Home Attualità Slot, Veneto: scatta la chiusura definitiva di un’attività con apparecchi per violazione degli orari. Avv. Luca Giacobbe: “Un precedente destinato a incidere su tutto il settore”

Slot, Veneto: scatta la chiusura definitiva di un’attività con apparecchi per violazione degli orari. Avv. Luca Giacobbe: “Un precedente destinato a incidere su tutto il settore”

slot machineslot machine

Un provvedimento che potrebbe segnare un precedente importante per il comparto del gioco pubblico. Il Comune di Trebaseleghe, in provincia di Padova, ha disposto la cessazione definitiva dell’attività di raccolta mediante apparecchi da intrattenimento, con apposizione dei sigilli, nei confronti di un esercizio commerciale ritenuto responsabile della reiterata violazione degli orari di funzionamento previsti dalla normativa regionale.

Il provvedimento, adottato il 30 giugno 2026, richiama l’articolo 8 della legge regionale del Veneto n. 38/2019 e la deliberazione della Giunta regionale n. 2006/2019, che consentono ai Comuni di arrivare fino alla chiusura definitiva dell’attività in caso di violazioni reiterate nell’arco di un biennio.

Secondo l’avvocato Giacobbe, si tratta di uno dei primi casi in cui viene applicata la misura più severa prevista dalla disciplina regionale, con possibili ripercussioni anche su numerosi altri operatori.

Il provvedimento del Comune

L’ordinanza trae origine da una serie di contestazioni relative al mancato rispetto degli orari di accensione degli apparecchi. In presenza di violazioni ripetute e divenute definitive, la normativa regionale attribuisce infatti ai Comuni la facoltà di disporre la cessazione dell’attività riferita agli apparecchi da gioco mediante apposizione dei sigilli.

Il caso di Trebaseleghe rappresenta quindi un passaggio significativo nell’applicazione della legge regionale veneta, soprattutto in un contesto in cui gli orari di esercizio continuano a essere uno dei temi più controversi per gli operatori del settore.

Giacobbe: “Gli esercenti non sottovalutino verbali e ordinanze”

Avvocato Luca GiacobbeAvvocato Luca Giacobbe

Per l’avvocato Giacobbe, il provvedimento costituisce un campanello d’allarme per tutti gli esercenti. “Se l’operatore non presenta scritti difensivi, non impugna i verbali oppure definisce la contestazione con il pagamento in misura ridotta, le violazioni diventano definitive. In caso di reiterazione, il Comune può arrivare a disporre la chiusura definitiva dell’attività relativa agli apparecchi. È quindi fondamentale che gli operatori, oltre a rispettare gli orari previsti, valutino attentamente la possibilità di contestare verbali e ordinanze quando ne ricorrono i presupposti”.

Secondo il legale, molti esercenti tendono a considerare le sanzioni per gli orari come violazioni di scarsa rilevanza, mentre l’accumularsi di provvedimenti definitivi può condurre all’applicazione della misura più grave prevista dalla normativa regionale.

Le possibili ricadute per concessionari e ADM

L’avvocato richiama anche un aspetto operativo che potrebbe coinvolgere direttamente concessionari e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. “Per esempio come è possibile per un gestore recuperare gli apparecchi? Chi ha il dovere di custodia sugli stessi?”. Un tema che, secondo l’avvocato Giacobbe, potrebbe interessare numerosi concessionari qualora altri Comuni decidessero di seguire la stessa strada.

Il mancato riordino presenta il conto

Per il legale, quanto accaduto in Veneto è anche la conseguenza della mancata riforma del gioco fisico. “Negli ultimi anni gli enti locali hanno introdotto discipline molto differenti tra loro sugli orari di funzionamento degli apparecchi. Oggi iniziano a vedersi gli effetti di questo sistema frammentato: si rischia la paralisi di alcune attività e, di riflesso, anche conseguenze sul gettito erariale. È uno dei problemi che il riordino del settore avrebbe dovuto affrontare“.

La vicenda di Trebaseleghe sarà ora osservata con attenzione da tutto il comparto. Se il ricorso a questo tipo di provvedimenti dovesse estendersi anche ad altri Comuni che applicano limitazioni orarie particolarmente restrittive, il caso potrebbe rappresentare un precedente destinato ad avere effetti ben oltre i confini del Veneto. sb/AGIMEG

Exit mobile version