Il caso Pirlo-Fonbet ha riacceso il dibattito sui rapporti tra il mondo del calcio e gli operatori di gioco e scommesse non autorizzati a operare in Italia.
Secondo quanto riportato dal Secolo XIX, anche i domini riconducibili ai marchi Fun88 e TLCBet, collegati all’imprenditore Joseph Tey, principale azionista della Sampdoria, figurerebbero nell’elenco dei siti inibiti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) perché privi di concessione per la raccolta del gioco online sul territorio italiano.
Tey ha dichiarato in passato di essere tra i proprietari della società titolare del marchio Fun88, successivamente concesso in licenza a operatori indipendenti attivi in diverse giurisdizioni. La natura esatta dei rapporti societari e commerciali tra l’imprenditore e le piattaforme richiede quindi di distinguere tra la titolarità dei marchi e la gestione diretta dei siti.
Al momento nessuna posizione pubblica della FIGC
Sulla vicenda, sempre secondo il quotidiano genovese, al momento non risultano prese di posizione pubbliche da parte della FIGC. Il caso solleva tuttavia interrogativi sull’opportunità dei rapporti tra esponenti di primo piano di una società calcistica professionistica e marchi associati a piattaforme non autorizzate alla raccolta in Italia.
L’inserimento di un dominio nella blacklist ADM comporta l’inibizione dell’accesso dall’Italia, ma non consente, da solo, di attribuire automaticamente responsabilità personali ai titolari o ai licenziatari del relativo marchio.
Il possibile ingresso nel CdA della Sampdoria
La questione potrebbe assumere ulteriore rilievo qualora Joseph Tey e il suo collaboratore Nathan Walker entrassero nel Consiglio di amministrazione della Sampdoria. In quel caso, la FIGC potrebbe valutarne i requisiti di onorabilità. cdn/AGIMEG

