primo esercizio dopo la fine della procedura di concordato preventivo della società, avviato nel 2020 e modificato nel 2021 anche a causa degli effetti della pandemia. Il periodo concordatario si è concluso il 31 dicembre 2024. Con provvedimento del 28 aprile 2025, il Tribunale di Aosta ha preso atto della completa e puntuale esecuzione degli impegni assunti dalla società, rilevando che l’80% dei crediti chirografari era stato pagato già nell’ottobre 2024 e che, con il quinto e ultimo riparto, era stato raggiunto il pagamento integrale dei crediti di ogni grado, pari al 100%. Il Tribunale di Aosta ha preso atto del pieno adempimento del piano e disposto l’archiviazione della procedura nell’aprile 2025″.
Il Presidente Testolin ha poi riferito che “nel 2025 la società ha proseguito il percorso di crescita e consolidamento dell’offerta. I ricavi della gestione caratteristica hanno raggiunto 78,98 milioni di euro, in aumento del 2,97% rispetto ai 76,70 milioni del 2024, con una crescita sia delle attività di gioco (+1%) sia dei servizi alberghieri (+30%). L’utile netto si è attestato a 8,46 milioni di euro, rispetto ai 16,41 milioni del 2024. La riduzione, secondo quanto evidenziato nella relazione, non è riconducibile a un peggioramento della gestione caratteristica, ma principalmente all’assenza di componenti straordinarie positive presenti nel 2024, all’incremento dei costi di gestione e alla maggiore attività di promozione e marketing. Sul fronte patrimoniale, il patrimonio netto è salito a 91,09 milioni di euro, rispetto agli 82,63 milioni dell’anno precedente. Anche la posizione finanziaria netta ha registrato un miglioramento, raggiungendo 62,35 milioni di euro, contro i 56,05 milioni del 2024″.
“Nel corso dell’anno – ha aggiunto il Presidente – sono proseguite le attività di rinnovo tecnologico, il rafforzamento dell’accoglienza e dell’offerta di intrattenimento, con l’organizzazione di tornei e gare, lo sviluppo dell’attività alberghiera, il potenziamento della comunicazione e la stipula di nuovi accordi per il Gioco online. Sono inoltre state poste le basi per nuovi interventi di efficientamento energetico e per la riqualificazione di alcune aree del Casinò e della struttura alberghiera, oltre alla prosecuzione dell’inserimento di giovani croupier. Alla fine del 2025, Casinò de la Vallée contava 447 dipendenti, di cui 336 presso la Casa da gioco e 111 nei Servizi alberghieri. La società evidenzia infine, alla luce dell’andamento dei ricavi e dei risultati, l’assenza di particolari criticità tali da compromettere l’equilibrio economico e finanziario e la prosecuzione della gestione”.
“Una Casa da gioco quindi che ha confermato le proprie capacità di fare impresa, creando posti di lavoro e opportunità per il territorio – ha concluso il Presidente –. Un’azienda che presenta margini di miglioramento e che necessita di un nuovo percorso che, con la nuova governance di recente nominata, è stato già avviato, con l’auspicio che le prospettive per il 2026 possano essere altrettanto confortanti”.
Valle d’Aosta: recepita relazione 2025 su Casinò de la Vallée Spa. Il dibattito in Aula
Il Capogruppo di Fratelli d’Italia, Alberto Zucchi, ha definito la relazione “una mera fotografia di dati e numeri relativi al periodo concordatario, che non restituisce ai Consiglieri un quadro completo e coerente, come previsto da un preciso obbligo di legge. Siamo stupiti che non sia stato fatto alcun cenno alle indagini che interessano la Casa da gioco dalla fine del 2025 e che hanno avuto ripercussioni sulla gestione. Questa poteva essere l’occasione per aggiornare il Consiglio sugli ultimi sviluppi. Ribadisco inoltre quanto sottolineato più volte dal nostro gruppo: per tre anni la relazione non è stata sottoposta al Consiglio regionale, in contrasto con quanto previsto dalla legge 36 del 2001, sulla base di una motivazione legata alla procedura concordataria. Riteniamo necessario un chiarimento sul fondamento normativo di questa scelta, anche alla luce della relazione odierna, che riconosce la continuità della governance regionale durante il concordato. Quanto all’amministrazione giudiziaria, chiediamo di chiarire il perimetro delle competenze del Consiglio di amministrazione rispetto a quelle degli amministratori giudiziari. Infine, sugli investimenti, la relazione non offre un quadro sufficientemente dettagliato degli interventi, né indica in modo organico costi, fonti di finanziamento, tempi di realizzazione e risultati attesi.”
Per il Vicecapogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Eugenio Torrione, “sul piano strettamente economico, la gestione caratteristica non evidenzia un peggioramento: crescono i ricavi e si rafforzano patrimonio netto e disponibilità finanziaria. Il punto politico, però, è un altro. Il bilancio 2025 del Casinò è stato approvato il 29 giugno 2026, un mese dopo il provvedimento del Tribunale di Torino che ha disposto l’amministrazione giudiziaria della società, poi confermato a luglio. Si tratta di un fatto di assoluto rilievo, tanto più perché rappresenta, a quanto ci risulta, la prima applicazione di questo strumento previsto dal Codice antimafia ad una Casa da gioco in Italia. Eppure, nella relazione trasmessa dal Presidente della Regione non vi è alcun riferimento a questo passaggio, neppure nella parte dedicata all’evoluzione prevedibile della gestione. È un’omissione che riteniamo politicamente grave e difficile da comprendere. Per questo chiediamo chiarezza: perché tale fatto rilevante è stato ignorato? Se la Regione rivendica la responsabilità sulla governance, deve garantire trasparenza nell’informazione al Consiglio regionale.”
“Con il concordato questa maggioranza non c’entra nulla – ha sottolineato il Consigliere della Lega VdA, Corrado Bellora -. È stato voluto e portato avanti dall’attuale Presidente del Consiglio Aggravi, all’epoca Assessore della Lega, e dalla Giunta Spelgatti. Se è stato una buona cosa, e noi ne siamo fermamente convinti, è giusto ricordare da chi è stato proposto e realizzato. Preoccupa però che, nell’esercizio 2025, il primo dopo la conclusione del concordato, l’utile netto sia stato dimezzato rispetto al 2024, passando da 16,4 a circa 8 milioni di euro. Un risultato legato soprattutto all’aumento dei costi del personale, cresciuti di 2,4 milioni per maggiori oneri retributivi. Questo dovrebbe farci riflettere, perché l’eccesso di personale era stato una delle cause del dissesto del Casinò, diventato una fabbrica di assunzioni degli amici degli amici. Stanno forse tornando le vecchie abitudini? Anche alla luce dell’aumento dei ricavi, sono dati che preoccupano. Condivido inoltre che non si possa ignorare un’indagine e l’amministrazione giudiziaria a cui per la prima volta è stato sottoposto un Casinò: nella relazione, su questo, due parole andavano dette. Quanto alla nuova governance, mi chiedo se fosse opportuno affidarne la gestione a due avvocati e un professore universitario, senza integrare competenze specifiche del settore. La sensazione è che nella composizione del Cda abbia prevalso una logica di spartizione tra forze politiche.”
Il Capogruppo di Autonomisti di Centro, Marco Carrel, ha osservato: “Ci sono alcuni aspetti che ci preoccupano e sui quali chiederemo un approfondimento in Commissione, anche attraverso l’audizione dei nuovi vertici del Casinò de la Vallée. Sul personale, preoccupano i 430 mila euro di incentivi all’esodo per 25 dipendenti. Ci arrivano voci, da confermare o smentire, secondo cui alcune persone uscite con questi incentivi sarebbero oggi nuovamente assunte dal Casinò con altri contratti. Se fosse così, sarebbe un problema da chiarire. Preoccupa poi l’aumento dei nuovi clienti legato, come si legge nella relazione, a una maggiore concessione di credito. Il credito non è sempre esigibile: serve quindi massima attenzione sulle procedure, sull’ufficio Fidi e sui criteri di concessione. Infine, va approfondito il 30% di incremento dell’attività alberghiera del Grand Hotel Billia: è crescita reale o deriva anche da rapporti interni tra Casinò e hotel? Sono tre temi che non possiamo lasciare sullo sfondo: la nuova governance deve avere obiettivi chiari e agire nell’interesse del Casinò e del territorio. La situazione è complessa e dobbiamo evitare che ci sfugga di mano.”
“Per l’Amministrazione regionale, il Casinò di Saint-Vincent è un valore aggiunto che dà lavoro a centinaia di persone e che, proprio per questo, abbiamo sempre cercato di tutelare – ha dichiarato il Capogruppo dell’Union Valdôtaine, Aurelio Marguerettaz -. Ascoltando il collega Bellora, ho avuto l’impressione che, da parte della Giunta estiva della Lega, si sia voluto in qualche modo accreditare il merito del fatto che il Casinò esista ancora. Ricordo che la prima proposta di concordato era stata bocciata e se oggi possiamo continuare ad avere questa azienda, è perché negli anni sono state messe in campo azioni che hanno consentito di tutelare questo patrimonio. Non sarà, infatti, sfuggito a nessuno che nella relazione del Presidente Testolin, è stato detto che sono stati pagati tutti i debiti. Ciò significa che abbiamo realizzato un concordato da record. Credo, quindi, che l’approccio nei confronti della casa da gioco dovrebbe essere più sobrio, più aziendale e meno orientato alla polemica politica. Dovremmo ragionare su un bene che è di proprietà regionale e che rappresenta un valore per l’Amministrazione: perché dà lavoro a centinaia di persone, perché offre l’opportunità di realizzare iniziative di promozione turistica e perché può essere uno strumento importante per lo sviluppo del territorio.”
Il Capogruppo del Centro Autonomista, Marco Viérin, ha sottolineato come “il Casinò fosse ritenuto fondamentale dai padri fondatori della nostra Autonomia già nel 1946, con il decreto di apertura. Da allora si sono susseguite scelte e interventi diversi, ma negli atti del Consiglio è sempre prevalsa la volontà politica di mantenere in piedi la Casa da gioco, considerata fondamentale per il turismo, l’occupazione e anche per i proventi destinati al bilancio regionale. Ricordo inoltre gli investimenti sostenuti dalla politica, compreso il finanziamento di 60 milioni con legge speciale per completare i lavori della Casa da gioco, una vicenda che portò anche a un lungo procedimento davanti alla Corte dei Conti e al sequestro dei beni a chi la votò in quest’Aula con il silenzio assordante di Sindacati e dipendenti che per anni l’avevano sollecitata. Quando parliamo di vicenda Casinò è una cosa delicata. Possiamo discutere sulle scelte e sui tempi, ma credo che tutti concordiamo sull’indispensabilità della Casa da gioco per il nostro territorio. Partiamo da dove siamo oggi e guardiamo al futuro, affinché questa attività sia sempre più forte e consolidata, a sostegno del turismo e dell’occupazione.”
Il Consiglio ha anche preso atto della relazione annuale 2025 sull’attuazione dei principi in materia di controllo strategico e di gestione, prevista dal titolo II della legge regionale n. 30/2009. cdn/AGIMEG










