Il Consiglio di Stato è intervenuto sul riordino del gioco online e sull‘operatività dei PVR (Punti Vendita Ricariche). La Sesta Sezione ha accolto parzialmente i ricorsi degli operatori del settore, annullando il divieto generalizzato sull’uso di apparecchiature connesse a internet, ma ha confermato altre regole stringenti come il tetto alle ricariche in contanti e lo stop ai prelievi.
E’ stata pubblicata una prima sentenza del Consiglio di Stato riguardante il settore dei PVR (Punti Vendita Ricariche), “che interviene nello specifico sulla posizione degli Internet Point. Rimaniamo in attesa delle prossime sentenze”. E’ quanto ha specificato ad Agimeg l’Avvocato Marco Ripamonti.
La pronuncia sul settore Internet Point e il richiamo alla Consulta
L’Avvocatura dello Stato, nel rappresentare l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), aveva sostenuto che le restrizioni applicate fossero il frutto di una scelta mirata e ponderata del legislatore per uno specifico settore, al di là della nota sentenza n. 104/2025 della Corte Costituzionale.
Tuttavia, il Consiglio di Stato ha rigettato tale impostazione:
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Ha fatto espressamente richiamo alla sentenza n. 104/2025 della Consulta.
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Ha sancito l’illegittimità della preclusione destinata agli Internet Point.
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Ha superato i tentativi di blindare la normativa basata sui limiti del Decreto Balduzzi.

“Stiamo ancora esaminando la sentenza odierna in modo approfondito. Secondo noi, infatti, potrebbe presentare delle criticità. Per il momento siamo molto lieti dell’inclusione degli Internet Point nella tipologia dei PVR perché l’Avvocatura di Stato, assistendo ADM, aveva sostenuto che, al di là della sentenza della Corte Costituzionale 104 del 2025, questa potesse essere una scelta oculata e specifica dei Monopoli stessi e, quindi, del legislatore relativa a uno specifico settore. Andando, quindi, in questo modo, a superare la declaratoria di incostituzionalità del Decreto Balduzzi.
In realtà, invece il Consiglio di Stato, ha proprio richiamato la sentenza della Corte Costituzionale 104 del 2025 per dichiarare l’illegittimità di questa preclusione destinata agli Internet Point. Accogliamo, quindi, con sollievo questa parte della pronuncia”, ha aggiunto l’avvocato.
In attesa delle altre sentenze: l’analisi del collegio legale
Sebbene l’esito della pronuncia sugli Internet Point sia accolto con favore, il legale ha sottolineato come la vicenda richieda ancora prudenza e approfondimento. Al momento è stata pubblicata un’unica sentenza, mentre si resta in attesa delle decisioni del Consiglio di Stato relative agli altri ricorsi pendenti.
Attualmente è in corso un’analisi approfondita del testo per valutare eventuali criticità residuali. L’esame dell’impianto è condotto in modo collegiale dal team legale composto dagli avvocati Marco e Riccardo Ripamonti, Mariateresa Parrelli, Alvise Vergerio e Luca Porfiri.
“Le ulteriori determinazioni e le eventuali prossime mosse legali verranno rese note non appena il collegio difensivo avrà completato lo studio dettagliato della pronuncia e dei successivi provvedimenti attesi”, ha concluso l’avvocato Marco Ripamonti. cdn/AGIMEG

