Slot, Consiglio di Stato: “Comuni hanno la facoltà di regolare i limiti orari orari, ma solo la Questura può imporre sanzioni”

E’ stato presentato un ricorso al Consiglio di Stato con il quale si chiede la riforma della sentenza del Tar del Veneto che aveva confermato la legittimità dell’ordinanza del Comune di Thiene, contenente la sospensione del funzionamento degli apparecchi di intrattenimento e svago con vincita in denaro, di cui all’art. 110, comma 6 lett. b) del TULPS. Il Comune di Thiene aveva stabilito gli orari di esercizio delle sale da gioco con l’ordinanza 4/2015 oltre alle sanzioni in caso di inosservanza del suo contenuto.

L’appello si fonda su un unico motivo che lamenta l’erronea valutazione della potestà sanzionatoria della p.a. Il sindaco può disciplinare, mediante ordinanza, gli orari di apertura delle sale da gioco, o del funzionamento degli apparecchi con vincita in denaro, senza che sia attribuito anche il potere di determinare quali sanzioni amministrative debbano infliggersi qualora vengano violate le disposizioni contenute nell’ordinanza sindacale, potendo solo applicare la sanzione prevista dall’art. 7 bis T.U.E.L. La possibilità di disporre la sospensione appartiene all’organo che ha rilasciato l’autorizzazione di polizia cioè la Questura di Vicenza.

I giudici del Consiglio di Stato hanno precisato che “il Comune ha facoltà di regolare gli orari di apertura dei locali dove si trovano degli apparecchi di intrattenimento e svago con vincita in denaro, di cui all’art. 110, comma 6 lett. b) del T.U.L.P.S. ai sensi dell’art. 50, comma 7, T.U.E.L., ma non può disporsi sulla base di una semplice ordinanza del Sindaco anche la sanzione della sospensione dell’attività per un certo tempo“. “Il provvedimento – ribadisce il Consiglio di Stato – non può giustificarsi neanche ai sensi dell’art. 10 T.U.L.P.S. poiché le sanzioni nei confronti delle ordinanze di polizia ai sensi del r.d. 773/1931 possono essere irrogate solo dall’autorità che concedono tali autorizzazioni, nel caso di specie la Questura di Vicenza”.

Per questi motivi il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso e, in riforma della sentenza impugnata, ha annullato l’ordinanza del Comune di Thiene. ac/AGIMEG