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Turchia: al via maxi operazione a contrasto del gioco illegale

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Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha disposto un potenziamento delle attività di monitoraggio sui flussi finanziari e sui dati degli utenti collegati agli operatori di gioco illegale.

L‘incarico è stato affidato all’unità di intelligence del MASAK, l’organismo turco preposto alle indagini sui reati finanziari, che starebbe esaminando circa 13,8 milioni di informazioni riconducibili a database di scommesse clandestine e relativi sistemi di pagamento.

La posizione di Erdogan

Il presidente ha più volte equiparato il gioco illegale a una minaccia per la sicurezza nazionale

Tre milioni di codici identificativi sotto la lente

Le autorità avrebbero già collegato oltre tre milioni di numeri identificativi turchi a transazioni riconducibili al gioco illegale. I media nazionali parlano della più ampia operazione contro le scommesse clandestine mai condotta nella storia della Repubblica turca. L’iniziativa rientra nel “Piano d’azione 2025-2026 per il contrasto delle scommesse illegali e del gioco virtuale“, varato dalla presidenza per mobilitare l’intero apparato statale contro la filiera non regolamentata.

Arresti e nuovi poteri alla magistratura

La nuova fase repressiva è già operativa: MASAK e forze dell’ordine hanno arrestato 108 persone in 35 province. La supervisione del piano è passata sotto la responsabilità del nuovo ministro della Giustizia Akin Gurlek, chiamato ad applicare le misure introdotte dalla revisione del codice penale e dal pacchetto di riforma giudiziaria. Le nuove disposizioni ampliano i poteri dei pubblici ministeri, che potranno disporre il congelamento di conti correnti e il sequestro di beni legati alle transazioni di gioco illegale. Sono inoltre oggetto di verifica oltre 14.000 conti di deposito e 52.000 conti di prelievo sospettati di aver veicolato pagamenti attraverso circuiti offshore.

Il prossimo obiettivo: gli operatori esteri

La prossima ondata di controlli punterà su reti di gioco con base in Georgia, Cipro del Nord, Armenia e Macedonia del Nord, giurisdizioni considerate da Ankara snodi per le attività di scommesse rivolte alla clientela turcofona. fp/AGIMEG

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