Home Attualità Svezia: canalizzazione del gioco all’84%, il casinò online resta il più esposto al mercato nero

Svezia: canalizzazione del gioco all’84%, il casinò online resta il più esposto al mercato nero

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Per il secondo anno consecutivo la canalizzazione del mercato svedese del gioco è arretrata. La Spelinspektionen, l’autorità di regolazione del settore, ha fissato all’84% la quota di mercato degli operatori regolamentati, un punto in meno rispetto all’85% del 2024 e due rispetto all’86% del 2023. Il dato, emerso dalla terza rilevazione annuale dell’autorità, è frutto di un sondaggio rivolto ai giocatori tramite l’analisi del traffico internet verso i siti dotati o privi di licenza svedese.

Il tasso di canalizzazione indica la parte della spesa complessiva sul mercato aperto alla concorrenza che passa per operatori regolari. Prima della riapertura del mercato nel 2019 il valore era stimato ben al di sotto del 50%, mentre l’incarico affidato all’autorità con la lettera di indirizzo per il 2024 ha portato a una metodologia stabile di calcolo, ora alla terza edizione. L’indicatore proposto per la legge di bilancio resta la media dei due parametri principali: il questionario ai giocatori e la stima del fatturato ricavata dal traffico web. Presi separatamente, i due valori hanno delineato un intervallo compreso tra il 78% e l’89%.

I numeri del mercato legale

Il fatturato netto complessivo degli operatori legali svedesi nel 2025 ha raggiunto 28,2 miliardi di corone (circa 2,59 miliardi di euro), di cui 18,7 miliardi di corone (circa 1,72 miliardi di euro) riconducibili alla sola parte aperta alla concorrenza. Sul fronte del gioco fisico, i casinò hanno ormai chiuso i battenti per decisione del parlamento, che ne aveva fissato la cessazione entro il 31 dicembre 2025

L’autorità ha rilevato differenze marcate tra le forme di gioco. Le scommesse hanno registrato una canalizzazione del 96%, contro l’81% dei casinò online, che si sono confermati l’area più permeabile all’offerta illegale. Il sondaggio ai giocatori ha attribuito alle scommesse una quota del 98% e al casinò online del 93%, valori che la stima sul traffico internet ha ridimensionato rispettivamente al 95% e al 68%. Sull’intero mercato, comprese le aree riservate e in monopolio, il questionario ha indicato una canalizzazione del 94% sia in termini di spesa sia di numero di giocatori.

La rilevazione tramite questionario, affidata alla società di ricerca Verian, ha coinvolto 6.744 rispondenti maggiorenni residenti in Svezia tra febbraio e marzo 2026, di cui 4.175 avevano giocato nei dodici mesi precedenti. Tra questi, il 60% aveva giocato online e il 22% su giochi del mercato aperto alla concorrenza.

Una precisazione riguarda il metodo basato sul traffico web, che misura le visite ai siti senza però registrare il gioco effettuato tramite app. Le applicazioni degli operatori senza licenza svedese non sono disponibili su App Store o Google Play, perciò il gioco illegale passa quasi sempre dal web e viene conteggiato quasi per intero. Il gioco legale, al contrario, in buona parte avviene tramite app, tanto che una indagine dell’autorità presso gli operatori autorizzati ha rilevato che da questo canale arriva il 38% del fatturato. Fermandosi alle sole visite ai siti, il metodo trascura dunque una fetta importante del gioco legale e fa apparire la canalizzazione più bassa di quella reale.

Il gioco fuori dal sistema di licenze

L’autorità ha chiesto a chi aveva giocato di recente su siti senza licenza svedese perché lo avesse fatto. La risposta più comune, data dal 23%, è stata l’assenza di un motivo particolare. Tra le ragioni concrete, figura in testa lo stato di autoesclusione tramite il registro Spelpaus.se, citato dal 13%: si tratta di giocatori che, dopo essersi bloccati volontariamente sul circuito legale, hanno trovato un’alternativa nell’offerta illegale.

Seguono, entrambe all’11%, la convinzione di avere maggiori probabilità di vincita al di fuori del sistema regolato e la ricerca di giochi non disponibili sul mercato legale. Il quadro va però preso con prudenza, perché si fonda su appena 53 risposte, una base che la stessa autorità giudica troppo piccola per ricavarne conclusioni statisticamente solide.

Il peso dello skin gambling

Al 30 aprile 2026 la Spelinspektionen aveva censito 2.186 siti privi di licenza svedese, 334 dei quali già colpiti da provvedimenti di divieto. Sul piano della tipologia prevale il casinò online, offerto da 976 piattaforme, seguito dalle 800 che affiancano al casinò anche le scommesse.

Il quadro cambia se si guarda a dove vanno effettivamente le visite. Nel 2025 il 42% degli accessi ai siti illegali è finito su piattaforme di skin gambling, una pratica che usa gli oggetti virtuali dei videogiochi come valuta di gioco; più staccati i siti che uniscono casinò e scommesse, al 35%, e quelli di solo casinò online, al 21%. L’autorità ha però tenuto lo skin betting fuori dai propri indicatori, perché quelle piattaforme offrono anche servizi che non rientrano nel gioco. Depurato il conteggio da questo segmento, la quota di visite dirette verso operatori legali sale dal 61% al 73%.

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Le conclusioni dell’autorità

La Spelinspektionen ha ribadito che ogni misurazione costituisce una stima, in assenza di dati esaustivi sulla spesa svedese al di fuori del sistema di licenze. L’incertezza ha reso difficile ordinare gli indicatori per affidabilità, poiché ciascuno presenta vantaggi e limiti propri. Resta confermata una quota contenuta di giocatori attivi su piattaforme illegali, con la canalizzazione del mercato aperto alla concorrenza su livelli elevati pur nel rallentamento dell’ultimo biennio. fp/AGIMEG

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