Home Focus Slot e vlt, giro di vite della Polizia di Roma Capitale su orari accensione macchine. Ecco il verbale che viene notificato. Titolari agenzie: “Un accanimento verso le sale giochi che stanno cercando di ripartire dopo 2 anni durissimi”

Slot e vlt, giro di vite della Polizia di Roma Capitale su orari accensione macchine. Ecco il verbale che viene notificato. Titolari agenzie: “Un accanimento verso le sale giochi che stanno cercando di ripartire dopo 2 anni durissimi”

Giro di vite da parte della Polizia di Roma Capitale – Gruppo Sicurezza Sociale ed Urbana (GSSU) nel contrasto all’attività di gioco lecito esercitato al di fuori delle fasce orarie consentite.

Fortemente voluta dall’ex sindaca della Capitale, Virginia Raggi, l’ordinanza anti-gioco d’azzardo, entrata in vigore nel giugno 2018, prevede tassativamente due fasce orarie di accensione degli apparecchi da intrattenimento, dalle 9 alle 12 e dalle 18 alle 23.

Agimeg è entrata in possesso di un verbale di violazione della suddetta ordinanza, comminato ad una sala giochi di Roma. Nello specifico, in data 29 gennaio l’applicativo SMART (Statistiche, Monitoraggio e Analisi della Raccolta Territoriale di gioco fisico), predisposto da ADM, ha accertato che nell’esercizio commerciale in questione è stato commesso l’illecito di “inosservanza dell’orario di funzionamento degli apparecchi di cui all’articolo comma 110, comma 6, del TULPS” (Slot e VLT ndr), che comporta una sanzione compresa tra 150 e 450 euro.

Nel dettaglio, sono tre gli apparecchi da intrattenimento che, abilitati al gioco in fascia oraria consentita (due alle 9:46 ed uno alle 10:56), non risultano essere stati spenti alle ore 12:00, così come previsto dall’ordinanza comunale.

L’attività sanzionatoria rientra nelle prerogative accordate in attuazione a quanto disposto dall’articolo 1 comma 569 della Legge 30 dicembre 2018 n.145 “Misure di prevenzione del disturbo da gioco d’azzardo”, si legge nel verbale, che sottolinea come “non è stato possibile procedere alla contestazione immediata della violazione in quanto l’accertamento dell’illecito è avvenuto in un secondo momento, a seguito dell’acquisizione dei dati attraverso l’applicativo SMART”, per l’esattezza in data 9 febbraio 2022.

La violazione amministrativa potrà essere pagata entro 60 giorni dalla data di notifica del verbale in misura ridotta, pari a 150 euro più spese procedurali (pari a 5,30 euro in caso di notifica mezzo PEC o di 15,40 euro in caso di notifica postale).

Prova dell’avvenuto pagamento dovrà essere fornita al Comando di Gruppo che ha emesso la sanzione entro 60 giorni dall’avvenuta contestazione, al fine di evitare l’inoltro del rapporto alla competente autorità amministrativa che, in caso di mancato pagamento in misura ridotta, provvederà ad ingiungere il pagamento, potendo irrogare una sanzione fino al limite massimo coerentemente con le previsioni del Regolamento di Roma Capitale.

E’ ammesso il pagamento presso qualsiasi ufficio postale o presso qualsiasi Prestatore di Servizi di Pagamento attestato sulla piattaforma pagoPA, come tabaccherie, banche e supermercati. Il pagamento può essere effettuato anche dal Portale di Roma Capitale, senza accedere a mezzo Spid, dalla sezione Servizi online in Servizi di Pagamento oppure, se in possesso di Spid, direttamente dalla sezione Servizio Contravvenzioni.

I soggetti obbligati al pagamento della sanzione sono il trasgressore, il responsabile in solido, il responsabile per l’incapace. Il pagamento da parte di uno dei soggetti obbligati estingue la violazione amministrativa anche nei confronti degli altri.

“Dopo 13 mesi di grande sofferenza vissuti dal settore del gioco, a seguito delle chiusure imposte della pandemia, meriteremmo solo un po’ di pace. Invece il Comune fa cassa andando a colpire proprio le sale giochi e le sale scommesse, che avrebbero bisogno di ossigeno per poter tornare ai livelli prepandemia”, racconta ad Agimeg la titolare della sala colpita dalla sanzione amministrativa.

“Leggi a livello nazionale, che hanno imposto una tassa sulle scommesse con le agenzie chiuse e i campionati fermi, distanziometri regionali e ordinanze comunali stanno mettendo in ginocchio un settore legale che dà lavoro a migliaia di persone e garantisce entrate erariali. Vedo un grande accanimento nei nostri confronti, proprio ora che invece dovremmo ripartire per non chiudere definitivamente le nostre attività”. cr/AGIMEG

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