Si sono aperti oggi a Roma i lavori della terza edizione degli Stati Generali dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Tra i principali interventi nella prima giornata dei lavori c’è stato quello viceministro dell’Economia e delle Finanze Maurizio Leo. Il viceministro, dopo aver ricordato il completamento della riforma del gioco online, è intervento sulla questione del riordino del gioco fisico.
Leo ha sottolineato che la riforma retail è all’esame del Governo e che presto potrebbe essere portato all’attenzione di uno dei prossimi Consigli dei Ministri. Nel suo intervento ha anche indicato che i punti principali della riforma riguardano la tutela dei consumatori e dei soggetti vulnerabili, il contrasto al gioco illegale, garantendo il giusto equilibrio tra tutte le esigenze. Leo ha concluso il suo intervento inserendo il gioco all’interno di una considerazione sulla maggiore competitività del Paese grazie ad una nuova strategia di ammodernamento della normativa e delle dinamiche economiche.

Insomma una tematica importante ma che, secondo le anticipazioni finora raccolte, rischia di creare gravi problemi – riporta una nota Sapar – proprio intorno ai punti principali della riforma. Nel riordino sembra infatti non esserci spazio per le imprese italiane di gestione. Una gravissima mancanza che potrebbe far scomparire la figura del gestore, vera e propria prima linea di contrasto all’illegalità, di tutela della salute pubblica e delle risorse erariali. Insomma un clamoroso autogol da parte del MEF, che mette a rischio proprio le basi su cui si fonda, secondo il ministro Leo, il riordino.
Nella discussione sono mancanti per Sapar degli aspetti assolutamente fondamentali che riguardando il riconoscimento del ruolo delle aziende di gestione apparecchi, la necessità di rilancio immediato dell’offerta di gioco fisico e il rischio della consegna del mercato a poche grandi aziende concessionarie con conseguenze negative in termini di investimenti sull’innovazione e tutela del giocatore.
Riteniamo infatti che proprio la figura del gestore è stata protagonista negli ultimi vent’anni anni garantendo gettito erariale e tutela della legalità ma oggi tale ruolo è messo seriamente in discussione. Le bozze di bando che si leggono sugli organi di informazione non garantiscono infatti la tenuta delle Pmi italiane di gestione apparecchi ed anzi il rischio più che concreto è la nascita di un oligopolio all’interno di una situazione di mercato che oggi vede la presenza di 8 concessionari che in futuro attraverso operazioni di concentrazione o simili potrebbero diventare solo 2 o 3.
Occorre anche ricordare che il settore del gioco on line primeggia per somme giocate (100 mld giocati nel 2025) ma contribuisce solo per l’1 rispetto alla raccolta laddove gli apparecchi contribuiscono all’Erario per il 50% rispetto alla totalità delle tipologie di gioco.
Sostanzialmente quindi il settore del gioco fisico a mezzo apparecchi a causa di molteplici fattori è stato utilizzato per drenare risorse essendo anche interessato da una regolamentazione (negli ultimi 10 anni ha garantito comunque circa 50 Mld all’Erario) che non lo ha adeguatamente valorizzato per esempio rilanciando il prodotto, è questa una riflessione che finora sta mancando nel dibattito politico.
Infatti sotto questo punto di vista come Sapar, unitamente al 50% della filiera del gioco pubblico, abbiamo formalizzato in data 25 Febbraio 2026 una richiesta di incontro rispetto alla quale attendiamo fiduciosi un riscontro.
Il contributo di Sapar agli Stati Generali di ADM
Nelle scorse settimane la Sapar ha inviato il proprio contributo agli Stati Generali di ADM, evidenziando come sia necessario riportare al centro del dibattito pubblico una verità semplice ma troppo spesso dimenticata: il gioco legale non è il problema.
Il gioco legale è la prima difesa dello Stato contro illegalità, evasione e assenza di tutele. In questi anni la filiera del gioco pubblico, insieme ad ADM, alle istituzioni e alle forze dell’ordine, ha sostenuto uno sforzo enorme per innalzare i livelli di controllo, sicurezza e responsabilità del comparto.
L’importanza della figura del gestore
Un lavoro quotidiano, silenzioso, concreto, che ha consentito di costruire una rete capillare di legalità presente su tutto il territorio nazionale. I gestori rappresentano oggi un presidio reale dello Stato.
Ogni esercizio autorizzato, ogni apparecchio collegato ai sistemi ADM, ogni controllo effettuato, ogni minore allontanato da un punto gioco legale rappresentano un argine contro il sommerso e contro le organizzazioni illegali che prosperano proprio dove lo Stato arretra.
Dove esiste gioco lecito esistono regole, controlli, tracciabilità fiscale e responsabilità. Dove il gioco legale viene espulso o indebolito, inevitabilmente avanzano il gioco illegale, l’abusivismo e l’assenza totale di tutela per cittadini e minori. È quindi necessario riconoscere con chiarezza il ruolo svolto dai gestori, che ogni giorno operano con responsabilità:
- verificando il rispetto del divieto di gioco ai minori;
- collaborando con ADM e con le autorità competenti;
- garantendo ambienti controllati e conformi alle normative;
- contribuendo alla sicurezza e alla trasparenza dell’intero sistema.
Sul tema del gioco minorile, inoltre, è indispensabile evitare semplificazioni ideologiche e affrontare il fenomeno sulla base dei dati reali. Numerosi studi territoriali e rilevazioni effettuate da SERT regionali hanno evidenziato come le situazioni di maggiore criticità emergano spesso al di fuori della rete fisica.
Questo dimostra che il problema non è la presenza del gioco legale controllato, ma l’assenza di controllo. Per questo motivo ogni intervento che indebolisce la rete autorizzata rischia di produrre un effetto opposto rispetto agli obiettivi dichiarati: meno legalità, meno controlli, meno tutela, più spazio per il mercato illegale.
La filiera del gioco lecito
La filiera del gioco lecito fisico garantisce allo Stato:
- presidio territoriale;
- tracciabilità fiscale;
- contrasto all’evasione;
- collaborazione con le forze dell’ordine;
- tutela dei consumatori;
- prevenzione dell’accesso dei minori;
- controllo costante delle attività.
- partecipazione per il 50% al totale degli introiti erariali derivanti dal gioco (quello degli apparecchi è il comparto che contribuisce di più).
I gestori hanno investito in formazione, sicurezza e rispetto delle regole, contribuendo concretamente a mantenere il sistema del gioco pubblico sicuro, trasparente e sostenibile.
SAPAR ritiene quindi fondamentale che il confronto sul futuro del comparto parta da un principio non negoziabile: difendere il gioco legale significa difendere la legalità. Non può esserci tutela dei minori senza controllo del territorio.
Non può esserci contrasto all’illegalità senza una rete autorizzata forte, presente e sostenibile. Non può esserci sicurezza senza il contributo quotidiano dei gestori che operano alla luce del sole, nel rispetto delle regole dello Stato. sb/AGIMEG

