Il Betting and Gaming Council (BGC) lancia l’allarme sulle possibili conseguenze occupazionali di ulteriori aumenti fiscali nel Regno Unito. Secondo l’associazione, un incremento della Machine Games Duty (MGD), l’imposta sugli apparecchi da gioco, potrebbe mettere a rischio migliaia di posti di lavoro, con ripercussioni soprattutto sui giovani e sulle comunità al di fuori di Londra.
Le agenzie di scommesse britanniche danno lavoro a oltre 36.000 persone. Più dell’80% degli occupati lavora fuori dalla capitale, nelle città di provincia, nelle ex aree industriali e nelle località costiere.
Giovani e donne: ecco chi lavora nelle agenzie di scommesse britanniche
Quasi un dipendente su cinque (19%) ha meno di 25 anni, contro l’11% della media nazionale. Gli under 35 rappresentano il 51% della forza lavoro del settore, rispetto al 35% registrato nell’economia britannica nel suo complesso.
Per molti giovani, le agenzie di scommesse rappresentano il primo ingresso nel mondo del lavoro. L’attività consente di acquisire competenze nel rapporto con i clienti, nella gestione del denaro e nell’assunzione di responsabilità, oltre a offrire opportunità di crescita professionale.
Le donne costituiscono la metà degli occupati. Il settore offre inoltre contratti regolari e turni che possono essere compatibili con le responsabilità legate alla cura dei figli e all’assistenza dei familiari.
Le stime di EY: con l’aliquota al 40% a rischio 1.500 agenzie e 34 casinò
Il BGC avverte che migliaia di questi posti di lavoro potrebbero essere a rischio se il governo aumentasse la MGD in occasione della prossima legge di bilancio.
Secondo le stime elaborate dalla società di consulenza EY, portare l’aliquota dell’imposta al 40% potrebbe comportare la perdita di fino a 16.000 posti di lavoro, mettere a rischio quasi 1.500 agenzie di scommesse e fino a 34 casinò. La misura potrebbe inoltre lasciare il Tesoro britannico con entrate inferiori fino a 124 milioni di sterline rispetto alle previsioni.
Tra i posti di lavoro potenzialmente a rischio, l’80% si trova fuori Londra e il 27% nel nord dell’Inghilterra. La percentuale sale a quasi il 40% includendo anche la Scozia.
Hurst (BGC): più tasse in contrasto con gli obiettivi del governo
“Le agenzie di scommesse britanniche danno lavoro a oltre 36.000 persone, più di otto occupati su dieci fuori Londra. Si tratta di posti di lavoro stabili nelle città di provincia, nelle ex aree industriali e nelle località costiere, molte delle quali nel nord del Paese, dove trovare opportunità può essere più difficile”, ha dichiarato Grainne Hurst, amministratrice delegata del Betting and Gaming Council.
Hurst ha sottolineato che quasi un dipendente su cinque ha meno di 25 anni e che oltre la metà degli occupati non ha ancora compiuto 35 anni. Per molti giovani, ha spiegato, il lavoro nelle agenzie rappresenta il primo impiego e un’occasione per costruire una carriera. La dirigente ha inoltre evidenziato che le donne costituiscono metà della forza lavoro del comparto.
Secondo Hurst, un ulteriore aumento delle imposte metterebbe a rischio migliaia di posti di lavoro, favorirebbe la chiusura di punti vendita e ridurrebbe le entrate fiscali. Le conseguenze, ha avvertito, si farebbero sentire anche nelle vie commerciali dei centri urbani, con la perdita di attività e opportunità occupazionali per giovani, genitori e persone impegnate nell’assistenza familiare.
La dirigente ha ricordato che, nella precedente legge di bilancio britannica, il Tesoro aveva riconosciuto il maggiore contributo occupazionale del gioco con presenza fisica. Secondo il BGC, aumentare ulteriormente la pressione fiscale sarebbe in contrasto con gli obiettivi del governo di favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro e rilanciare le vie commerciali delle città.
L’associazione chiede quindi al governo di escludere un aumento della MGD, valutare gli effetti degli incrementi fiscali già introdotti e fermare il previsto aumento della General Betting Duty, l’imposta sulle scommesse, programmato per aprile 2027.
Il settore ha già dovuto affrontare ulteriori aumenti fiscali, tra cui quello della Remote Gaming Duty, l’imposta sul gioco da remoto, portata al 40%.

Regno Unito, scommesse e gioco sostengono 109.000 posti di lavoro
Secondo i dati diffusi dal BGC, il settore regolamentato delle scommesse e del gioco nel Regno Unito sostiene complessivamente 109.000 posti di lavoro, contribuisce per 6,8 miliardi di sterline all’economia britannica e genera oltre 4 miliardi di sterline all’anno in entrate fiscali.
Le agenzie di scommesse contribuiscono inoltre con circa 140 milioni di sterline all’anno al finanziamento dell’ippica britannica. I membri del BGC destinano anche oltre 40 milioni di sterline annui a sostegno dello sport, compresi i finanziamenti alla English Football League (EFL) e al rugby league. Secondo l’associazione, ulteriori chiusure potrebbero avere conseguenze anche per il finanziamento dell’ippica e delle attività sportive. fp/AGIMEG

