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Riordino gioco fisico: ecco i testi integrali delle mozioni Merola, Silvestri e Giachetti

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Torna all’ordine del giorno della seduta odierna della Camera l’esame delle mozioni Merola ed altri (PD), Francesco Silvestri ed altri (M5S) e Giachetti ed altri (IV) concernenti iniziative nell’ambito del settore dei giochi pubblici.

“Erano all’ordine del giorno, prima del tema relativo al disegno di legge sul nucleare, ben due mozioni presentate dalle opposizioni: una relativa alle questioni del gioco d’azzardo, primo firmatario il collega Merola, e l’altra presentata dai colleghi dei 5 Stelle, primi firmatari, sulla questione relativa al Patto di stabilità. Allora, signor Presidente, come lei sa perché è uomo di esperienza, ci sono le quote di competenza delle opposizioni, che dovrebbero essere – uso il condizionale – una garanzia, una tutela nei confronti delle opposizioni.

Ancora una volta questo atteggiamento di arroganza istituzionale, per cui la maggioranza, bypassando il calendario definito dalla Conferenza dei presidenti di gruppo, decide lei le priorità e sostanzialmente cancella due mozioni – perché sappiamo benissimo che poi la settimana prossima c’è il decreto e quindi ci sarà un rischio oggettivo che queste due mozioni slittino molto in giù nel calendario del mese di giugno – credo che non possa non essere stigmatizzato”, ha specificato in Aula alla Camera Federico Fornaro (PD-IDP).

La mozione Giachetti

In particolare, la mozione Giachetti impegna il Governo a completare entro agosto 2026 la riforma della rete fisica del gioco pubblico, superando il regime delle proroghe e garantendo un quadro normativo stabile. Chiede inoltre di ripristinare e rafforzare il Fondo per il contrasto al gioco d’azzardo patologico e di ricostituire un Osservatorio nazionale dedicato al monitoraggio della ludopatia.

Sul fronte della legalità, sollecita il potenziamento dei controlli antimafia, della tracciabilità dei flussi finanziari e delle misure di contrasto a riciclaggio e infiltrazioni criminali. Propone inoltre una regolamentazione delle loot box nei videogiochi, con tutele specifiche per i minori e obblighi di trasparenza sulle probabilità di vincita.

Infine, invita a promuovere programmi di formazione per gli operatori del settore, finalizzati a individuare precocemente i comportamenti a rischio, informare correttamente i giocatori e favorire il gioco responsabile.

La mozione Silvestri

Poi, la mozione Silvestri impegna il Governo a completare la riforma del gioco pubblico mettendo al centro la tutela della salute, la prevenzione della ludopatia e il contrasto alla criminalità organizzata, senza ridurre i poteri di regioni ed enti locali in materia di limiti orari e distanze dai luoghi sensibili.

Chiede inoltre di ridurre progressivamente l’offerta di gioco, sia fisica sia online, e la dipendenza delle finanze pubbliche dalle entrate derivanti dall’azzardo, escludendo qualsiasi compartecipazione degli enti territoriali al relativo gettito.

Sul piano sanitario e sociale, propone il ripristino dell’Osservatorio nazionale sul gioco d’azzardo patologico e di un Fondo dedicato alla prevenzione, cura e riabilitazione, oltre a misure di sostegno per le famiglie colpite dalla dipendenza, programmi contro sovraindebitamento e usura e campagne permanenti di informazione e sensibilizzazione.

La mozione sollecita inoltre un rafforzamento delle tutele per i giocatori e i minori attraverso limiti di spesa, sistemi di allerta per comportamenti compulsivi, registri di autoesclusione e controlli più efficaci sull’identità degli utenti.

Sul fronte della legalità, chiede di estendere i controlli antimafia a tutta la filiera del gioco, inasprire le sanzioni contro gioco illegale, riciclaggio e infiltrazioni mafiose, migliorare il coordinamento tra autorità competenti e rafforzare la tracciabilità dei flussi finanziari.

Infine, invita il Governo a garantire maggiore trasparenza sui dati del settore, a contrastare ogni forma di pubblicità e promozione del gioco d’azzardo e ad avviare il percorso per una legge quadro organica che disciplini l’intero comparto secondo i principi di salute pubblica, legalità, responsabilità sociale e riduzione progressiva dell’offerta di gioco.

La mozione Merola

La mozione Merola impegna il Governo a completare il riordino della rete fisica del gioco pubblico entro i termini della delega fiscale, coinvolgendo istituzioni, enti territoriali, servizi sanitari, associazioni e terzo settore, e ponendo la tutela della salute, dei minori, delle famiglie e dei soggetti vulnerabili al di sopra delle esigenze di gettito e degli interessi economici del comparto.

Chiede una progressiva riduzione dell’offerta di gioco, in particolare di apparecchi slot e Vlt, l’introduzione di regole uniformi su distanze dai luoghi sensibili, orari e localizzazione dei punti gioco, senza ridurre le tutele già previste da regioni e comuni.

Sul fronte della prevenzione della ludopatia, propone misure più rigorose per la tutela dei giocatori: identificazione certa dei maggiorenni, sistemi di autoesclusione efficaci, monitoraggio dei comportamenti a rischio, limiti e avvisi obbligatori sulle giocate, pause forzate e maggiore responsabilità per concessionari e gestori nel rilevare situazioni di perdita di controllo.

La mozione chiede inoltre il ripristino dell’Osservatorio nazionale sul disturbo da gioco d’azzardo e il rifinanziamento del Fondo dedicato alla prevenzione, cura e riabilitazione, garantendo risorse stabili e indipendenti dal gettito prodotto dal gioco.

In materia di legalità e trasparenza, sollecita il rafforzamento dei controlli antimafia lungo tutta la filiera, norme più stringenti sui requisiti dei concessionari, misure contro i conflitti di interesse e l’accesso pubblico e disaggregato ai dati relativi a raccolta, spesa, diffusione territoriale e impatto sociale del gioco.

Viene inoltre richiesto di contrastare ogni forma di pubblicità e promozione indiretta dell’azzardo, vietare pratiche di marketing e incentivi ai giocatori, limitare la profilazione degli utenti e considerare nelle politiche pubbliche non solo il danno al giocatore, ma anche gli effetti sulle famiglie e sui soggetti coinvolti indirettamente.

Infine, la mozione propone un monitoraggio permanente del riordino del settore con il coinvolgimento del Parlamento, delle amministrazioni competenti, degli enti locali, del sistema sanitario, della comunità scientifica e delle associazioni impegnate nella prevenzione e nel contrasto della ludopatia.

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Mozione Merola: Riforma dei giochi pubblici, priorità a salute, minori e contrasto alle mafie

La Camera,

premesso che:

1) l’articolo 23, comma 1, del decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, prevede che il Ministro dell’economia e delle finanze presenti annualmente al Parlamento una relazione sul settore dei giochi pubblici contenente, tra l’altro, dati sui progressi in materia di tutela dei giocatori e di legalità, sullo stato di sviluppo delle concessioni e delle relative reti di raccolta, sui volumi della raccolta, sui risultati economici della gestione del settore del gioco;

2) il 15 aprile 2026 è stata trasmessa alle Camere dal Ministro dell’economia e delle finanze una relazione, aggiornata all’anno 2025, sulla base dei dati a disposizione del Ministero;

3) la Relazione sul settore dei giochi pubblici evidenzia come, nell’anno 2025, la raccolta complessiva del comparto abbia raggiunto il valore record di 164,6 miliardi di euro, con un incremento di circa 7,16 miliardi di euro rispetto al 2024 (+4,55 per cento), mentre le entrate erariali si sono attestate intorno a 11,4 miliardi di euro, sostanzialmente stabili;

4) la sola rete fisica degli apparecchi Awp e Vlt ha registrato nel 2025 un volume di giocato pari a oltre 31,45 miliardi di euro, con particolare concentrazione territoriale in Lombardia, Veneto, Lazio, Emilia-Romagna, Campania, Piemonte e Toscana;

5) il gettito erariale derivante dal comparto Awp e Vlt ammonta a oltre 5 miliardi di euro, di cui 3,59 miliardi dalle Awp e 1,42 miliardi dalle Vlt;

6) la citata relazione segnala espressamente che diverse concessioni operano in regime di proroga sino al 31 dicembre 2026, richiamando l’articolo 1, comma 96, lettera c), della legge 30 dicembre 2024, n. 207;

7) l’articolo 15 della legge 9 agosto 2023, n. 111, recante delega al Governo per la riforma fiscale, ha conferito delega legislativa anche per il riordino del settore dei giochi pubblici, secondo criteri diretti a rafforzare la tutela dei consumatori, la prevenzione del disturbo da gioco d’azzardo, la trasparenza del sistema concessorio e il contrasto all’illegalità;

8) il riordino del gioco pubblico, e in particolare della rete fisica, non può essere ricondotto a una mera materia concessoria, fiscale o di organizzazione del mercato, ma deve essere fondato su una gerarchia coerente degli interessi costituzionalmente rilevanti, ponendo al primo posto la tutela della salute pubblica, dei minori, delle famiglie, delle persone vulnerabili e dell’autonomia regolatoria dei territori, e solo successivamente gli obiettivi di gettito e gli interessi economici degli operatori;

9) il comma 2, lettera p) del citato articolo 15 prevede, tra i princìpi e criteri direttivi con cui deve essere effettuato il riordino da parte del Governo, la «previsione dell’accesso, da parte dei soggetti pubblici e privati che svolgono attività di prevenzione e cura della patologia da gioco d’azzardo, ai dati concernenti la diffusione territoriale, la raccolta, la spesa e la tassazione dei giochi autorizzati di qualsiasi tipologia e classificazione»;

10) nonostante l’enunciazione, il concreto accesso diretto e fruibile alle basi-dati territoriali, da parte degli enti locali, dei servizi sociosanitari e del terzo settore, non ha ancora avuto un’attuazione piena e immediata ma invece è stato sensibilmente ristretto, da ultimo, con una determinazione direttoriale del 15 maggio 2025, con cui l’Agenzia delle dogane e dei monopoli ha adottato il «Regolamento recante la disciplina relativa all’esercizio dell’accesso documentale e dell’accesso civico» disciplinando criteri, limiti e modalità organizzative per l’esercizio, nei confronti dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, dell’accesso civico generalizzato, nonché delle altre forme di accesso;

11) in attuazione parziale della predetta delega è stato emanato il citato decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, concernente il riordino del settore del gioco pubblico a distanza, con disciplina delle concessioni digitali, dei requisiti degli operatori, della tracciabilità dei flussi finanziari, della sicurezza informatica e delle misure di protezione dei giocatori;

12) permane invece non ancora attuata la parte della delega relativa al riordino della rete fisica di raccolta del gioco, comprensiva del sistema degli apparecchi Awp e Vlt, delle sale gioco, delle sale scommesse, dei punti vendita, dei criteri distributivi territoriali, dei rapporti con regioni ed enti locali e del riassetto concessorio, perdendo così l’opportunità di approvare una riforma organica della disciplina dei giochi come previsto dalla stessa legge delega e non tenendo conto di importanti aspetti come la tutela dei minori e delle persone più fragili nonché della necessità di un riequilibrio degli oneri per lo Stato nei ritorni di vincita di giochi e scommesse;

13) la legge 8 agosto 2025, n. 120, ha prorogato il termine per l’esercizio della delega fiscale al 29 agosto 2026, data entro la quale dovrà essere completata anche la riforma della rete fisica dei giochi;

14) nella documentazione e nel dibattito pubblico è costante il tema del conflitto tra disciplina statale, leggi regionali e regolamenti comunali su distanze dai luoghi sensibili, orari di apertura, localizzazione delle sale gioco e contingentamento degli apparecchi;

15) il mancato riordino nazionale lascia in vita un mosaico regolatorio disomogeneo, ma l’esigenza di uniformità non può essere assunta come pretesto per comprimere le competenze regionali e comunali già esercitate a tutela della salute, dell’ordine urbano, della prevenzione ambientale e della protezione delle fasce più vulnerabili;

16) nelle more dell’adozione del decreto legislativo di riordino della rete fisica, continuano a trovare applicazione regimi di proroga concessoria e discipline territoriali differenziate, con conseguenti profili di incertezza regolatoria e disomogeneità applicativa;

17) secondo le valutazioni tecniche emerse nel confronto istituzionale e territoriale, uno dei nodi centrali del futuro riordino riguarda il possibile utilizzo della certificazione dei punti di offerta quale strumento idoneo ad attenuare o sostituire le distanze fisiche dai luoghi sensibili e i limiti orari; una simile impostazione risulterebbe profondamente regressiva, poiché la certificazione può costituire un requisito minimo di qualità e legalità dell’esercizio, ma non può in alcun modo trasformarsi in una «distanza giuridica» sostitutiva della distanza reale, né può neutralizzare la funzione preventiva di distanziometri, limiti orari, mappature locali e regolamenti comunali;

18) i luoghi sensibili non possono essere limitati a un perimetro minimale, ma devono comprendere scuole, luoghi di cura, servizi per le dipendenze, spazi di aggregazione giovanile, luoghi di transito, aree caratterizzate da fragilità sociale, economica o sanitaria, nonché gli altri luoghi individuati dalle legislazioni regionali e dai regolamenti comunali;

19) il gioco d’azzardo rappresenta uno dei canali privilegiati per il riciclaggio e per il radicamento delle organizzazioni mafiose nei territori, e per questo servirebbe una risposta dello Stato per alzare le barriere d’ingresso in questo ambito e tutelare le imprese sane che vi operano;

20) la legge 30 dicembre 2024, n. 207, recante la legge di bilancio per il 2025, con l’articolo 1, comma 371, ha cancellato l’Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo e il fenomeno della dipendenza grave (Gap), istituito nel 2012 e trasferito le funzioni all’Osservatorio «tossicodipendenze»;

21) il successivo comma 373 ha abrogato il Fondo per il gioco patologico, indebolendo la risposta dello Stato in materia di prevenzione e cura del disturbo da gioco d’azzardo (noto anche come Gioco d’azzardo patologico – Gap o disturbo da gioco d’azzardo – Dga), che aveva una dotazione di 50 milioni di euro da destinare esclusivamente al finanziamento di azioni di prevenzione, cura e riabilitazione dal Gap. Al suo posto, è stato introdotto un nuovo Fondo (unico) per le dipendenze patologiche, con 94 milioni di euro di dotazione. Il 34,25 per cento – dunque, poco più di 32 milioni, da ripartire tra regioni e province autonome sulla base di piani operativi – è riservato alla dipendenza da gioco d’azzardo. Dunque, le risorse specificamente dedicate al Gap si riducono nettamente, scendono di circa 18 milioni rispetto agli anni precedenti;

22) la soppressione dell’Osservatorio specifico presso il Ministero della salute ha determinato il venir meno di un presidio tecnico-scientifico dedicato al disturbo da gioco d’azzardo, connesso ai Lea, alla valutazione dei piani regionali, alla programmazione sociosanitaria e al monitoraggio indipendente degli effetti delle politiche pubbliche;

23) la Corte dei conti, nel contesto dell’esame parlamentare della legge di bilancio 2025, ha constatato la persistente mancata intesa con le regioni e gli enti locali in ordine a un appropriato quadro regolatorio ed economico idoneo a identificare un corretto equilibrio finanziario delle concessioni in materia di distribuzione e raccolta del gioco pubblico, sottolineando come il gettito erariale costituisca una quota estremamente ridotta rispetto alla complessiva raccolta, cioè alle dimensioni finanziarie del fenomeno, che continua a presentare risvolti anche patologici e costi sociali non trascurabili di fatto richiamando quindi l’esigenza di considerare non solo le entrate erariali, ma anche i costi sociali dell’azzardo e segnalando la necessità di riequilibrare il rapporto tra obiettivi di finanza pubblica e tutela dei consumatori;

24) occorre evitare che eventuali meccanismi di ristorno del gettito alle regioni o agli enti territoriali siano costruiti in modo proporzionale ai volumi di gioco o al gettito prodotto nei rispettivi territori, poiché ciò determinerebbe un incentivo istituzionale ambiguo e un vero e proprio doppio vincolo: più efficace è la prevenzione e minore è il consumo di azzardo, minori diventerebbero le risorse disponibili per prevenzione e cura;

25) la prevenzione e la presa in carico del disturbo da gioco d’azzardo devono essere finanziate attraverso risorse certe, stabili, autonome e non dipendenti dal rendimento fiscale del fenomeno che si intende contrastare;

26) la Conferenza episcopale italiana, con il presidente Cardinale Matteo Maria Zuppi, ha più volte sottolineato come l’azzardo sia un’allarmante realtà che preoccupa sempre di più, un fenomeno che rischia di essere sottovalutato, anche con tentativi di mistificazione della realtà circa gli effetti sociali e sanitari sulla popolazione. Ignorando le conseguenze rappresentate da solitudini, le povertà economiche e relazionali, i rischi per la salute, le diseconomie improduttive, le infiltrazioni della criminalità organizzata nel gioco legale. La Fondazione nazionale antiusura certifica da tempo che il gioco d’azzardo è al contempo effetto e causa della povertà e dell’indebitamento e quindi dell’usura, visto che, secondo la Fondazione, una persona indebitata su due ha come causa principale del debito, l’azzardo;

27) il disturbo da gioco d’azzardo non produce conseguenze soltanto sul singolo giocatore, ma determina danni diretti e indiretti su partner, figli, conviventi, minori, bilanci familiari, relazioni sociali e comunità locali, attraverso fenomeni di impoverimento, isolamento, conflittualità intrafamiliare, perdita di fiducia e logoramento psicologico;

28) le politiche pubbliche non possono quindi continuare a considerare il giocatore come un mero utente-consumatore isolato, ma devono assumere il gioco d’azzardo problematico anche come fenomeno di danno a terzi, con particolare riferimento alla famiglia, ai minori e ai soggetti economicamente o psicologicamente dipendenti dal giocatore;

29) in relazione alle campagne di comunicazione in materia di gioco, occorre evitare che il richiamo al cosiddetto «gioco responsabile» si trasformi in una forma indiretta o surrettizia di promozione dell’azzardo, attraverso linguaggi, immagini, suoni, colori, interfacce, ambientazioni sportive, testimonialbonus, programmi fedeltà, countdown, offerte a tempo, call to action o altri strumenti idonei a rendere il gioco più familiare, desiderabile o socialmente accettabile;

30) la comunicazione istituzionale o para-istituzionale deve essere valutata non in base alla qualificazione formale del messaggio, ma in base al suo effetto sostanziale e complessivo sul destinatario, con particolare riguardo ai minori, agli anziani, agli utenti già registrati, ai soggetti vulnerabili e ai consumatori esposti a bias cognitivi o sollecitazioni impulsive;

31) il principio della responsabilità non può essere scaricato esclusivamente sull’utente: i concessionari e i gestori devono essere tenuti a rilevare tempestivamente segnali di perdita di controllo, mediante indicatori relativi a somme impiegate, tempi di permanenza, orari, frequenza delle sessioni, ripetitività delle giocate e progressione delle perdite;

32) occorre prevedere obblighi effettivi di alert, riepiloghi periodici del saldo tra vincite e perdite, pause obbligatorie, divieto di scommessa in assenza di saldo attivo, procedure di autoesclusione semplici e universali, nonché sistemi di accesso fondati su identificazione certa e verifica della maggiore età, anche attraverso tessera sanitaria abilitata o strumenti equivalenti, in modo da escludere i minori e i soggetti temporaneamente o permanentemente autoesclusi o interdetti dal gioco,

impegna il Governo:

1) a dare attuazione, entro i termini vigenti, alla delega di cui alla legge n. 111 del 2023 concernente il riordino della rete fisica dei giochi pubblici, assicurando il pieno coinvolgimento del Parlamento, della Conferenza Stato-regioni, delle imprese del settore, degli operatori del terzo settore, degli enti locali, dei servizi sociosanitari, delle associazioni familiari e dei consumatori, evitando che il riordino sia guidato esclusivamente da finalità concessorie, fiscali o di stabilizzazione del mercato;

2) ad assumere, nel riordino della rete fisica, la tutela della salute pubblica, dei minori, delle famiglie, dei soggetti fragili e dell’autonomia regolatoria dei territori come criteri ordinatori prevalenti rispetto agli obiettivi di gettito e agli interessi economici degli operatori;

3) ad adottare iniziative normative volte a prevedere, nel riordino della rete fisica, una riduzione progressiva e verificabile dell’offerta territoriale di gioco, con particolare riguardo agli apparecchi Awp e Vlt, tenendo conto della densità di popolazione, del reddito medio, degli indicatori di fragilità sociale a tutela delle comunità locali, della presenza di minori, anziani e soggetti vulnerabili, degli indici di criminalità organizzata sui territori;

4) ad adottare iniziative normative volte a disciplinare in modo uniforme, d’intesa con regioni ed enti locali, criteri effettivi su distanze dai luoghi sensibili, orari di esercizio, localizzazione dei punti gioco e contingentamento degli apparecchi, garantendo che l’armonizzazione nazionale non determini un abbassamento delle tutele già previste da leggi regionali e regolamenti comunali;

5) ad assicurare che la nozione di luoghi sensibili sia ampia e comprenda, oltre agli istituti scolastici e ai servizi per le dipendenze, anche luoghi di cura, strutture sociosanitarie, centri di aggregazione giovanile, impianti sportivi frequentati da minori, luoghi di culto, spazi di transito, aree caratterizzate da fragilità economica o sociale e ogni altro luogo individuato dalle regioni e dai comuni in funzione preventiva;

6) ad adottare iniziative normative volte a rafforzare la tutela dei consumatori mediante limiti più stringenti per i prodotti a maggiore intensità di gioco, attraverso meccanismi obbligatori di certificazione dell’identità che consentano l’accesso esclusivamente ai maggiorenni, autoesclusione estesa e realmente efficace, monitoraggio dei comportamenti a rischio e divieti efficaci, alert obbligatori su tempo e denaro impiegati, riepiloghi periodici del saldo tra vincite e perdite, pause obbligatorie e divieto di scommessa in assenza di saldo attivo;

7) ad adottare iniziative normative per affermare la responsabilità specifica dei concessionari e dei gestori nella prevenzione del disturbo da gioco d’azzardo, prevedendo obblighi di rilevazione dei segnali di perdita di controllo e divieti di utilizzo dei dati relativi a tempi, orari, frequenze di gioco, somme impiegate e comportamenti dell’utente per finalità di profilazione commerciale, marketing o incentivo alla prosecuzione del gioco;

8) a ripristinare urgentemente l’Osservatorio specifico sul disturbo da gioco d’azzardo presso il Ministero della salute, con compiti di supporto tecnico-scientifico alla programmazione nazionale e regionale, monitoraggio dei Lea, valutazione dei piani regionali, raccolta e analisi dei dati, prevenzione, cura e riabilitazione, assicurando la partecipazione stabile di soggetti pubblici, servizi territoriali, comunità scientifica, famiglie, consumatori e terzo settore;

9) a rifinanziare il Fondo Gap specifico per il gioco patologico, il programma nazionale di prevenzione e cura del disturbo da gioco d’azzardo con risorse certe, stabili e adeguate per prevenzione, cura, riabilitazione, formazione degli operatori, nonché a garantire il sostegno ai servizi territoriali, evitando che tali risorse siano determinate in misura proporzionale al gettito prodotto dal gioco nei singoli territori;

10) ad escludere che eventuali meccanismi di compartecipazione, ristorno o trasferimento alle regioni e agli enti locali siano parametrati ai volumi di raccolta o al gettito fiscale territoriale derivante dal gioco d’azzardo, al fine di evitare ogni incentivo istituzionale ambiguo e ogni dipendenza finanziaria delle politiche di prevenzione dal fenomeno che esse devono contrastare;

11) ad orientare la politica fiscale nazionale verso una progressiva riduzione della dipendenza strutturale del bilancio pubblico dalle entrate derivanti dal gioco d’azzardo, valutando in modo trasparente non solo il gettito, ma anche i costi sociali, sanitari, familiari, territoriali e di contrasto all’illegalità;

12) ad adottare iniziative normative volte a prevedere il rafforzamento ulteriore della disciplina sui requisiti soggettivi, patrimoniali, reputazionali e di onorabilità di chi partecipa al capitale delle società concessionarie e dei soggetti della filiera, nonché l’estensione dei requisiti previsti dalla normativa antimafia a tutti i soggetti partecipanti al bando e ai partner contrattuali dei concessionari, in analogia con la disciplina del subappalto di opere e forniture alla pubblica amministrazione;

13) ad adottare iniziative normative volte a introdurre clausole rigorose di incompatibilità e prevenzione del conflitto d’interessi, escludendo da osservatori, consulte, tavoli tecnici, organismi di indirizzo e sedi chiamate a definire misure sociosanitarie o di prevenzione i soggetti che abbiano rapporti economici, contrattuali, professionali, consulenziali, di sponsorizzazione o finanziamento con imprese attive nel settore del gioco pubblico con vincite in denaro;

14) a garantire che eventuali sedi di consultazione presso il Ministero dell’economia e delle finanze o presso altre amministrazioni non possano attribuire a concessionari, operatori o rappresentanti della filiera del gioco alcun ruolo nella definizione delle misure di prevenzione, cura, comunicazione pubblica, tutela sanitaria e protezione delle persone vulnerabili;

15) a dare piena attuazione a quanto previsto dalla legge delega in materia di accesso trasparente ai dati concernenti la diffusione territoriale, la raccolta, la spesa e la tassazione dei giochi autorizzati di qualsiasi tipologia e classificazione ai sensi di quanto previsto dall’articolo 15, comma 2, lettera p), della legge 9 agosto 2023, n. 111, assicurando l’accesso trasparente, tempestivo, disaggregato e fruibile ai dati concernenti diffusione territoriale, raccolta, spesa, tassazione, localizzazione dei punti di offerta, densità degli apparecchi, caratteristiche dei prodotti di gioco e indicatori di rischio sociale e sanitario;

16) ad assicurare che i dati concernenti la diffusione territoriale siano accessibili, nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali, a regioni, comuni, aziende sanitarie, soggetti pubblici e privati impegnati nella prevenzione e cura del disturbo da gioco d’azzardo, università, enti di ricerca, associazioni familiari e dei consumatori, al fine di consentire valutazioni indipendenti sull’impatto sociale, sanitario e territoriale dell’offerta di gioco;

17) ad adottare iniziative normative affinché le campagne e le comunicazioni in materia di gioco d’azzardo siano valutate secondo un criterio sostanziale, fondato sull’effetto complessivo del messaggio e non sulla sua qualificazione formale, impedendo che il richiamo al «gioco responsabile» si trasformi in promozione indiretta, reputazionale o mascherata del gioco;

18) ad assicurare, per quanto di competenza, il divieto di profilazione degli utenti per finalità di marketing, il divieto di bonus di benvenuto e di altri incentivi economici o reputazionali alla partecipazione, il divieto di utilizzo di immagini, suoni, grafiche, interfacce, ambientazioni sportive, countdowncall to actiontestimonial o linguaggi idonei a evocare l’esperienza della scommessa o a ridurre la percezione del rischio;

19) ad assumere, nelle politiche pubbliche sul gioco d’azzardo, la prospettiva del danno familiare e del danno a terzi, prevedendo misure specifiche di prevenzione, informazione, sostegno e presa in carico rivolte non solo al giocatore, ma anche ai partner, ai figli, ai conviventi, ai minori e ai nuclei familiari coinvolti dagli effetti economici, relazionali e psicologici del disturbo da gioco d’azzardo;

20) a promuovere iniziative di monitoraggio e indirizzo sul riordino del gioco fisico, con il pieno coinvolgimento del Parlamento nonché del Ministero della salute, del Ministero dell’economia e delle finanze, di Agenzia delle dogane e dei monopoli, regioni, comuni, servizi per le dipendenze, associazioni scientifiche, associazioni familiari, consumatori, terzo settore ed esperti indipendenti già impegnati nell’Osservatorio soppresso.

(1-00570) (Nuova formulazione) «Merola, Vaccari, Casu, Fornaro, D’Alfonso, Toni Ricciardi, Stefanazzi, Tabacci, Bakkali, Berruto, Bonafè, Cuperlo, Di Biase, Fassino, Filippin, Forattini, Ghio, Girelli, Guerra, Lacarra, Malavasi, Manzi, Orfini, Pandolfo, Porta, Prestipino, Quartapelle Procopio, Romeo, Serracchiani, Simiani, Viggiano».

Mozione Silvestri: una riforma del gioco fondata su salute, legalità e prevenzione

La Camera,

premesso che:

1) l’organizzazione e l’esercizio dei giochi e delle scommesse con vincita in denaro sono riservati allo Stato ai sensi del decreto legislativo n. 496 del 1948, principio la cui legittimità è stata più volte confermata dalla Corte costituzionale in ragione della necessità di tutelare interessi pubblici primari quali l’ordine pubblico, la sicurezza, la salute, la protezione dei consumatori e il contrasto alla criminalità organizzata;

2) il sistema concessorio in materia di gioco pubblico nasce storicamente come strumento volto a contenere un fenomeno socialmente pericoloso e non quale ordinaria attività economica da incentivare o da espandere;

3) nel corso degli ultimi anni il modello regolatorio del comparto ha progressivamente smarrito la propria originaria funzione di contenimento, evolvendo verso un sistema fortemente orientato alla crescita della raccolta e alla stabilizzazione del gettito erariale derivante dall’azzardo;

4) la Relazione sul settore dei giochi pubblici presentata dal Ministero dell’economia e delle finanze al Parlamento il 15 aprile 2026 evidenzia che nel 2025 il volume complessivo della raccolta ha raggiunto la cifra record di 164,6 miliardi di euro, confermando la continua espansione del comparto dell’azzardo in Italia, pur a fronte di entrate erariali sostanzialmente stabili;

5) la medesima Relazione certifica che il settore degli apparecchi da intrattenimento con vincita in denaro continua a rappresentare circa il 50 per cento delle entrate complessive derivanti dal gioco pubblico e che risultano in esercizio sul territorio nazionale tra 220.000 e 230.000 apparecchi Awp e circa 55.000 apparecchi Vlt, con una particolare concentrazione di questi ultimi nelle regioni Lombardia, Campania, Lazio, Piemonte e Puglia;

6) la Relazione del Ministero dell’economia e delle finanze evidenzia inoltre che il comparto Awp ha registrato una significativa riduzione della raccolta rispetto agli anni precedenti, riconoscendo espressamente che tale riduzione è stata determinata anche dalle limitazioni introdotte a livello regionale e locale in materia di distanze dai luoghi sensibili e limitazioni orarie, confermando quindi l’efficacia delle misure territoriali di prevenzione e contenimento dell’offerta;

7) il 27 maggio 2026 è stata presentata la quarta edizione del «Libro nero sull’azzardo», rapporto annuale realizzato da Cgil, Federconsumatori e Fondazione Isscon, in collaborazione con Federconsumatori Modena, significativamente intitolato «Lo Stato perdente», che ha evidenziato come il fenomeno dell’azzardo continui ad assumere dimensioni sempre più pervasive e strutturali nella vita economica e sociale del Paese;

8) il citato rapporto, in larga parte coerente con i dati ufficiali contenuti nella Relazione sul settore dei giochi pubblici presentata dal Ministero dell’economia e delle finanze al Parlamento il 15 aprile 2026, richiama l’attenzione sui gravissimi effetti economici, sociali e culturali derivanti dalla diffusione dell’azzardo, con particolare riferimento ai fenomeni del sovraindebitamento, dell’impoverimento delle famiglie, della marginalizzazione sociale, della vulnerabilità rispetto all’usura e della crescente esposizione dei soggetti più fragili ai rischi di dipendenza patologica e di esclusione sociale;

9) il mercato dell’azzardo è caratterizzato da un progressivo spostamento della domanda dal gioco fisico al gioco online, fenomeno ulteriormente accelerato dalla pandemia, dalla crescente diffusione delle piattaforme digitali e dalla maggiore accessibilità degli strumenti di gioco a distanza;

10) il gioco online presenta caratteristiche di particolare pericolosità sociale in ragione della continuità dell’offerta, dell’accessibilità permanente tramite strumenti digitali, della rapidità delle giocate e della maggiore difficoltà di controllo effettivo dell’identità e dei comportamenti degli utenti;

11) la crescente digitalizzazione del mercato dell’azzardo ha determinato una progressiva destrutturazione dei tradizionali meccanismi di controllo territoriale, aumentando i rischi di esposizione dei soggetti vulnerabili, dei minori e delle fasce socialmente più fragili;

12) il Disturbo da gioco d’azzardo (Dga), riconosciuto nei Lea come patologia dipendente, costituisce una delle principali emergenze sociosanitarie contemporanee, con conseguenze devastanti sul piano della salute mentale, delle relazioni familiari, della capacità lavorativa e della stabilità economica delle persone coinvolte;

13) numerose evidenze scientifiche, sanitarie, sociali e investigative confermano la stretta correlazione tra diffusione dell’azzardo, sovraindebitamento, impoverimento economico, marginalità sociale, usura, estorsioni e vulnerabilità rispetto alla criminalità organizzata;

14) la dipendenza da gioco rappresenta oggi uno dei principali fattori indiretti di fragilità economica delle famiglie, alimentando circuiti di indebitamento che frequentemente sfociano nel ricorso a prestiti usurari, in forme di assoggettamento economico e in situazioni di grave esclusione sociale;

15) la diffusione patologica dell’azzardo produce effetti sempre più rilevanti anche sul piano della sicurezza pubblica e dell’ordine sociale, determinando frequentemente appropriazioni indebite, furti, truffe, episodi di violenza domestica, danneggiamenti, atti autolesivi e altre condotte criminali poste in essere nel tentativo di reperire liquidità per continuare a giocare o per fronteggiare debiti accumulati;

16) numerose famiglie vengono progressivamente travolte da dinamiche di impoverimento economico, perdita del lavoro, isolamento sociale e dipendenza finanziaria da circuiti usurari, con particolare esposizione nei territori caratterizzati da fragilità economica e forte presenza della criminalità organizzata;

17) il sovraindebitamento determinato dal gioco d’azzardo produce effetti devastanti e di lungo periodo non solo sui soggetti direttamente coinvolti, ma sull’intero nucleo familiare, compromettendo gravemente la capacità delle famiglie di ricostruire condizioni di stabilità economica e sociale e incidendo negativamente sulle opportunità educative, formative e di crescita dei figli, che risultano spesso privati di percorsi di istruzione, sostegno e mobilità sociale adeguati, con la conseguenza di alimentare nel tempo una società economicamente più fragile, socialmente più vulnerabile e culturalmente più debole;

18) le organizzazioni mafiose considerano il comparto del gioco uno dei settori strategici per il riciclaggio di capitali illeciti, per l’infiltrazione nell’economia legale e per il controllo sociale dei territori, sfruttando la crescente complessità tecnologica del settore, la frammentazione dei controlli e la dimensione transnazionale delle piattaforme digitali e dei sistemi di pagamento;

19) numerose risultanze investigative, giudiziarie e parlamentari, nonché i lavori della Commissione parlamentare antimafia della XVIII legislatura hanno evidenziato come le organizzazioni criminali operino stabilmente sia nel circuito del gioco illegale sia all’interno di segmenti della filiera del gioco legale, risultando pienamente in grado di «tenere insieme legale e illegale»;

20) il comparto dell’azzardo continua, pertanto, a rappresentare uno dei principali ambiti di rischio per fenomeni di riciclaggio, reimpiego di capitali illeciti, evasione fiscale, frodi telematiche e infiltrazioni mafiose;

21) nel corso dell’esame parlamentare della legge n. 111 del 2023 recante delega al Governo per la riforma fiscale con un emendamento del Movimento 5 Stelle è stata introdotta con l’articolo 15, comma 2, lettera d) la previsione dell’estensione, a tutti partner contrattuali (intendendosi per tali i soggetti produttori, distributori, installatori di apparecchiature e strumenti di qualsiasi natura, incaricati di manutenzione, raccolta e versamenti degli incassi – cosiddetto «trasporto valori») dei concessionari, dei requisiti previsti dalla normativa antimafia;

22) la Relazione del Ministero dell’economia e delle finanze riconosce la necessità di rafforzare la tracciabilità dei flussi finanziari, le verifiche antimafia, i controlli sui concessionari e le attività di contrasto al gioco illegale, confermando l’elevato livello di rischio criminale che continua a caratterizzare il comparto;

23) nel corso del 2025 l’Agenzia delle dogane e dei monopoli ha effettuato verifiche antimafia tramite la Banca dati nazionale antimafia, controlli sui concessionari, verifiche sui requisiti soggettivi e sulla regolarità contributiva degli operatori del settore, nonché attività di supporto alle autorità giudiziarie e alle forze di polizia per il contrasto al gioco illegale;

24) la crescente complessità tecnologica del gioco online, l’utilizzo di piattaforme collocate in ordinamenti esteri e la velocità delle transazioni digitali rendono sempre più difficile la ricostruzione dei flussi finanziari e il tempestivo contrasto alle condotte illecite;

25) la legge delega n. 111 del 2023 ha previsto un riordino complessivo del settore fondato sul rafforzamento della tutela dei giocatori, sulla prevenzione del Disturbo da gioco d’azzardo e sul contrasto all’illegalità, ma la sua attuazione è rimasta finora parziale e limitata al solo comparto del gioco a distanza;

26) permane infatti non attuata la delega relativa al riordino della rete fisica del gioco, prorogata al 29 agosto 2026, mentre le ipotesi emerse nel dibattito preparatorio destano forti preoccupazioni sotto il profilo della tutela della salute pubblica e dell’autonomia degli enti territoriali;

27) in particolare, suscita preoccupazione la prospettata introduzione di sistemi di «certificazione» dei punti vendita che consentirebbero deroghe alle normative regionali e comunali in materia di distanze dai luoghi sensibili e limitazioni orarie, sostituendo il principio della distanza fisica con quello della cosiddetta «distanza giuridica», in contrasto con consolidati orientamenti scientifici e giurisprudenziali in materia di prevenzione;

28) ulteriori criticità derivano dalla prospettata compartecipazione di regioni ed enti locali al gettito derivante dal gioco d’azzardo, meccanismo che rischierebbe di generare un evidente conflitto di interessi incompatibile con le funzioni pubbliche di tutela della salute e della sicurezza sociale;

29) il quadro di tutela della salute pubblica è stato ulteriormente indebolito dalla soppressione dell’Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo e della dipendenza grave presso il Ministero della salute e dall’abrogazione dello specifico Fondo dedicato al Dga, con conseguente riduzione delle risorse destinate alla prevenzione, alla cura e alla presa in carico dei soggetti patologici;

30) permane inoltre una grave carenza di trasparenza e accessibilità dei dati relativi ai volumi di gioco, alla distribuzione territoriale della raccolta, alle perdite effettive dei giocatori e agli indicatori epidemiologici del Disturbo da gioco d’azzardo, nonostante quanto previsto dalla legge delega n. 111 del 2023;

31) la pubblicità diretta e indiretta del gioco d’azzardo, pur formalmente limitata dal decreto-legge n. 87 del 2018, convertito con modificazioni dalla legge 9 agosto 2018, n. 96, continua a manifestarsi attraverso forme elusive di promozione commerciale, sponsorizzazioni surrogate, influencer marketing e strategie comunicative aggressive che contribuiscono a normalizzare il gioco come forma ordinaria di intrattenimento e di successo economico, soprattutto nei confronti dei soggetti più giovani;

32) il fenomeno dell’azzardo coinvolge in misura crescente giovani, adolescenti e soggetti economicamente fragili, con particolare incidenza nei territori caratterizzati da maggiore deprivazione sociale e minori opportunità economiche; studi recenti evidenziano come oltre il 50 per cento degli adolescenti italiani tra i 15 e i 19 anni abbia avuto esperienze di gioco d’azzardo, in un contesto nel quale il confine tra gaming e gambling appare sempre più labile;

33) l’attuale modello economico del comparto presenta un’evidente asimmetria tra benefici fiscali e costi sociali, sanitari, economici e giudiziari sostenuti dalla collettività, che ricadono prevalentemente sui servizi sanitari, sugli enti locali, sulle famiglie e sul sistema giudiziario;

34) numerosi enti territoriali, associazioni, servizi per le dipendenze, realtà del terzo settore e organizzazioni impegnate nel contrasto all’usura e alle mafie hanno più volte evidenziato la necessità di una radicale inversione di paradigma che riporti la tutela della salute e della legalità al centro delle politiche pubbliche in materia di gioco;

35) l’attuale modello dell’azzardo di Stato mostra ormai una evidente contraddizione sistemica: mentre sul piano formale vengono richiamati i principi di tutela della salute, prevenzione delle dipendenze e contrasto alla criminalità, sul piano sostanziale continua a consolidarsi un sistema economico fondato sulla stabilizzazione delle concessioni, sull’espansione del mercato digitale e sulla crescente dipendenza delle entrate pubbliche dai consumi di azzardo;

36) risulta pertanto improcrastinabile una profonda revisione del modello di governance del settore del gioco pubblico, fondata sulla priorità della tutela della salute, della sicurezza economica delle famiglie, della prevenzione del Disturbo da gioco d’azzardo, del contrasto all’usura, alle estorsioni, al riciclaggio e alle infiltrazioni mafiose rispetto a qualsiasi logica esclusivamente fiscale o concessoria,

impegna il Governo:

1) a dare piena attuazione alla delega per il riordino della rete fisica del gioco pubblico nel rigoroso rispetto dei principi di tutela della salute, prevenzione del Disturbo da gioco d’azzardo e contrasto alla criminalità organizzata previsti dalla legge n. 111 del 2023, escludendo qualsiasi intervento volto a neutralizzare o depotenziare le normative regionali e comunali in materia di distanze dai luoghi sensibili e limitazioni orarie;

2) a ridurre progressivamente la dipendenza strutturale del bilancio pubblico nazionale dalle entrate derivanti dal gioco d’azzardo, orientando le politiche fiscali verso modelli economici non fondati sull’espansione dei consumi di azzardo, anche adottando un piano nazionale pluriennale di riduzione progressiva dell’offerta complessiva di gioco d’azzardo, sia fisico che online, attraverso la diminuzione del numero dei punti vendita, degli apparecchi da intrattenimento e delle occasioni di gioco;

3) ad assumere iniziative normative per salvaguardare integralmente l’autonomia normativa e regolamentare di regioni ed enti locali nelle politiche di prevenzione e contenimento del gioco d’azzardo, riconoscendo la possibilità di misure territoriali maggiormente restrittive in ragione delle specificità epidemiologiche e sociali dei territori;

4) ad escludere qualsiasi forma di compartecipazione di regioni, province autonome e comuni al gettito derivante dal gioco d’azzardo, al fine di evitare conflitti di interessi incompatibili con le funzioni pubbliche di tutela della salute e della sicurezza sociale;

5) ad adottare iniziative urgenti volte al ripristino dell’Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo e della dipendenza grave presso il Ministero della salute, garantendone autonomia scientifica, multidisciplinarità, indipendenza dai concessionari e rigorose incompatibilità rispetto ai portatori di interessi economici del settore;

6) ad assumere iniziative normative per ricostituire e rifinanziare stabilmente un Fondo nazionale specificamente dedicato alla prevenzione, cura, riabilitazione e reinserimento sociale delle persone affette da Disturbo da gioco d’azzardo, assicurando adeguate risorse ai servizi territoriali, ai Dipartimenti delle dipendenze e ai programmi di presa in carico integrata;

7) ad adottare iniziative volte a definire, d’intesa con la Conferenza Unificata, un quadro normativo nazionale che stabilisca limiti minimi inderogabili relativi alle distanze dai luoghi sensibili, agli orari di esercizio e alla densità territoriale dei punti gioco, preservando espressamente la facoltà di regioni e comuni di introdurre misure più restrittive;

8) ad adottare iniziative normative a tutela dei giocatori, prevedendo sistemi di tracciabilità integrale dei flussi di gioco, limiti di spesa individuali, meccanismi automatici di allerta per comportamenti compulsivi e il rafforzamento dei registri di autoesclusione;

9) ad adottare iniziative anche normative volte a rafforzare il contrasto al gioco minorile attraverso sistemi di identificazione certa dell’utente, controlli automatizzati, sanzioni effettive e campagne permanenti di prevenzione rivolte al mondo scolastico, universitario e sportivo;

10) ad adottare iniziative volte a prevenire gli effetti sociali e culturali derivanti dal sovraindebitamento causato dal gioco d’azzardo, attraverso misure di sostegno alle famiglie vulnerabili, programmi di educazione finanziaria e interventi finalizzati a garantire il diritto allo studio, alla formazione e alle opportunità educative dei minori appartenenti a nuclei familiari colpiti dal Disturbo da gioco d’azzardo, al fine di contrastare processi di impoverimento sociale, marginalizzazione culturale e indebolimento del tessuto democratico e civile del Paese;

11) a promuovere programmi nazionali di prevenzione del sovraindebitamento, dell’usura e dell’esclusione finanziaria collegati al Disturbo da gioco d’azzardo, valorizzando il ruolo delle associazioni antiracket e antiusura e degli sportelli territoriali di assistenza;

12) ad assumere iniziative normative per rafforzare, in ottemperanza a quanto previsto dal citato articolo 15, comma 2, lettera d) della legge n. 111 del 2023 recante delega al Governo per la riforma fiscale, il sistema di prevenzione antimafia nel settore del gioco, estendendo i requisiti e i controlli previsti dalla normativa antimafia a tutti i soggetti della filiera, compresi gestori, intermediari tecnologici, piattaforme digitali e soggetti collegati;

13) ad adottare iniziative normative volte ad inasprire il sistema sanzionatorio relativo ai reati connessi al gioco illegale, al riciclaggio e alle infiltrazioni mafiose nel settore, anche al fine di consentire un più efficace utilizzo degli strumenti investigativi e patrimoniali previsti dalla normativa vigente;

14) ad adottare iniziative normative, per quanto di competenza, volte a potenziare il coordinamento tra Autorità giudiziaria, Direzione investigativa antimafia, Guardia di finanza, Agenzia delle dogane e dei monopoli, Unità di informazione finanziaria, forze di polizia e autorità sanitarie territoriali per il monitoraggio integrato dei fenomeni criminali e patologici collegati al gioco;

15) a istituire sistemi di monitoraggio specifici sui fenomeni di usura, estorsione, reati predatori e violenza correlati al Disturbo da gioco d’azzardo, anche al fine di sviluppare adeguate strategie preventive e di supporto sociale;

16) a dare piena attuazione al principio di trasparenza previsto dall’articolo 15 della legge n. 111 del 2023, garantendo la pubblicazione periodica dei dati relativi ai volumi di gioco, alle perdite nette, alla distribuzione territoriale della raccolta e agli indicatori epidemiologici del Dga;

17) ad adottare iniziative normative volte a rafforzare il divieto di pubblicità del gioco d’azzardo, contrastando le forme elusive di promozione indiretta, il marketing digitale e ogni forma di comunicazione commerciale idonea a incentivare o normalizzare il gioco;

18) a promuovere campagne nazionali permanenti di informazione e sensibilizzazione sui rischi del gioco d’azzardo, del sovraindebitamento, dell’usura e delle infiltrazioni criminali collegate al comparto;

19) ad adottare specifiche misure di prevenzione e sostegno rivolte alle famiglie colpite dal Disturbo da gioco d’azzardo, anche attraverso strumenti di assistenza economica, tutela abitativa, supporto psicologico e percorsi di reinserimento lavorativo;

20) ad avviare un percorso finalizzato all’approvazione di una legge quadro organica sull’intero settore del gioco d’azzardo, fondata sui principi di precauzione, tutela della salute, legalità, responsabilità sociale, trasparenza e riduzione progressiva dell’offerta.

(1-00577) «Francesco Silvestri, Quartini, Di Lauro, Marianna Ricciardi, Sportiello, Alifano, Gubitosa, Raffa, Amato».

Mozione Giachetti: riordino della rete fisica e più tutele contro la ludopatia

La Camera,

premesso che:

1) la Relazione sul settore dei giochi pubblici presentata al Parlamento dal Ministro dell’economia e delle finanze nell’aprile 2026, riferita ai dati consolidati dell’anno 2025, certifica una raccolta complessiva record di volume delle giocate di 164,6 miliardi di euro, con un incremento del 4,55 per cento rispetto all’anno precedente;

2) tale crescita è trainata in modo preponderante dal canale del gioco a distanza (online), mentre la rete fisica degli apparecchi da intrattenimento (Awp e Vlt) continua a registrare una flessione strutturale, con una raccolta che nel 2025 si è attestata a 31,45 miliardi di euro, confermando un trend negativo iniziato nel 2022;

3) le entrate erariali complessive sono rimaste sostanzialmente stabili intorno agli 11,4 miliardi di euro, di cui oltre 5 miliardi (circa il 44 per cento del gettito totale) derivanti dal solo comparto degli apparecchi fisici (3,59 miliardi dalle Awp e 1,42 miliardi dalle Vlt), a conferma di un progressivo spostamento della domanda verso i canali digitali;

4) la legge 9 agosto 2023, n. 111 (delega al Governo per la riforma fiscale), all’articolo 15, ha conferito al Governo una delega per il riordino organico della disciplina dei giochi pubblici, individuando tra gli obiettivi prioritari la tutela della salute, la prevenzione del disturbo da gioco d’azzardo, il contrasto all’illegalità e la salvaguardia delle entrate erariali, ma tale delega — pur prorogata al 29 agosto 2026 dalla legge n. 120 del 2025 — è stata finora attuata solo parzialmente per il gioco a distanza (decreto legislativo 41 del 2024), lasciando irrisolto il nodo della rete fisica;

5) la Corte dei conti, nell’ambito dell’esame parlamentare della legge di bilancio per il 2025, ha evidenziato come la persistente mancata intesa tra Stato, Regioni ed enti locali sulla disciplina della distribuzione e raccolta del gioco pubblico continui a rappresentare un elemento di criticità per la definizione di un quadro regolatorio stabile e per il raggiungimento di un corretto equilibrio tra esigenze erariali, tutela della salute e contrasto all’illegalità;

6) anche per effetto del mancato completamento del riordino della rete fisica, le principali concessioni relative ad Awp, Vlt, scommesse e Bingo operano attualmente in regime di proroga onerosa fino al 31 dicembre 2026, ai sensi dell’articolo 1, comma 96, della legge 30 dicembre 2024, n. 207;

7) i dati più recenti sul territorio nazionale indicano che circa 18 milioni di cittadini italiani sono coinvolti, a vario livello, nel gioco d’azzardo. Di questi, circa 1,5 milioni di soggetti presentano un profilo di gioco «problematico», caratterizzato da gravi difficoltà nella gestione del tempo e della spesa, nonché da profonde alterazioni dei comportamenti sociali e familiari;

la World health organization riconosce il «gambling disorder» come una patologia e lo inserisce nell’ICD-11 tra i disturbi da dipendenza comportamentale;

8) la legge 30 dicembre 2024, n. 207 (legge di bilancio 2025), ha soppresso l’Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo e il fenomeno della dipendenza grave (istituito nel 2012) e abrogato il Fondo per il gioco d’azzardo patologico (Gap), che prevedeva una dotazione di 50 milioni di euro annui destinati esclusivamente a prevenzione, cura e riabilitazione del disturbo da gioco d’azzardo (Dga). Al suo posto, è stato istituito un Fondo unico per le dipendenze patologiche con una dotazione complessiva di 94 milioni di euro, di cui solo il 34,25 per cento (circa 32,2 milioni di euro) è riservato al gioco d’azzardo;

9) la crescente convergenza tra il mondo dei videogiochi (gaming) e quello dell’azzardo (gambling), in particolare attraverso meccanismi quali le «loot boxes» (scatole a premio), sta esponendo i minori a dinamiche psicologiche tipiche dell’azzardo, quali l’illusione della «quasi vincita» e il desiderio compulsivo, alimentando una zona grigia regolatoria che richiede interventi urgenti di tutela;

10) l’innovazione tecnologica, con particolare riferimento all’intelligenza artificiale (Ai) e ai digital biomarkers (come la frequenza cardiaca e il tracciamento oculare), può contribuire a individuare precocemente comportamenti compatibili con il disturbo da gioco d’azzardo attraverso l’identificazione di indicatori quali l’aumento improvviso delle somme giocate, la frequenza delle sessioni, le perdite ripetute, il ricorso a molteplici conti di gioco o l’intensificazione dell’attività nelle ore notturne. Tali strumenti possono rafforzare le strategie di prevenzione, autoesclusione, informazione e protezione dei giocatori, favorendo interventi tempestivi a tutela dei soggetti maggiormente vulnerabili, nel pieno rispetto della normativa europea e nazionale in materia di protezione dei dati personali;

11) la presenza di un’offerta illegale, anche online, e l’interesse strutturale delle organizzazioni criminali per il settore impongono di evitare che regolazioni frammentate o esclusivamente espulsive finiscano per spostare parte della domanda verso circuiti non autorizzati. Secondo il dossier Azzardomafie 2025 di Libera, elaborato sulla base delle relazioni della Direzione nazionale antimafia e della Direzione investigativa antimafia, nel periodo 2010-2024 sono stati censiti 147 clan coinvolti nel settore del gioco, tra attività lecite e illecite, con interessamento di 25 procure antimafia e 16 regioni;

12) occorre pertanto rafforzare il modello concessorio pubblico, la tracciabilità integrale dei flussi finanziari, i controlli antimafia e l’azione di contrasto al gioco illegale, evitando che l’assenza di una disciplina nazionale uniforme o misure locali eccessivamente disomogenee producano l’effetto paradossale di indebolire la rete legale e favorire operatori abusivi o circuiti criminali,

impegna il Governo:

1) ad adottare, entro il termine di scadenza della delega fiscale (29 agosto 2026), i decreti legislativi necessari al riordino organico della rete fisica di raccolta del gioco, superando l’attuale regime di proroghe e garantendo la certezza del quadro regolatorio per le nuove procedure di gara;

2) ad assumere iniziative normative per ripristinare e potenziare un Fondo dedicato al contrasto del gioco d’azzardo patologico (Dga), con una dotazione finanziaria adeguata e vincolata esclusivamente a programmi di prevenzione, cura e riabilitazione;

3) a ristabilire un Osservatorio nazionale specifico con competenze e risorse autonome per il monitoraggio e la valutazione delle politiche di contrasto alla ludopatia;

4) ad adottare iniziative, anche normative, volte ad innalzare i presidi di legalità nel settore dei giochi pubblici, rafforzando i controlli antimafia e la tracciabilità dei flussi finanziari lungo l’intera filiera del gioco, anche attraverso l’impiego delle più avanzate tecnologie digitali disponibili, al fine di prevenire fenomeni di riciclaggio e infiltrazione criminale;

5) ad adottare iniziative legislative volte a regolamentare i meccanismi di loot boxes nei videogiochi, equiparandoli di fatto all’offerta di gioco d’azzardo qualora presentino caratteristiche di aleatorietà e monetizzazione, al fine di interdire l’accesso ai minori e garantire la trasparenza delle probabilità di vincita;

6) ad incentivare la diffusione di programmi di formazione rivolti agli operatori della rete legale del gioco, finalizzati al riconoscimento precoce dei comportamenti a rischio, alla corretta informazione dei giocatori e alla promozione del gioco responsabile.

(1-00578) «Giachetti, Gadda, Faraone, Del Barba, Bonifazi, Madia».

cdn/AGIMEG

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