Mancano ormai due settimane all’8° Scandinavian & Nordic Gaming Show (SNGS) 2026: la comunità nordica del gioco si ritroverà al Radisson Blu Scandinavia Hotel di Copenaghen, in Danimarca, il 22 e 23 ottobre. L’edizione di quest’anno arriva in un momento in cui il quadro normativo e i sistemi di controllo stanno cambiando in tutto il mercato nordico del gioco, ponendo una serie di questioni importanti per operatori, fornitori e altre aziende attive nella regione.
La Finlandia si avvia verso un nuovo sistema di licenze, la Svezia sta adottando un approccio più rigoroso alla regolamentazione e la Norvegia sta intensificando i controlli. L’SNGS 2026 affronterà questi sviluppi attraverso il confronto con regolatori, operatori, fornitori di tecnologia e investitori, esaminando come i cambiamenti normativi stiano incidendo sull’accesso al mercato, sulle strategie commerciali e sulla gestione quotidiana.
SNGS 2026, a Copenaghen i temi in agenda sul gioco nei Paesi nordici
I leader del settore affronteranno alcuni dei principali sviluppi normativi e commerciali che interessano Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia e Islanda.
La prima giornata, giovedì 22 ottobre, si aprirà con il panel “Il gioco in Danimarca dal punto di vista del regolatore”. Seguiranno “I leader europei del gioco: chi è davvero in testa?” e “Svezia e Danimarca: due Paesi vicini, due percorsi normativi”.
Venerdì 23 ottobre il programma proseguirà con “Il panorama delle lotterie e il dibattito sul monopolio” e con “Muoversi per primi nel nuovo sistema finlandese”. Chiuderà i lavori il panel “La visione nordica: dalle lacune nella canalizzazione alla leadership globale”.
Licenze, controlli e mercato nero: il quadro nordico secondo gli avvocati
In vista dell’SNGS 2026, alcune figure di primo piano del settore legale che interverranno a Copenaghen hanno condiviso le proprie valutazioni sulla regolamentazione e sull’evoluzione dei mercati della regione.
Danyeli (Taylor Wessing): “Le regole nordiche sono accettate dai giocatori, a differenza della Germania”
Gabriel Danyeli, avvocato di Taylor Wessing, illustra i fattori che rendono un mercato europeo del gioco attraente per gli operatori e il confronto con i mercati nordici:
“Un mercato del gioco è particolarmente attraente se offre requisiti di licenza chiari e proporzionati, condizioni fiscali eque e una vigilanza efficace ma non eccessiva. I mercati nordici stanno adottando approcci diversi: Danimarca e Svezia hanno sistemi di regolamentazione basati su licenze relativamente chiari. Norvegia e, finora, Finlandia hanno seguito modelli più restrittivi. Tuttavia, tutti i Paesi nordici sono generalmente considerati dotati di regole ampiamente accettate dai giocatori, a differenza, ad esempio, della Germania.”
Danyeli esamina poi le ragioni delle differenze nei flussi di giocatori e nella canalizzazione tra i mercati nordici:
“Le differenze nei flussi di giocatori e nella canalizzazione hanno diverse cause. Un’azione incisiva contro gli operatori senza licenza può aumentare la canalizzazione. Sistemi particolarmente restrittivi o un’offerta legale poco attraente possono spingere i giocatori verso il mercato nero. È quindi importante coniugare controlli efficaci con un mercato regolamentato competitivo.”
Sull’evoluzione futura della regolamentazione nordica, Danyeli indica diversi ambiti in cui un maggiore coordinamento potrebbe portare benefici sia agli operatori sia ai giocatori:
“Sia la regolamentazione nordica sia quella tedesca potrebbero trarre vantaggio da un migliore coordinamento su licenze, pubblicità, regole sui prodotti e vigilanza. In questo modo gli operatori non si troverebbero ad affrontare requisiti molto diversi in Germania e nei mercati nordici. Allo stesso tempo, va garantita una protezione efficace contro l’offerta illegale.
Le misure di tutela dei giocatori dovrebbero basarsi maggiormente su dati concreti e tenere conto delle esigenze individuali, ad esempio attraverso un uso migliore dei dati comportamentali, senza rendere il mercato legale poco attraente con divieti generalizzati o requisiti amministrativi eccessivi, come quelli spesso criticati, ad esempio, nel mercato tedesco.”
Ek (Bird & Bird): “La divergenza tra i mercati dipende dalla loro architettura”
Pia Ek, avvocata e partner di Bird & Bird, spiega come le differenze nella struttura dei mercati abbiano contribuito ai diversi andamenti dei flussi di giocatori e della canalizzazione nei Paesi nordici:
“La divergenza dipende dall’architettura del mercato, non dalla geografia o dalla cultura. Svezia e Danimarca si sono aperte anni fa a un sistema di licenze in concorrenza, mentre Finlandia e Norvegia hanno mantenuto i monopoli statali. I mercati in monopolio sono strutturalmente più esposti quando la domanda si sposta online e oltre confine. Gli stessi documenti della riforma finlandese hanno rilevato che il sistema dei diritti esclusivi e la sua finalità rischiavano di perdere rilevanza a causa della forte crescita del gioco online e del gioco al di fuori del sistema.
Il sistema è stato indebolito dallo spostamento dei servizi online e dalla natura transfrontaliera del gioco e dei servizi di gioco, al punto che la quota di mercato del sistema esclusivo nel gioco digitale era scesa sotto il 50 per cento. Nel frattempo gli operatori senza licenza al di fuori del monopolio ricavavano entrate senza pagare canoni di licenza e tasse, né assumersi la responsabilità dei danni causati dalla loro attività.”
Ek considera anche cosa potrebbero fare i mercati nordici per migliorare la canalizzazione mantenendo una forte tutela dei giocatori:
“L’impostazione della stessa riforma finlandese offre la risposta più chiara: aumentare la canalizzazione e proteggere i giocatori non sono obiettivi in contrasto di per sé, ma raggiungerli insieme richiede un attento bilanciamento. Bisogna accettare una certa flessibilità da entrambe le parti. Regole orientate esclusivamente alla riduzione dei danni sarebbero estremamente rigide sull’offerta e sul marketing, mentre regole orientate solo a massimizzare la canalizzazione sarebbero estremamente permissive per gli operatori.
Condizioni di licenza, aliquote fiscali e vigilanza delle autorità del gioco dovrebbero essere pensate per rendere il mercato regolamentato commercialmente competitivo rispetto a quello non regolamentato, sostenendo al tempo stesso il sistema delle licenze con strumenti di controllo realmente incisivi.”
Sul maggiore allineamento normativo tra i mercati nordici, Ek indica dove una cooperazione più stretta potrebbe avere l’impatto più immediato:
“I Paesi nordici si considerano già a vicenda il naturale gruppo di riferimento in campo legislativo. Questa base giuridica comune, insieme al fatto che l’offerta e la pubblicità dannose attraversano sempre più i confini indipendentemente dalle scelte di ciascun Paese in materia di licenze, a mio avviso indica dove l’allineamento darebbe i risultati più immediati: un’azione coordinata contro gli operatori transfrontalieri senza licenza e contro il loro marketing. È un ambito in cui nessun Paese nordico, con il proprio modello, può tutelare da solo i propri tassi di canalizzazione.”

Ronde (Nordic Legal): “Il gioco responsabile passa da un approccio reattivo a uno proattivo”
Morten Ronde, managing partner di Nordic Legal, sul tema della tutela dei giocatori indica le innovazioni nel gioco responsabile più importanti oggi:
“Stiamo assistendo al passaggio da un approccio reattivo a uno proattivo al gioco responsabile. Ed è qui che si trova la vera opportunità. Tra le priorità principali ci sono un uso migliore dei dati comportamentali per individuare prima i rischi, interventi più personalizzati e una comunicazione più chiara ed efficace con i giocatori. Cresce inoltre l’esigenza di collaborazione e condivisione dei dati tra operatori, all’interno di quadri giuridici adeguati, per migliorare i risultati a livello di sistema.
È importante che il gioco responsabile non si limiti a ridurre al minimo i danni, ma punti a creare un’esperienza di gioco complessivamente più sicura e sostenibile.”
Con controlli più severi in diverse aree dei Paesi nordici, Ronde spiega come i regolatori possano contrastare il mercato nero senza spingervi i giocatori:
“Il modo più efficace per combattere il mercato nero è garantire che il mercato regolamentato resti attraente per i giocatori. I controlli sono importanti, ma da soli non bastano. La regolamentazione deve trovare un equilibrio attento, proteggendo i consumatori senza rendere l’offerta autorizzata così restrittiva da spingere i giocatori a cercare alternative. Questo comprende un’offerta di prodotti competitiva, limiti ragionevoli e regole chiare e coerenti.
In definitiva, la canalizzazione dovrebbe essere il principio guida. Se i giocatori scelgono il mercato regolamentato perché offre sicurezza e qualità, il mercato nero diventa molto meno rilevante.”
Infine Ronde, coinvolto da diversi anni nell’SNGS, spiega perché piattaforme di questo tipo sono così importanti per il settore:
“Piattaforme come l’SNGS sono assolutamente essenziali. Le sfide normative e commerciali che affrontiamo oggi sono troppo complesse per essere gestite in modo isolato. Ciò che rende l’evento particolarmente prezioso è la capacità di riunire regolatori, operatori, consulenti e altri soggetti interessati in un contesto che favorisce un dialogo aperto e costruttivo.
Questi confronti portano spesso a una maggiore comprensione e, in alcuni casi, a politiche migliori. In una regione interconnessa come quella nordica, questo tipo di dialogo non è solo utile, è necessario.” fp/AGIMEG

