Slot, Consiglio di Stato: “Reiterate infrazioni giustificano la revoca della licenza”

Il titolare di una sala giochi ha presentato un ricorso al Consiglio di Stato per chiedere la riforma della sentenza del Tar della Campania che aveva confermato la revoca della licenza per reiterate infrazioni delle norme previste per i possessori di tali autorizzazioni.

Il Collegio ha ricordato che il Tar, nel respingere il ricorso, ha affermato “ad una valutazione d’insieme deve ritenersi che, nell’esercizio dell’attività di giochi e scommesse, la istante abbia reiteratamente violato in un consistente arco temporale le disposizioni di settore la cui scrupolosa osservanza, come sottolineato dalla Corte Costituzionale (n. 27/2019), è finalizzata a tutelare soggetti ritenuti maggiormente vulnerabili, o per la giovane età o perché bisognosi di cure di tipo sanitario o socio assistenziale, e a prevenire forme di gioco cosiddetto compulsivo, nonché ad evitare effetti pregiudizievoli per il contesto urbano, la viabilità e la quiete pubblica. Corroborano tale conclusione, tra l’altro, le ripetute violazioni alla disciplina degli orari e al divieto di esercizio in orari non consentiti, l’utilizzo di apparecchi irregolari e con nulla – osta di messa in esercizio contraffatti (non risultando peraltro invocabile la buona fede da parte di un operatore qualificato del settore al quale si richiede una diligenza qualificata ai sensi dell’art. 1176 c.c.), la costante presenza di soggetti gravati da precedenti di polizia”.

Secondo il Consiglio di Stato, “la sentenza e il provvedimento impugnato appaiono privi dei vizi lamentati ed adeguatamente motivati, tenendo conto, in particolare, della gravità delle condotte addebitate, anche in termini di omesso controllo, e di non episodicità delle medesime”. Inoltre, “nel bilanciamento tra gli interessi coinvolti nella fattispecie, può ritenersi prevalente quello alla tutela della salute pubblica e dell’ordine pubblico”.

Per questi motivi il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso e confermato la validità dei provvedimenti impugnati. ac/AGIMEG