Passion Group presenta GameBrain: il back office che si interroga in linguaggio naturale e trasforma ogni risposta in una dashboard viva

Passion Group presenta GameBrain, il nuovo tool-set di analisi e reporting basato su intelligenza artificiale sviluppato dal team di Product Engineering del gruppo. L’obiettivo è superare la frammentazione dei report tradizionali, consentendo a ogni utilizzatore di costruire analisi e dashboard personalizzate in tempo reale.

Per anni il settore del gioco ha risposto al bisogno di dati aggiungendo report. Una nuova dashboard per ogni nuova esigenza, una nuova estrazione per ogni nuova domanda. Con un risultato che chiunque lavori nel settore conosce: le informazioni ci sono quasi sempre, ma sono frammentate su report diversi.

E così, molto spesso, l’unico modo per ottenere il numero che serve davvero è scaricare i dati e ricomporli a mano su un foglio di calcolo. Non è un vizio degli operatori: è la conseguenza di back office progettati su un utilizzatore medio che, nella realtà, non esiste.

In Passion Group ci si è posti una domanda diversa: e se il problema non fosse quale report costruire, ma mettere ogni utilizzatore nelle condizioni di costruirsi il proprio, in tempo reale?

È da questa idea che nasce GameBrain, il nuovo tool-set di analisi e reporting basato su intelligenza artificiale sviluppato dal team di Product Engineering del gruppo, guidato dall’ing. Domenico Lagrotteria. Dopo GameBox, il motore da cui nascono le meccaniche promozionali, è il secondo tassello della stessa visione: non prodotti chiusi, ma piattaforme su cui ciascuno costruisce il proprio modo di lavorare.

Dashboard GameBrain di Passion GroupSi chiede al business, non si costruisce il report

Il funzionamento parte da un gesto semplice. L’utilizzatore formula la domanda in linguaggio naturale, l’andamento di un’area, il confronto tra due periodi, il comportamento di un segmento di giocatori, e riceve un numero calcolato in quel momento sui dati live.

Da lì il passaggio successivo: quella risposta, con un clic, diventa una dashboard personalizzata. E una volta pubblicata si aggiorna da sola, ricalcolandosi sui dati e sui filtri live ogni volta che viene aperta.

La domanda che oggi costa mezza giornata di lavoro manuale diventa una frase e quella frase diventa uno strumento permanente. Le viste sono filtrate per livello gerarchico, con l’isolamento dei dati garantito dall’architettura: ogni soggetto vede soltanto i propri numeri.

Dalla domanda in linguaggio naturale alla dashboard viva, in due passaggi

Nella roadmap già tracciata, il sistema evolve da strumento di reporting ad assistente della rete commerciale: notifiche automatiche, task ricorrenti e segnalazioni generate dal sistema stesso, un giocatore che si è fermato o è diventato dormiente, i volumi di un affiliato in calo, una grande vincita realizzata nella rete che diventa materia prima di comunicazione.

Nella versione successiva il reporting incorporerà anche le funzioni di CRM, chiudendo il cerchio tra ciò che i dati dicono e ciò che conviene fare.

Un mercato che cambia più in fretta degli strumenti

Alla base c’è una lettura precisa di come si sta muovendo il mercato. «Il gioco, fisico o online, cambia continuamente su tre fronti: la normativa, il comportamento degli utenti finali e le tendenze di consumo», spiega l’ing. Domenico Lagrotteria, fondatore di Passion Group e alla guida del Product Engineering del gruppo.

«In Italia l’online pesa sempre di più rispetto al fisico, il giocatore è più esigente e informato, e soprattutto cambia il mestiere delle reti commerciali: dove un tempo bastava il procacciamento, oggi servono formazione, educazione dell’utente finale e supporto continuo al business del partner. A questa velocità, un report standard nasce già vecchio, perché fotografa un’ipotesi fatta mesi prima su cosa sia importante misurare».

Da qui la scelta di fondo. «Non volevamo l’ennesima dashboard verticale. Mettiamo a disposizione una base iniziale di strumenti, ma soprattutto la piattaforma su cui costruire il resto: ogni utilizzatore crea i propri report, le proprie analisi, i propri task. Non imponiamo un modello, consentiamo a ciascuno di modellare il business secondo la propria visione».

Il metodo, del resto, è quello di sempre: partire da un’esigenza vissuta in prima persona. «Ancora oggi mi trovo spesso costretto a scaricare più file da back office diversi e a rimetterli insieme per ottenere l’informazione di cui ho bisogno. GameBrain nasce esattamente lì: da quel lavoro manuale che ogni mattina si ripete uguale e che, una volta assorbito dal sistema, diventa un asset permanente. Non uno strumento che si compra e si svaluta, ma uno strumento che vale di più ogni giorno che passa: ogni domanda posta e ogni dashboard creata restano nel sistema e diventano patrimonio di tutta la squadra», aggiunge Lagrotteria.

Dashboard GameBrain di Passion GroupLibertà e flessibilità, per ogni soggetto della filiera

L’obiettivo dichiarato è rendere lo strumento disponibile a ogni elemento della filiera del gioco, ciascuno con la propria vista filtrata sui propri interessi, senza che questo comprima l’indipendenza di gestione. Anzi: è esattamente ciò che la rende possibile.

Basi condivise, dati puliti, definizioni univoche, regole di accesso rigorose, e dentro quelle basi piena libertà per ogni partner di costruire i propri strumenti di monitoraggio e di portare il proprio contributo al progetto.

Libertà e flessibilità: le stesse parole d’ordine alla base di ogni sviluppo del gruppo. Applicate, questa volta, al modo in cui ciascuno legge il proprio business. sb/AGIMEG