Lente di ingrandimento puntata sugli US Open. L’International Tennis Integrity Agency (ITIA) ha confermato ufficialmente di aver aperto un’indagine su un party promozionale svoltosi a New York alla vigilia del torneo Slam.
L’evento rischia di mettere nei guai alcuni dei nomi più prestigiosi del tennis mondiale per presunte violazioni delle norme anti-corruzione legate al mondo delle scommesse sportive.
L’evento a New York e il ruolo di DraftKings
A sollevare il caso è stato il giornalista Ben Rothenberg, che ha ricostruito i dettagli del gala organizzato da Dave Grutman, imprenditore della nightlife di Miami. Alla festa hanno preso parte campioni del circuito come Serena Williams, Coco Gauff, Aryna Sabalenka, Mirra Andreeva e Taylor Fritz, che si sono lasciati fotografare davanti al wall promozionale di DraftKings.
DraftKings è un colosso statunitense del betting ed è indicato come “partner” ufficiale sul sito web di Grutman. Questa diretta associazione visiva e mediatica ha fatto scattare i controlli degli organi di vigilanza.
“La loro presenza organizzata a un evento promozionale per un’azienda che offre scommesse sul tennis potrebbe violare le regole anti-corruzione, comportando richiami formali da parte dell’ITIA a prestare massima attenzione a qualsiasi apparente affiliazione con brand di betting”, ha evidenziato Rothenberg nel suo reportage.
Rischio sanzioni e i precedenti nel circuito
Secondo le normative del Programma Anti-Corruzione del Tennis (TACP), ai tennisti e agli addetti ai lavori è severamente vietato promuovere, agevolare o associarsi a marchi legati al gioco. Anche nell’ipotesi in cui i giocatori non abbiano percepito alcun compenso diretto da DraftKings per la semplice partecipazione o per le foto scattate, la sola associazione d’immagine potrebbe configurare un’infrazione dei regolamenti.
Un portavoce dell’ITIA ha confermato l’avvio delle verifiche con una dichiarazione rilasciata alla testata nine.com.au:
“Siamo a conoscenza di questo evento e stiamo analizzando attentamente le circostanze e i dettagli della vicenda”.
La stessa testata nine.com.au ha tuttavia precisato che non vi è alcuna prova o accusa diretta che gli atleti presenti al party abbiano ricevuto compensi economici per la loro presenza. cdn/AGIMEG







