Ricavi sostanzialmente fermi, EBITDA adjusted in calo del 10%, marginalità in contrazione e indebitamento salito a quasi 1,9 miliardi di sterline. Sono i dati dei risultati di Evoke, gruppo proprietario dei marchi William Hill, 888 e Mr Green, relativi al primo semestre del 2026.
Nei sei mesi terminati il 30 giugno scorso, i ricavi del Gruppo si sono attestati a 887,5 milioni di sterline, sostanzialmente invariati rispetto agli 887,8 milioni dello stesso periodo del 2025. L’EBITDA reported è diminuito dell’11,7%, passando da 141,3 a 124,8 milioni di sterline, mentre l’EBITDA adjusted è sceso da 165,9 a 150,2 milioni, con una flessione del 9,5%.
In calo anche il margine EBITDA adjusted, passato dal 18,7% al 16,9%. Sul risultato ha inciso soprattutto un aumento complessivo di circa 46 milioni di sterline delle imposte sul gioco, dovuto principalmente agli incrementi fiscali introdotti nel Regno Unito e, per la divisione internazionale, anche in Italia e Romania.
Perdita netta da 70,2 milioni di sterline
Evoke ha chiuso il semestre con una perdita ante imposte di 80 milioni di sterline. La perdita netta dopo le imposte è stata pari a 70,2 milioni di sterline, sostanzialmente in linea con i 70,1 milioni dell’anno precedente. La perdita per azione è salita da 15,5 a 15,6 pence.
A incidere sui conti sono stati anche 91,7 milioni di sterline di oneri finanziari netti, legati principalmente agli interessi sui finanziamenti contratti dal Gruppo. Gli ammortamenti complessivi sono saliti da 102,2 a 113,1 milioni di sterline, mentre il risultato operativo è sceso da 39,1 milioni del primo semestre 2025 a 11,7 milioni nei primi sei mesi del 2026.
Italia: ricavi in crescita del 21%, ma aumentano tasse e criticità nelle scommesse
In Italia, Evoke ha registrato nel primo semestre del 2026 una crescita dei ricavi del 21%, sostenuta in particolare dalla performance di 888casino.
Il dato positivo sui ricavi è però accompagnato da diversi elementi critici. L’aumento dei costi del gioco online in Italia ha contribuito alla riduzione della redditività complessiva della divisione internazionale.
Evoke segnala infatti che il costo delle vendite è aumentato da 295 a 335,1 milioni di sterline, con una crescita di oltre 40 milioni. L’incremento è stato determinato soprattutto dalle nuove aliquote fiscali applicate nel Regno Unito online e, per quanto riguarda i mercati internazionali, in Romania e Italia.
L’aumento della tassazione italiana ha inciso anche sull’EBITDA della divisione internazionale, insieme al progressivo spostamento dei ricavi verso mercati regolamentati caratterizzati da aliquote fiscali più elevate. Ne è derivata una riduzione del margine lordo.
Particolarmente significativo è inoltre il giudizio espresso da Evoke sul comparto delle scommesse sportive. Il Gruppo ha riconosciuto che il proprio prodotto sportsbook è rimasto indietro rispetto alla concorrenza in alcuni mercati strategici, come Italia, Danimarca e Spagna.
Questa debolezza ha contribuito alla riduzione dei volumi di gioco nelle scommesse sportive internazionali. Evoke ha tuttavia precisato che lo sportsbook rappresenta una quota relativamente limitata dei ricavi complessivi generati in questi mercati, nei quali assume maggiore rilevanza il segmento casinò.
L’Italia presenta quindi una situazione a due velocità: da un lato la crescita del 21% dei ricavi, trainata soprattutto da 888casino; dall’altro, l’aumento della pressione fiscale e un’offerta di scommesse sportive che il Gruppo considera non ancora sufficientemente competitiva.
Scommesse sportive in calo: ricavi -4,7% e raccolta -9%
A livello di Gruppo, i ricavi derivanti dalle scommesse sportive sono diminuiti del 4,7%, passando a 279,2 milioni di sterline. Ancora più marcata la flessione delle somme giocate, scese del 9%. Il margine netto delle scommesse è invece migliorato, passando dal 12,7% al 13,2%, compensando parzialmente la diminuzione dei volumi.
Secondo Evoke, la contrazione della raccolta è legata soprattutto alle performance dei mercati internazionali e alla minore competitività del prodotto sportsbook in Italia, Danimarca e Spagna.
Il settore gaming ha invece registrato una crescita del 2,3%, raggiungendo 608,3 milioni di sterline, grazie principalmente alla performance dell’online nel Regno Unito e in Irlanda e, in particolare, di William Hill Vegas.
Mercati internazionali: ricavi ed EBITDA in diminuzione
La divisione internazionale ha chiuso il semestre con ricavi pari a 293,8 milioni di sterline, in calo dell’1,9% rispetto ai 299,4 milioni del primo semestre 2025. La crescita registrata in Italia, +21%, e Danimarca, +13%, non è stata sufficiente a compensare le performance negative di Spagna, Romania e degli altri mercati internazionali.
Ancora più pesante la flessione della redditività. L’EBITDA adjusted della divisione internazionale è diminuito del 20,9%, passando da 85,5 a 67,6 milioni di sterline: una riduzione di 17,9 milioni.
Il calo è stato determinato dall’aumento delle imposte sul gioco in Italia e Romania, dalla maggiore incidenza dei mercati regolamentati e dallo spostamento dei ricavi verso Paesi caratterizzati da livelli di tassazione più elevati.
In Spagna, Evoke evidenzia un mercato diventato particolarmente competitivo dopo l’allentamento delle restrizioni sulla pubblicità e sulle promozioni. Il Gruppo ha ammesso la necessità di migliorare sia il prodotto sia le capacità di marketing per ottenere ritorni sugli investimenti adeguati.
In Romania, invece, i ricavi sono diminuiti dopo il significativo aumento della tassazione introdotto nel terzo trimestre del 2025. Alla maggiore pressione fiscale si è aggiunta la recessione economica, che ha determinato una debolezza generale del mercato. Evoke ha quindi ridimensionato le attività di marketing e promozione con l’obiettivo di proteggere la redditività.
La Danimarca ha registrato una crescita del 13%, beneficiando dei miglioramenti apportati al prodotto e della migrazione della piattaforma completata nel primo semestre del 2025. Anche in questo mercato, tuttavia, il prodotto relativo alle scommesse sportive viene indicato come meno competitivo rispetto ad alcuni concorrenti.
UK e Irlanda online: cresce William Hill, arretra 888
La divisione online di Regno Unito e Irlanda ha registrato ricavi pari a 348,1 milioni di sterline, in aumento del 3,5% rispetto ai 336,2 milioni del primo semestre 2025. I ricavi gaming sono aumentati del 6,7%, grazie soprattutto alla crescita a doppia cifra di William Hill, sostenuta dai miglioramenti del prodotto e da una gestione più efficace dei bonus.
Di segno opposto l’andamento del marchio 888, i cui ricavi sono diminuiti. Evoke ha attribuito la flessione alla scelta di privilegiare la redditività e il valore economico dei clienti, rinunciando ai volumi considerati meno remunerativi.
I ricavi delle scommesse online nella divisione UK e Irlanda sono invece diminuiti del 2,4%, anche a causa delle dinamiche generali del mercato.
L’EBITDA adjusted della divisione è cresciuto del 28,3%, passando da 60 a 77 milioni di sterline, grazie alla riduzione degli investimenti di marketing, a una maggiore efficienza dei bonus e agli interventi adottati per compensare l’aumento della tassazione.
Retail: ricavi -2,6% e 278 negozi in meno
Nel retail, i ricavi sono diminuiti del 2,6%, passando da 252,2 a 245,6 milioni di sterline. A parità di punti vendita, Evoke indica tuttavia una crescita del 4%. Alla fine di giugno 2026 il Gruppo contava 1.024 betting shop, contro i 1.302 dell’anno precedente: una diminuzione di 278 punti vendita, pari al 21,4%.
Circa 200 negozi sono stati chiusi nel solo mese di maggio 2026, nell’ambito del programma di razionalizzazione della rete britannica. Nel retail, i ricavi delle scommesse sono diminuiti del 3%, mentre la raccolta ha registrato una contrazione dell’8%. Il margine netto è migliorato di un punto percentuale grazie agli interventi sui prezzi.
I ricavi gaming retail sono diminuiti del 2%, nonostante la performance positiva dei nuovi cabinet installati nella rete. Evoke ha investito nell’introduzione di 2.000 nuovi cabinet, concentrando inoltre le risorse sui negozi ritenuti maggiormente produttivi.
Nonostante la riduzione della rete e dei ricavi, l’EBITDA adjusted del retail è aumentato del 5,4%, da 29,6 a 31,2 milioni di sterline, grazie alla chiusura dei punti vendita in perdita e alla ristrutturazione del modello operativo. sb/AGIMEG

