Il ricavo lordo del gioco (GGR) del comparto bingo nel Regno Unito ha raggiunto 816 milioni di sterline nell’esercizio 2024/25, pari a circa il 5% dei 16,8 miliardi complessivi dell’industria del gioco britannica. È questa una delle cifre presentate da Sarah Gardner, direttrice esecutiva ad interim della Gambling Commission, durante il suo intervento del 7 maggio all’meeting annuale della Bingo Association.
Nel suo discorso, Gardner ha affrontato numerosi temi, tra cui il valore della collaborazione tra l’Autorità di regolazione e operatori, i dati aggiornati sulla partecipazione al bingo emersi dalla ricerca Gambling Survey for Great Britain, le cifre economiche del settore, gli sviluppi della consultazione sugli apparecchi da gioco e i nuovi fondi governativi destinati al contrasto del gioco illegale.
Regolatore e operatori
Gardner ha aperto il suo intervento richiamando l’importanza del lavoro congiunto tra la Commissione e gli operatori, respingendo l’idea che un’autorità di regolazione non debba dialogare con i soggetti regolati e sottolineando i risultati ottenuti negli ultimi anni con il comparto bingo:
“A volte in passato ci è stato detto che, come regolatore, non dovremmo collaborare con coloro che regolamentiamo. Questa naturalmente non è una posizione che la Commissione abbia mai assunto. Sappiamo cosa possiamo ottenere attraverso i nostri poteri, ma sappiamo anche che possiamo raggiungere molto di più lavorando con quei soggetti dell’industria disposti a collaborare con noi. E spesso possiamo farlo molto più rapidamente in questo modo. Quindi, finché gli operatori si impegneranno a rispettare le norme fin dal primo momento, potremo lavorare e lavoreremo con voi, a beneficio dei consumatori, che otterranno così un gioco più sicuro, più equo e libero dalla criminalità”.
Il lavoro congiunto sui dati della Gambling Survey for Great Britain
Un passaggio centrale del discorso ha riguardato il confronto sui numeri della partecipazione al bingo, su cui la Bingo Association aveva sollevato osservazioni rispetto ai dati della GSGB. Gardner ha spiegato che dal lavoro comune è nata una nuova domanda inserita nel sondaggio, che ha permesso di avvicinare le rilevazioni ufficiali a quelle dell’associazione di categoria:
“Siamo riusciti a lavorare insieme, sviluppando una nuova domanda da aggiungere al sondaggio che analizzasse nello specifico dove le persone giocavano a bingo. E nei tre trimestri di dati più recenti abbiamo scoperto che, grazie alle ulteriori informazioni che ci avete aiutato a ottenere, siamo in realtà molto più vicini di quanto si pensasse. I risultati illustrano la varietà di luoghi in cui le persone giocano a bingo. Nel 2024 la GSGB indicava che il 3,3% degli adulti dai 18 anni in su aveva giocato a bingo. È fondamentale però notare che, con i dati della nuova domanda, abbiamo riscontrato che la stima della GSGB relativa alle persone che giocano a bingo nei club tradizionali — come quelli che molti di voi gestiscono — pari all’1,2%, è molto più allineata con la stima della stessa Bingo Association, calcolata sui dati di accesso ai locali, pari all’1%”.
I numeri del settore bingo nel 2024/25
Gardner ha presentato le cifre relative al ricavo lordo del gioco (GGR) del comparto per l’esercizio 2024/25, contestualizzandole all’interno dell’industria britannica del gioco.
Le parole pronunciate: “Il comparto terrestre ha generato 650 milioni di sterline, mentre quello online 166 milioni. Il ricavo lordo complessivo del bingo è stato di 816 milioni di sterline, circa il 5% del totale dell’industria del gioco, pari a 16,8 miliardi. Vale anche la pena notare che, nel 2024/25, due terzi dei ricavi del bingo terrestre provenivano dagli apparecchi da gioco presenti nei locali e il 35% dalle partite di bingo”.
Le novità sulla consultazione sugli apparecchi da gioco
La direttrice ha aggiornato la platea sullo stato della consultazione relativa agli apparecchi da intrattenimento, annunciando la prima misura già definita e l’orizzonte temporale per la pubblicazione del resto della risposta:
“Alla fine di gennaio abbiamo annunciato il primo cambiamento che stiamo introducendo come esito della consultazione. Riguarda l’obbligo, già esistente, per tutti gli operatori terrestri di garantire che gli apparecchi messi a disposizione dei consumatori siano conformi. A partire dal 29 luglio 2026 gli operatori dovranno inoltre rimuovere immediatamente gli apparecchi nel caso in cui la Commissione li informi che la fabbricazione, la fornitura, l’installazione, l’adattamento, la manutenzione o la riparazione dell’apparecchio non sono state effettuate nel rispetto della licenza tecnica prevista per gli apparecchi da gioco. Lo stesso vale se gli apparecchi non rispettano gli standard tecnici previsti. Ci aspettiamo che questo cambiamento snellisca le procedure e garantisca la rapida rimozione degli apparecchi non conformi dai locali, a beneficio dei consumatori e degli operatori. Puntiamo a pubblicare il resto della risposta alla consultazione durante l’estate, quindi l’attesa non sarà lunga”.
Nuovi fondi per il contrasto al gioco illegale
Gardner concluso richiamando al piano industriale dell’autorità e ai nuovi finanziamenti governativi destinati alla lotta contro il gioco illegale, con particolare attenzione alla dimensione fisica del fenomeno:
“L’investimento nel nostro lavoro di contrasto al gioco illegale è un’altra area importante. In tale ambito accogliamo con favore i 26 milioni di sterline di nuovi finanziamenti del Governo destinati a questa attività. Quei fondi coprono i prossimi tre anni e un ambito su cui ci consentiranno di investire, probabilmente per la prima volta in modo significativo, è il contrasto al gioco illegale fisico sul territorio. So che si tratta di un tema che questo settore prende estremamente sul serio – e altrettanto fa la Commissione. Ma per troppo tempo siamo stati frenati dalle nostre risorse. Da qui in avanti riteniamo che questi nuovi fondi ci offrano l’occasione di fare di più in questo ambito. Non significa che potremo risolvere i problemi da soli: avremo ancora bisogno di lavorare con altre autorità, come la polizia, ma ci sarà molto di più che potremo fare”. fp/AGIMEG










