Approda nuovamente nelle aule di giustizia la controversia relativa alle sanzioni contestate ad alcune sale slot di Treviglio, in provincia di Bergamo, dopo i controlli sul rispetto degli orari di accensione di slot e VLT e delle distanze minime dai luoghi sensibili.
I gestori hanno deciso di impugnare le ordinanze di ingiunzione emesse dal Comune, promuovendo ricorsi sia davanti alla giustizia civile sia, per la prima volta nell’ambito della vicenda, davanti a quella amministrativa. L’amministrazione comunale, dopo aver consultato l’avvocatura civica, ha scelto di costituirsi in entrambi i procedimenti per difendere i propri provvedimenti.
I controlli di Guardia di Finanza e Polizia locale
La vicenda ha avuto inizio lo scorso novembre, quando la Guardia di Finanza e la Polizia locale hanno effettuato una serie di verifiche all’interno di sale da gioco ed esercizi pubblici di Treviglio.
I controlli hanno riguardato il rispetto delle disposizioni sugli orari di accensione di slot e VLT e delle regole relative all’esposizione delle lotterie istantanee.
Al termine delle verifiche erano state sanzionate 19 attività sulle 24 controllate, con contestazioni per un importo complessivo di circa 160.000 euro.
Distanze dai luoghi sensibili, sanzionate quattro sale
A quattro sale slot era stata inoltre contestata la violazione della distanza minima di 500 metri dai luoghi sensibili, con sanzioni per un totale di 45.000 euro.
I gestori hanno contestato i provvedimenti sostenendo che le attività fossero già operative quando è entrata in vigore la normativa sulle distanze. La tesi non è stata però accolta nel primo grado di giudizio, contro la cui decisione è stato successivamente presentato ricorso.
Impugnate le ordinanze di ingiunzione
Nel frattempo, il Comune di Treviglio ha emesso le ordinanze di ingiunzione relative alle sanzioni contestate. Le sale interessate hanno quindi deciso di impugnare anche questi provvedimenti, rivolgendosi sia alla giustizia civile sia a quella amministrativa.
Il Comune, acquisito il parere dell’avvocatura civica, resisterà in giudizio in entrambi i procedimenti. Saranno ora i giudici competenti a pronunciarsi sui ricorsi e sulla legittimità degli atti adottati dall’amministrazione comunale. sb/AGIMEG










