Nuova tassa scommesse “chiude” il Betting Exchange: dovrebbe pagare il 111% sul margine

E’ un malus piuttosto che un bonus quello previsto nel Decreto Rilancio per quanto riguarda le scommesse sportive. Il DL ha infatti introdotto una nuova tassa dello 0,5% sulla raccolta delle scommesse sportive. A prima vista, per i meno esperti, sembrerebbe una imposizione fiscale di poco conto. Ma non è così. Si tratta infatti di una tassa che andrà ad incidere in maniera importante sul margine degli operatori che oggi pagano il 20% sui guadagni attraverso la rete fisica e del 24% attraverso l’online.  Insomma un impatto che potrebbe essere devastante sulla filiera della scommesse sportive. Ma c’è chi sta anche peggio.  E’ il caso del Betting Exchange, la variante delle scommesse dove l’appassionato può vestire sia i panni di giocatre sia quelli di bookmaker. Nel Dl Rilancio c’è infatti scritto che la tassa va applicata: “con una quota pari allo 0.5% del totale della raccolta da scommesse relative a eventi sportivi di ogni genere, anche in formato virtuale, effettuate in qualsiasi modo e su qualsiasi mezzo”. E qui scatta la perversione della tassa. Su ogni 100 euro raccolti, il Betting Exchange ha un margine medio di guadagno di circa 55 centesimi. Ebbene, tra prelievo ordinario e quello imposto con lo 0,5%, il Betting Exchange si trova a staccare una cedola di 61 centesimi. Insomma questo segmento pagherebbe il 111% si quanto guadagna.

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