È stata presentata per l’incasso la vincita SuperEnalotto con 1 punto 4SS e 1 punto 4 da 52.724,02€ complessivi conseguita durante il concorso n. 118 di venerdì 24 luglio 2026. La giocata vincente è stata realizzata a Genova (GE) presso il punto di vendita Tabaccheria San Lorenzo situato in Via San Lorenzo 8 R.
La combinazione vincente è stata: 20 – 40 – 53 – 61 – 74 – 79 – J 11 – SS 30.
Non c’erano numeri del cuore, sogni premonitori o particolari rituali dietro la giocata di “Tino” – nome di fantasia scelto dal vincitore per raccontare la sua storia. Quel giorno, semplicemente, qualcosa lo aveva spinto a entrare in ricevitoria. Una sensazione che lui stesso racconta con la semplicità di chi non è abituato a cercare significati speciali nel “caso”.
Tino, ligure, è un impiegato statale che, oltre al lavoro, si dedica alla lettura, ai viaggi e soprattutto allo sport, una delle sue grandi passioni. Tino si distrae anche con gli amici, per una chiacchera o un caffè e dichiara di andare in ricevitoria anche per il piacere del rapporto umano. Di solito ci va da solo, come il giorno della giocata vincente. “In un’epoca in cui molte attività si fanno ormai attraverso uno schermo, quel luogo conserva ancora il valore dell’incontro, della consuetudine e di qualche parola scambiata di persona” – spiega il vincitore.
Quanto ai numeri, invece, nessuna particolare fedeltà. Tino preferisce cambiare ogni volta la sua schedina e lasciare spazio al caso, senza affidarsi a combinazioni ricorrenti o a superstizioni.
“Non ho mai avuto numeri portafortuna. E non sono uno di quelli che aspettano di sognarli. Preferisco lasciare che sia il caso a fare la sua parte. Un approccio coerente con il mio modo di vivere, tranquillo e pacato“.

SuperEnalotto, la vincita di Genova destinata all’acquisto della casa e alla ricerca sul cancro
Poi, però, è arrivata la sorpresa. Tino era tranquillamente a casa quando ha controllato l’esito attraverso l’app. Davanti a quella vincita al SuperEnalotto, superiore ai 52 mila euro, la prima reazione è stata di incredulità. Non c’è stato un momento di euforia incontenibile ma, piuttosto, la necessità di rileggere, di verificare, di convincersi che quella cifra fosse davvero associata alla sua giocata.
“All’inizio ho pensato che ci fosse qualcosa che non avevo capito bene. Continuavo a guardare e a chiedermi se fosse davvero possibile“.
Una volta compreso che non si trattava di un errore, Tino ha condiviso la notizia con la sua partner. “Una notizia così non potevo tenermela per me. Avevo bisogno di dirlo subito alla persona con cui condivido la mia vita“.
Prima di pensare a come festeggiare, però, insieme alla sua compagna, hanno iniziato a ragionare su come gestire con attenzione quanto era accaduto. “Una vincita di questa entità porta con sé emozioni, ma anche decisioni concrete“.
E proprio la prudenza ha caratterizzato anche i giorni successivi. Per ragioni pratiche, il vincitore ha atteso qualche tempo prima di presentarsi per la riscossione. Nel frattempo c’era un piccolo, ma fondamentale, dettaglio da custodire: la schedina vincente.
La sua soluzione è stata decisamente singolare nella sua semplicità: tenerla in macchina, in un posto che considerava sicuro, fino al momento in cui avrebbe potuto procedere alla riscossione.
“Ogni volta che pensavo alla schedina mi veniva da controllare che fosse ancora lì. Un apparente pezzo di carta era diventato improvvisamente una cosa da custodire con cura“.
Ora, però, l’attenzione di Tino è rivolta soprattutto al futuro. Una delle prime idee è quella di destinare una parte importante dell’importo della vincita all’acquisto di una casa. “La cosa che mi fa stare più tranquillo è pensare che questa vincita potrà essere utilizzata per qualcosa di utile per il futuro“.
Accanto al progetto personale c’è anche il desiderio di fare qualcosa per gli altri. Il vincitore, infatti, ha già pensato di destinare una parte dell’importo della vincita alla beneficenza, con l’obiettivo di contribuire alla ricerca sul cancro. “Se la fortuna arriva nella propria vita, credo sia bello poter pensare anche a chi può averne bisogno“. fp/AGIMEG

