Rimini, inaugurata la nuova sala di Romagna Giochi: Terrybell Palace eleganza, innovazione e intrattenimento

È stata inaugurata a Rimini Terrybell Palace, una struttura che si propone come modello innovativo per il settore del gioco legale in Italia. L’ambiente è stato definito dagli intervenuti all’evento  “elegante e solare”, capace di rappresentare un’evoluzione rispetto al concetto tradizionale di sala giochi.

Nel presentare l’evento, il direttore di Agimeg Fabio Felici ha sottolineato come l’apertura in Emilia Romagna, una delle regioni più restrittive sul gioco, rappresenti un atto di coraggio e di visione imprenditoriale: “Il gioco pubblico deve essere inteso come intrattenimento, non come minaccia. Non è il ‘gioco rovinafamiglie’ che qualcuno vorrebbe far credere, ma un comparto che offre intrattenimento, lavoro, legalità e risorse allo Stato”.

Il ruolo della famiglia Terrabusi e dello staff tecnico

L’amministratore delegato di Romagna Giochi, Riccardo Sozzi, ha ricordato il lungo percorso che ha portato all’inaugurazione: “È un progetto ambizioso, frutto di uno sforzo enorme e di mesi di lavoro giorno e notte. Un ringraziamento speciale va ad Andrea e Chiara Terrabusi, che hanno creduto fortemente in questa idea e l’hanno perseguita fino in fondo. Un ringraziamento anche all’architetto Maurizio Lucca e a Marco Bernardi, che con professionalità e passione hanno reso possibile un risultato che considero un unicum nel panorama italiano del gioco”.

Sozzi ha voluto ringraziare anche tutti i dipendenti di Romagna Giochi: “Non si sono mai risparmiati, dimostrando dedizione e spirito di squadra. Senza di loro oggi non saremmo qui”.

Le istituzioni locali

All’inaugurazione erano presenti figure istituzionali di rilievo, tra cui Juri Magrini, assessore alle attività economiche del Comune di Rimini, e Simone Gobbi, presidente del consiglio comunale di Riccione.

Felici ha evidenziato l’importanza di questo riconoscimento politico e istituzionale: “Il rapporto tra politica e imprese è fondamentale. Serve un dialogo sano e costruttivo, perché il proibizionismo e le chiusure non portano risultati. Questa presenza istituzionale dimostra che un confronto è possibile e necessario”.

Eleganza e dialogo come segnale al settore

Secondo Sozzi, la nuova sala non è soltanto un luogo di gioco, ma un ambiente che comunica modernità, accoglienza e senso di comunità: “La presenza delle istituzioni è un segnale importante non solo per la nostra azienda, ma per tutto il comparto. Ci dice che siamo riconosciuti come imprese regolari, che contribuiscono all’economia del Paese e che rispettano regole e lavoratori”.

La cattiva informazione e i numeri falsati

Il settore è troppo spesso vittima di pregiudizi e decisioni politiche improntate al proibizionismo: “Il dialogo è sempre meglio delle chiusure e delle linee dure – ha sottolineato Fabio Felici -. Non si può pensare di risolvere i problemi vietando: è necessario un confronto serio tra politica e imprenditori, perché il gioco legale è un comparto che genera lavoro, entrate erariali e tutela dei giocatori”.

“Quando si parla di 160 miliardi spesi dagli italiani si commette un errore enorme. La verità è che di quei 160 miliardi, circa 140 tornano sotto forma di vincite. La spesa reale è di 20 miliardi, che corrispondono a un caffè al giorno per cittadino. Eppure su questi numeri falsati vengono costruiti servizi televisivi, articoli e persino leggi regionali”.

Questa disinformazione genera un danno non solo d’immagine ma anche economico e sociale: “Si dà un’idea distorta della realtà, si alimentano allarmismi e si delegittima un settore che è parte integrante dell’economia italiana”.

Le battaglie durante il Covid: dignità e libertà

Durante la pandemia il comparto fu tra i più penalizzati dalle restrizioni: “Durante il Covid le sale furono costrette a chiudere per lunghi mesi e non avevano alcuna certezza sulla riapertura. Furono battaglie difficili, combattute non solo per la sopravvivenza delle imprese, ma per un principio di dignità e di democrazia, perché il gioco veniva trattato come un settore di serie B”.

Quelle esperienze, secondo Felici, hanno rafforzato la convinzione che sia indispensabile una maggiore consapevolezza da parte della politica e dell’opinione pubblica: “Non è giusto che migliaia di famiglie debbano vergognarsi del loro lavoro, quando operano come concessionari dello Stato, con regole rigidissime e sotto costante controllo”.

La richiesta: regole chiare e stabili

La conclusione dell’intervento è stata un appello al mondo politico affinché garantisca stabilità normativa: “Un comparto che impiega 150-200 mila persone, tra diretto e indotto, non può vivere nell’incertezza. Non si può lasciare che ad ogni cambio politico si rischi la chiusura di aziende che hanno investito milioni. Servono regole chiare, valide nel tempo, che permettano alle imprese di programmare il futuro e ai lavoratori di sentirsi tutelati”.

Terrybell Palace Rimini inaugurazione 2

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Terrybell Palace Rimini inaugurazione 4

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sb/AGIMEG