Gioco online, l’UE valuta un nuovo prelievo per finanziare il prossimo bilancio

Tra le nuove fonti di entrata allo studio per finanziare il bilancio dell’Unione europea del periodo 2028-2034 figura anche un’imposta sul gioco online. Lo riferisce l’agenzia Reuters, in relazione al pacchetto di “nuove risorse proprie” su cui i leader degli Stati membri dell’UE hanno chiesto all’Irlanda, prossima presidenza di turno da luglio, di formulare proposte entro ottobre.

Il prelievo sul gioco online tra le opzioni allo studio

Il prelievo sul gioco online rientra nelle ipotesi avanzate per reperire entrate che non gravino direttamente sui bilanci nazionali. Si tratta di una delle opzioni respinte da alcuni governi e sostenute da altri, come riferisce Reuters.

Le altre proposte sul tavolo comprendono poi una quota dei proventi che gli Stati ricavano dalla vendita alle imprese dei permessi di emissione di CO2 e una parte del prelievo sui beni importati da Paesi con regole climatiche meno rigorose di quelle europee. A queste si affiancano un’imposta sui rifiuti elettronici non raccolti e una quota dell’accisa sul tabacco. Restano allo studio anche un contributo forfettario annuale a carico delle grandi aziende che operano e vendono nel mercato europeo, un prelievo sui grandi patrimoni, un’imposta sui servizi digitali e una sulle plusvalenze derivanti dalle cripto-attività.

Lo scopo delle nuove risorse proprie

I Paesi più ricchi versano al bilancio comune più di quanto ricevono, mentre quelli meno prosperi incassano più di quanto contribuiscono. Ogni sette anni i due gruppi si confrontano con durezza per raggiungere l’accordo unanime richiesto per l’approvazione del bilancio. Le nuove risorse proprie puntano a ridurre i contributi nazionali dei contribuenti netti senza intaccare le ambizioni di spesa dei beneficiari.

Secondo la proposta iniziale della Commissione europea, il bilancio 2028-2034 dovrebbe ammontare a 2.000 miliardi di euro (2.300 miliardi di dollari). La presidenza cipriota ha proposto la scorsa settimana un taglio del 2%, giudicato insufficiente da alcuni Paesi ed eccessivo da altri.

Europa

Verso un accordo entro dicembre

I leader hanno concordato di affidare ai nostri amici irlandesi il compito di accelerare i lavori sulle nuove risorse proprie. Servono queste entrate aggiuntive per arrivare a un accordo a dicembre”, ha dichiarato in conferenza stampa il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, che ha presieduto il vertice.

Abbiamo bisogno di un sistema solido e stabile di nuove risorse proprie, ha affermato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, anch’essa presente. “Entro il nostro prossimo incontro dovremo avere una visione condivisa di come finanziare il prossimo MFF”, ha aggiunto, riferendosi al Quadro finanziario pluriennale, cioè il bilancio dell’Unione.

Sul piano giuridico i governi devono trovare l’intesa entro la fine del 2027. Le elezioni in programma il prossimo anno in Francia, Italia, Polonia, Spagna, Grecia, Estonia, Finlandia e Slovacchia rendono però opportuno chiudere la trattativa entro la fine di quest’anno, per non lasciarla in ostaggio delle campagne elettorali.

A complicare il compromesso entro dicembre c’è il contrasto tra i Paesi che vogliono usare il bilancio soprattutto per sostenere l’agricoltura e innalzare il tenore di vita nelle regioni più povere e quelli che ritengono prioritarie le nuove sfide, dalla difesa alla competitività economica e tecnologica nei confronti di Stati Uniti e Cina. L’Irlanda dovrà ora valutare quali di queste opzioni, o quale loro combinazione, possa ottenere il sostegno unanime dei 27 Stati membri in vista del vertice europeo in calendario a ottobre. fp/AGIMEG