La Corte d’Appello di Genova ha rideterminato le pene nei confronti di tre dei principali imputati coinvolti nell’inchiesta su un presunto sistema di scommesse clandestine, usura e associazione per delinquere, riformando in parte la sentenza di primo grado.
Per un imputato, i giudici hanno rideterminato la pena in 7 anni di reclusione e 41.000 euro di multa. Invece, per un altro la Corte ha fissato la condanna in 6 anni e 2 mesi di reclusione e 20.000 euro di multa. La Corte ha riconosciuto per entrambi la continuazione tra i reati contestati e disposto la disapplicazione della recidiva.
Diversa la posizione del terzo imputato, per il quale i giudici hanno disposto la riqualificazione del reato in contravvenzione. Hanno così ridotto la pena a sei mesi di arresto, con la conseguente revoca delle pene accessorie.
L’inchiesta sul presunto sistema di raccolta abusiva
L’indagine, avviata negli anni scorsi, aveva portato alla luce un presunto sistema di raccolta abusiva di scommesse sportive che, secondo l’accusa, operava anche attraverso gruppi WhatsApp e si sarebbe avvalso della copertura di alcuni centri scommesse autorizzati.
Le investigazioni avrebbero inoltre fatto emergere presunti episodi di usura ai danni di giocatori in difficoltà economica, ai quali sarebbero stati applicati tassi d’interesse ritenuti particolarmente elevati.
Nel corso del procedimento, altri imputati hanno definito la propria posizione ricorrendo a riti alternativi, mentre per altri sette indagati sono proseguite le indagini con accuse, a vario titolo, di usura aggravata e associazione per delinquere. cdn/AGIMEG

