Home Attualità SiGMA Roma 2026, Donato (Kiron): “L’AI non sostituisce le persone: opportunità e sfide per il gioco”

SiGMA Roma 2026, Donato (Kiron): “L’AI non sostituisce le persone: opportunità e sfide per il gioco”

Two men in suits sitting on a stage panel, one speaking into a microphone while the other listens, with a blue backdrop featuring conference logos.

“Sono contento che gli operatori abbiano acquisito consapevolezza dell’importanza dell’intelligenza artificiale. L’errore è credere che l’AI possa sostituire le persone, ma non è così. Lo stesso timore si era presentato 30 anni fa, con l’avvento del computer. Se sapremo muoverci nella direzione giusta, potremo creare nuovi posti di lavoro e favorire lo sviluppo”. Lo ha dichiarato Giuseppe Donato, Direttore Paese – Italia Kiron Interactive, durante il Panel “Intelligenza artificiale, nuovi media e trasformazione del gioco pubblico”, nella seconda giornata del SiGMA World Summit 2026 di Roma.

“L’occhio umano resta sempre necessario: non possiamo lasciare che l‘intelligenza artificiale agisca da sola. L’operatore può stare dalla parte del giocatore utilizzando la componente positiva dell’AI, per esempio contrastando le fake news. Ancora oggi, però, questa tecnologia viene spesso utilizzata come un semplice giochino.

Ci sono però lati negativi. Nell’ultimo periodo si sono verificati ripetuti attacchi hacker ai danni degli operatori, condotti anche attraverso l’intelligenza artificiale. Questa tecnologia può inoltre rappresentare un fattore penalizzante per gli operatori più piccoli rispetto ai grandi gruppi. Le realtà di maggiori dimensioni, infatti, possono attingere a una quantità più ampia di informazioni e risorse”, ha detto.

Porto: “AI in Italia: strumento di supporto o limite?”

“In Italia consentiamo ciò che non dovremmo consentire e limitiamo ciò che non conosciamo. L’intelligenza artificiale deve essere uno strumento di supporto, non di sostituzione. Nel nostro Paese stiamo andando nella direzione più oscura per quanto riguarda l’AI. A Malta, per esempio, sono molto più avanti rispetto a noi. In Italia si cerca soprattutto di capire cosa sia proibito e cosa si possa o non si possa fare, ma l’intelligenza artificiale non si esaurisce in questo aspetto”, ha specificato Ottavio Porto, Avvocato e consulente legale Advice Island.intelligenza artificiale

“Per quanto riguarda il gioco dal punto di vista legale, anche attraverso il lavoro con i clienti che seguo, ho compreso che non tutti hanno piena consapevolezza di ciò di cui stiamo parlando. Un esempio è rappresentato dalla campagna True Data della Serie A.

Nelle fasi di accettazione delle scommesse e di valutazione delle quote ho visto situazioni allucinanti: vengono forniti dati con una facilità disarmante, senza che ci si renda conto delle informazioni che si stanno effettivamente condividendo. È quindi molto importante, sotto il profilo legale, predisporre una comunicazione che consenta di acquisire consapevolezza su tutti i passaggi.

Non dobbiamo sottovalutare neppure il fatto che ci siano soggetti che utilizzano le segnalazioni sui social per fini economici. Può accadere, per esempio, che un creator venga preso di mira da altri piccoli creator con l’obiettivo di danneggiarne la reputazione. Con l’intelligenza artificiale anche un soggetto di piccole dimensioni può diventare grande. Un bookmaker, dal canto suo, può sfruttare questa tecnologia per andare molto più in profondità”, ha concluso. fp/AGIMEG

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