La procura di Genova ha chiesto il rinvio a giudizio per sette persone accusate di avere messo in piedi, a vario titolo, un giro di scommesse clandestine e usura.
Sono state già condannate le tre figure principali: Roberto Sechi a 6 anni e 4 mesi, Giovanni Bizzarro a 8 anni e Fabio Praticò a 3 anni. Il procuratore aggiunto Federico Manotti aveva chiuso le indagini questa estate e ora ha chiesto il processo per i sette.
Chat di scommesse clandestine e prestiti illegali: le indagini
Le forze dell’ordine hanno arrestato Sechi, Bizzarro e Praticò nel 2023. Dalle indagini era emerso che avevano ottenuto dalle vittime centinaia di migliaia di euro applicando tassi dal 10 al 20% mensile ma in alcuni casi anche del 20% settimanale.
I sette, per i quali i militari hanno chiuso le indagini, avrebbero gestito insieme ai tre le chat su cui scommettevano clandestinamente e il giro di prestiti di soldi.
La giustizia ha condannato Sechi nel 2006 con sentenza definitiva a cinque anni e quattro mesi, perché riconosciuto partecipe di un sodalizio di stampo mafioso presente sul territorio genovese e capeggiato dalla famiglia Fiandaca, di origine nissena.
Perdite, debiti e usura: la rete delle scommesse criminali
Alcuni scommettitori, per ripianare le perdite chiedevano soldi, sempre alla stessa banda che applicava i tassi usurari. Secondo gli investigatori, i partecipanti potevano giocare formulando le puntate sugli eventi sportivi, maturando un debito corrispondente alla somma che avevano puntato. cdn/AGIMEG










