Slot, TAR Lazio conferma limitazioni regionali a contrasto del gioco patologico: ricorsi respinti

Il TAR Lazio si è pronunciato su due ricorsi paralleli presentati da società attive nel settore delle slot contro la Regione Lazio e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Al centro della controversia una nota regionale del gennaio 2023, con cui la Regione aveva fornito chiarimenti operativi sulla legge regionale in materia di contrasto al gioco d’azzardo patologico. In particolare, la nota indicava alcune modalità pratiche per rispettare gli obblighi già previsti dalla legge, come pause obbligatorie di gioco, installazione di cartelli informativi, segnali acustici e distanze tra gli apparecchi.

Le contestazioni degli operatori

Le società ricorrenti sostenevano che tali indicazioni introducevano, di fatto, nuovi obblighi non previsti dalla legge, incidendo anche su aspetti tecnici degli apparecchi e invadendo competenze riservate allo Stato.

Secondo i ricorrenti, le misure avrebbero imposto modifiche difficili da attuare e avrebbero limitato in modo eccessivo l’attività economica, con possibili effetti anche sulla sostenibilità delle imprese.

La decisione del TAR

Il TAR Lazio ha respinto entrambi i ricorsi, ritenendoli infondati. I giudici hanno chiarito che la nota regionale non introduce nuovi obblighi, ma si limita a indicare alcune modalità con cui gli operatori possono adempiere a prescrizioni già stabilite dalla legge regionale.

In particolare, l’obbligo di prevedere pause nel gioco e altre misure di contenimento deriva direttamente dalla normativa, mentre le indicazioni contenute nella nota rappresentano solo esempi pratici, non vincolanti, che gli operatori possono anche sostituire con soluzioni alternative.

Tar Tribunale Amministrativo Regionale

La questione delle competenze

Il TAR ha inoltre affrontato il tema del riparto di competenze tra Stato e Regioni. Secondo i giudici, le misure contestate rientrano nella competenza regionale in materia di tutela della salute, in quanto finalizzate a prevenire fenomeni di dipendenza dal gioco.

Non si tratta quindi di interventi sulle regole tecniche degli apparecchi o sull’ordine pubblico, ambiti riservati allo Stato, ma di misure che mirano a limitare comportamenti di gioco eccessivo e a proteggere i soggetti più vulnerabili.

Le conseguenze

Con queste decisioni, quindi, il TAR ha confermato la legittimità dell’impianto normativo regionale e delle indicazioni operative fornite agli operatori del settore. mg/AGIMEG