Nel quadro di un progetto pilota commissionato dall’Autorità intercantonale di vigilanza sui giochi in denaro (Gespa), minorenni incaricati di effettuare acquisti test sono riusciti a piazzare una scommessa sportiva in quasi la metà dei punti vendita fisici controllati in Svizzera. È quanto emerge dal rapporto finale della Croce Blu Svizzera, pubblicato oggi, 15 luglio 2026, sul sito dell’autorità di regolamentazione elvetica.
I test, condotti tra giugno e ottobre 2025 dalle organizzazioni regionali della Croce Blu su mandato della Gespa, hanno riguardato 200 tentativi di acquisto: 100 nei punti vendita Swisslos del Canton Zurigo e 100 in quelli della Loterie Romande del Canton Vaud, sia in aree urbane che rurali. Gli acquirenti test, ragazzi di 16 e 17 anni, hanno tentato di effettuare una giocata su scommesse sportive, con puntate da 2 o 3 franchi, presso esercizi commerciali, bar, ristoranti, chioschi, stazioni di servizio e sale giochi.
I risultati: una scommessa accettata in quasi un caso su due, nessun controllo dell’età nel 44,5% dei test
Complessivamente, i minorenni sono riusciti a piazzare la scommessa nel 47,5% dei casi (95 tentativi su 200). Nel 44,5% dei test il personale addetto alla vendita non ha effettuato alcuna verifica dell’età.
Quando il controllo è stato eseguito, nella maggior parte dei casi è stato richiesto un documento d’identità (64,0%), mentre la semplice richiesta verbale dell’età è risultata meno frequente (44,1%). In nove casi la scommessa è stata comunque accettata nonostante il controllo, mentre in tre episodi la giocata è stata rifiutata pur senza alcuna verifica.
Il confronto territoriale evidenzia differenze significative: nel Canton Zurigo il 56,0% dei punti vendita Swisslos sottoposti ai test ha accettato scommesse da minorenni, contro il 39,0% rilevato nei punti vendita della Loterie Romande nel Canton Vaud. Anche le verifiche dell’età sono risultate meno frequenti a Zurigo (46,0%) rispetto a Vaud (65,0%).
Terminali self-service il punto più critico
Il dato più preoccupante riguarda i terminali self-service. Dei 27 tentativi effettuati attraverso gli apparecchi automatici, 18 sono andati a buon fine, con un tasso di accettazione del 66,7%, nettamente superiore al 44,5% registrato nei test svolti con l’intermediazione del personale di vendita. In due terzi dei casi ai terminali self-service non è stato effettuato alcun controllo dell’età e la giocata è stata comunque accettata. La Croce Blu di Zurigo ha inoltre segnalato che durante i test i locali erano spesso privi di personale di controllo e che i minorenni sono riusciti a utilizzare i terminali senza destare sospetti.
Emergono inoltre differenze tra città e aree rurali: nei comuni rurali i giovani sono riusciti a piazzare una scommessa nel 57,5% dei casi, contro il 41,7% registrato nelle aree urbane. Il rapporto segnala anche alcuni episodi particolari avvenuti nella Svizzera romanda: in un caso il personale ha suggerito al minore di far presentare il codice QR a un altro cliente, mentre in un altro ha addirittura offerto gratuitamente una scommessa al soggetto campione.
Gespa: “Risultati insoddisfacenti”
Per l’autorità di vigilanza, i risultati dimostrano che l’applicazione delle misure di tutela dei minori, uno degli obiettivi centrali della legge federale sui giochi in denaro (LJAr) in vigore dal 2019, “non funziona in modo soddisfacente“.
Pur precisando che, per metodologia e dimensione del campione, l’indagine non può essere considerata rappresentativa dell’intero territorio svizzero, la Gespa ha annunciato una nuova campagna di acquisti test e si è riservata, qualora i risultati dovessero essere confermati, di adottare misure più incisive nell’ambito delle proprie competenze di vigilanza. Spetterà alle società di lotteria assicurare il pieno rispetto della normativa vigente presso la rete di vendita. fp/AGIMEG

