Tornano all’attenzione dell’Aula della Camera le mozioni Merola (PD), Francesco Silvestri (M5S), Giachetti (IV), Zanella (AVS) e Sottanelli (Azione) concernenti iniziative nell’ambito del settore dei giochi pubblici.
Il Governo, rappresentato da Lucia Albano Sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha espresso parere favorevole subordinatamente alla riformulazione unica di tutti gli impegni per tutte le mozioni:
“Espunte le premesse impegna il Governo, nell’ambito del processo di riordino del settore dei giochi pubblici e delle relative reti, a valutare l’opportunità nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, di proseguire in attuazione dei principi e criteri direttivi recati dalla legge 9 agosto 23 n.111, tenuto anche conto delle tempistiche previste dall’articolo 1 comma 6 della medesima legge, l’azione di tutela della salute pubblica, delle famiglie, dei consumatori e dei soggetti maggiormente vulnerabili con particolare riguardo alla protezione dei minori assicurando il coinvolgimento in sede di Conferenza Unificata delle autonomie territoriali e di altri soggetti rilevanti per il settore, confermando e rafforzando le iniziative di informazione e comunicazione finalizzate alla promozione del gioco responsabile.
A tal fine a proseguire nell’adozione di misure volte alla prevenzione e al contrasto del disturbo da gioco d’azzardo e dei rischi di infiltrazione della criminalità organizzata attraverso la razionalizzazione dell’offerta di gioco, il potenziamento degli strumenti di autoesclusione, la definizione di criteri uniformi a livello nazionale in materia di orari di esercizio, di distanze dai luoghi sensibili, nonchè il rafforzamento dei requisiti soggettivi e di onorabilità richiesti ai concessionari e agli operatori della filiera”.
La replica
“Le mozioni che abbiamo all’ordine del giorno non sono sovrapponibili: ci sono questioni sulle quali concordiamo, ma ci sono delle specificità. Il fatto che il Governo assuma l’iniziativa di fare una mozione unica per le opposizioni è abbastanza singolare. Questa non è una riformulazione per tutte le opposizioni: è una mozione scritta dal Governo che dovrebbe essere sottoscritta e approvata dalle opposizioni”, ha replicato l’onorevole Giacchetti (IV).
“Qui si è superata qualunque linea rossa. Si espongono le premesse di tutte le mozioni presentate, il Governo non ne presenta una sua e riscrive da capo le mozioni. Ritengo offensivo nei confronti delle opposizioni riformulare in questa logica e lo considero assolutamente inaccettabile”, ha detto Andrea Quartini (M5S).
“Ci chiedono di togliere le premesse e di mettere la formula “valutare l’opportunità di”, e poi non viene riformulato. Un conto è la riformulazione dei singoli impegni, che potrebbe starci, ma qui viene riscritto totalmente con una formulazione proposta dal governo. Non è nemmeno una riformulazione, è una riscrittura”, ha aggiunto Devis Dori (AVS).
“Anche noi esprimiamo doglianze e perplessità su questo atteggiamento del governo, che su un tema così sensibile e delicato, che necessita di approfondimento e la cui impostazione merita rispetto verso tutte le opposizioni, vuole fare di tutta l’erba un fascio senza entrare nei particolari. È un atteggiamento indolente rispetto alle proposte dell’opposizione, che ci lascia perplessi e amareggiati”, ha continuato Antonio D’Alessio (AZ-PER-RE).
“Le novità abbondano in questa legislatura, ma una cosa del genere non ricordo di averla vista. Di fatto declassiamo le mozioni a ordine del giorno, con il Governo che decide riformulazioni uguali per ordini del giorno differenti. Espungere tutte le premesse è un atto di poco rispetto nei confronti dei presentatori”, ha concluso Federico Fornaro (PD-IDP).
La mozione Merola
Il testo originale della mozione Merola chiede al Governo di riformare il settore del gioco d’azzardo pubblico mettendo al centro la tutela della salute, dei minori, delle famiglie e delle persone vulnerabili, anziché gli obiettivi di gettito fiscale o gli interessi economici degli operatori.
In particolare, si propone di:
- attuare il riordino della rete fisica del gioco coinvolgendo Parlamento, regioni, enti locali, servizi sanitari, associazioni e terzo settore;
- ridurre progressivamente l’offerta di gioco sul territorio, soprattutto per slot e Vlt, tenendo conto delle caratteristiche sociali e demografiche delle aree;
- stabilire regole uniformi su distanze dai luoghi sensibili, orari, localizzazione dei punti gioco e numero di apparecchi, senza ridurre le tutele già previste a livello locale;
- ampliare la definizione di “luoghi sensibili”, includendo scuole, strutture sanitarie, centri giovanili, impianti sportivi, luoghi di culto e aree socialmente fragili;
- rafforzare la protezione dei consumatori con controlli rigorosi sull’età, sistemi efficaci di autoesclusione, monitoraggio dei comportamenti a rischio, avvisi obbligatori e limiti al gioco;
- attribuire maggiori responsabilità a concessionari e gestori nella prevenzione del disturbo da gioco d’azzardo, vietando l’uso dei dati dei giocatori per finalità di marketing;
- ripristinare l’Osservatorio sul disturbo da gioco d’azzardo presso il Ministero della Salute;
- rifinanziare in modo stabile i programmi di prevenzione, cura e riabilitazione del gioco patologico;
- evitare che regioni ed enti locali ricevano risorse proporzionali al volume di gioco o al gettito derivante dall’azzardo;
- ridurre la dipendenza delle finanze pubbliche dalle entrate del gioco, considerando anche i costi sociali e sanitari;
- rafforzare i controlli antimafia e i requisiti di trasparenza, affidabilità e onorabilità per concessionari e operatori;
- prevenire conflitti di interesse, escludendo soggetti legati economicamente al settore dalle sedi che definiscono politiche di prevenzione e tutela sanitaria;
- garantire piena trasparenza e accessibilità dei dati sul gioco (diffusione, spesa, tassazione, localizzazione e impatti sociali);
- limitare le forme di comunicazione che possano promuovere indirettamente il gioco, vietando profilazione commerciale, bonus di benvenuto e altri incentivi;
- riconoscere e affrontare gli effetti del gioco anche sulle famiglie e sulle persone coinvolte indirettamente;
- istituire un sistema permanente di monitoraggio del riordino del settore con il coinvolgimento delle istituzioni, dei servizi sanitari, delle associazioni e degli esperti indipendenti.
In sintesi, la mozione mira a una riforma del gioco orientata principalmente alla prevenzione dei danni sociali e sanitari, alla riduzione dell’offerta, alla trasparenza, alla tutela dei soggetti vulnerabili e al contrasto degli interessi economici che potrebbero influenzare le politiche pubbliche.
Il testo del M5S
Il provvedimento AVS
cdn/AGIMEG










