Home Attualità Riordino gioco fisico, oggi scade la delega fiscale. Resta al palo la riforma al palo e nuove proroghe in arrivo

Riordino gioco fisico, oggi scade la delega fiscale. Resta al palo la riforma al palo e nuove proroghe in arrivo

Riordino gioco fisico scade oggi delega fiscale 29 agosto 2026Riordino gioco fisico scade oggi delega fiscale 29 agosto 2026

La scadenza è arrivata, ma il riordino del gioco fisico è rimasto sulla carta. Oggi, 29 agosto 2026, termina il periodo concesso al Governo per esercitare la delega fiscale senza che sia stato approvato il decreto legislativo destinato a ridisegnare la rete terrestre del gioco pubblico.

Dopo tre anni di lavori, 21 decreti legislativi e otto testi unici, la riforma fiscale si chiude quindi lasciando incompiuto uno dei capitoli più complessi. Il gioco online ha ottenuto una nuova disciplina e un nuovo sistema concessorio, mentre scommesse in agenzia, apparecchi AWP e VLT, sale bingo, ricevitorie e altri punti della rete fisica continuano a operare all’interno di un quadro frammentato e sostenuto da proroghe.

Un riordino atteso da anni

La legge 8 agosto 2025, n. 120 aveva già concesso al Governo un anno in più, prorogando dal 29 agosto 2025 al 29 agosto 2026 il termine per l’attuazione della delega fiscale. Neppure questo tempo supplementare è stato però sufficiente a trovare una sintesi sulla rete fisica.

Eppure il lavoro tecnico era arrivato a uno stadio avanzato. Nell’ottobre 2024 il MEF aveva presentato alle Regioni una proposta che affrontava la riduzione dell’offerta, il numero degli apparecchi, la distribuzione territoriale dei punti gioco, la loro certificazione e le regole relative a distanze e orari.

La proposta cercava anche di superare il lungo conflitto tra Stato, Regioni e Comuni sui luoghi sensibili, sui distanziometri e sugli orari di funzionamento. Proprio su questi punti, però, non è mai stata raggiunta la necessaria intesa politica e istituzionale.

Il gioco online riordinato, il fisico ancora fermo

Il risultato è una riforma rimasta a metà. Il decreto legislativo n. 41 del 2024 ha ridisegnato il gioco a distanza, aprendo il nuovo ciclo delle concessioni online. Il comparto terrestre, invece, resta ancora affidato a regole risalenti nel tempo, discipline regionali differenti e regolamenti comunali che continuano a produrre contenziosi.

L’assenza di una cornice nazionale uniforme non riguarda soltanto gli operatori. Incide anche sulla capacità dello Stato di programmare la rete, rafforzare i controlli, tutelare i giocatori, contrastare l’offerta illegale e garantire agli enti territoriali strumenti omogenei per la prevenzione dei disturbi da gioco.

Riordino gioco onlineRiordino gioco online

La mancata riforma rinvia inoltre decisioni ormai difficilmente differibili sulla qualificazione dei punti vendita, sull’ammodernamento tecnologico degli apparecchi, sulla riduzione dell’uso del contante e sulla distinzione tra i diversi canali dell’offerta autorizzata.

Il 2028 non è una seconda scadenza per il riordino

La legge consente al Governo di adottare decreti correttivi e integrativi fino al 29 agosto 2028. Questa data, tuttavia, non costituisce automaticamente una nuova finestra per approvare da zero la riforma del gioco fisico.

I correttivi possono intervenire sui decreti legislativi già emanati nell’esercizio della delega. Poiché il provvedimento dedicato alla rete terrestre non è stato adottato, per realizzare il riordino sarà necessario individuare un nuovo fondamento legislativo, attraverso un’altra delega o un differente intervento normativo.

Verso un’altra proroga delle concessioni

Con le concessioni del bingo, delle scommesse in rete fisica e delle reti AWP e VLT in scadenza il 31 dicembre 2026, si apre ora la necessità di un nuovo intervento legislativo. In assenza delle nuove gare, la prossima legge di bilancio rappresenta il veicolo più probabile per disporre un’ulteriore proroga, salvo che il Governo intervenga prima attraverso un diverso provvedimento.

Una soluzione già utilizzata più volte e che consente di garantire la continuità della raccolta, ma non risolve l’incertezza per imprese, lavoratori e punti vendita. Rinvia inoltre le procedure di gara e prolunga un sistema che lo stesso legislatore aveva riconosciuto come bisognoso di una revisione organica.

Secondo quanto riportato da “Italia Oggi”, il viceministro dell’Economia e delle Finanze Maurizio Leo non avrebbe abbandonato definitivamente il dossier. A pesare sarebbero state anche le perplessità del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano sull’opportunità politica di intestare al Governo una riforma particolarmente controversa nella parte conclusiva della legislatura.

Un’occasione persa per tutto il settore

La scadenza della delega rende oggi concreto quanto gli operatori denunciavano da tempo. In un’intervista rilasciata ad AGIMEG, Maurizio Ughi aveva definito il mancato riordino una “grande occasione persa”, sottolineando la necessità di riscrivere regole ormai datate e di offrire una prospettiva certa alla rete fisica.

L’occasione persa non consiste soltanto nella mancata approvazione di un decreto. È il rinvio di una scelta necessaria per conciliare tutela della salute, legalità, sostenibilità economica, certezza delle regole e autonomia degli enti locali.

La delega fiscale si chiude, ma tutti i problemi che il riordino avrebbe dovuto affrontare restano aperti. E, dopo anni di confronti e proroghe, il gioco fisico si ritrova ancora una volta al punto di partenza. sb/AGIMEG

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