“Le analisi delle risultanze investigative e giudiziarie delineano con chiarezza l’immagine di una ‘ndrangheta proteiforme, la quale si distingue per la pervicace vocazione affaristico‐imprenditoriale e per il ruolo di protagonista di rilievo nell’ambito del narcotraffico internazionale. (…) In Calabria, in particolare, sono stati riscontrati condizionamenti nella maggior parte dei segmenti produttivi e commerciali, con impatti rilevanti nei settori dell’imprenditoria edile, ortofrutticolo, dei giochi e delle scommesse online, dei servizi di pulizia, della grande distribuzione organizzata, del commercio di prodotti petroliferi, degli autotrasporti, nel settore turistico e in quello della gestione della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti urbani. Fuori dalla Regione, in particolare nelle aree del Nord Italia, le inchieste hanno evidenziato tentativi di infiltrazione nei settori turistico‐ alberghiero, edile, della ristorazione, degli autotrasporti locali, del commercio di prodotti petroliferi e lubrificanti, nonché in quelli tecnologico, delle materie plastiche e nella gestione dell’intera filiera dei rifiuti”. E’ quanto si legge nella Relazione sull’attività delle forze di polizia, sullo stato dell’ordine e della sicurezza pubblica e sulla criminalità organizzata (Anno 2024) presentata dal Ministro dell’interno Piantedosi al Senato.
“Cosa nostra e le altre organizzazioni mafiose siciliane costituiscono un fenomeno estremamente complesso, radicato nella storia e nella società dell’Isola. Le numerose operazioni di contrasto, condotte nel corso degli anni – che hanno visto la cattura di importanti latitanti e la continua aggressione da parte dello Stato ai patrimoni illeciti accumulati in decenni di attività criminale – hanno inciso significativamente sul potere di cosa nostra. (…) I principali interessi criminali includono il traffico di stupefacenti, che ha visto la capacità di instaurare relazioni e forme di cooperazione con altre matrici mafiose (‘ndrangheta e camorra) e soggetti stranieri per l’approvvigionamento della droga; le estorsioni costituiscono uno strumento tradizionale di controllo territoriale, oggi caratterizzate da modalità persuasive che evitano la violenza, limitandosi all’imposizione di forniture di beni, servizi e manodopera a prezzi maggiorati; il gioco e le scommesse online risultano strumenti funzionali al controllo del territorio e al riciclaggio dei capitali illecitamente accumulati. L’interesse mafioso si estende, altresì, ai settori dell’economia legale: si registrano l’infiltrazione nei processi decisionali degli enti locali, l’acquisizione diretta o indiretta di attività economiche tramite imprenditori compiacenti e prestanome e l’infiltrazione del comparto agro-alimentare mediante truffe finalizzate all’indebita percezione di finanziamenti pubblici destinati allo sviluppo agro-pastorale”, aggiunge.

“Di assoluto rilievo l’attività del Corpo della Guardia di Finanza, quale forza di polizia economico-finanziaria e giudiziaria a competenza generale. In particolare, nel contrasto al gioco e alle scommesse illegali, al fine di verificare il corretto adempimento delle prescrizioni recate dalle vigenti disposizioni fiscali, antiriciclaggio e di pubblica sicurezza, sono state irrogate sanzioni per oltre 10.6 milioni di euro, sono stati denunciati 378 soggetti, sono state individuate 345 agenzie clandestine ed è stata constatata una base imponibile evasa ai fini dell’imposta unica per circa 34.5 milioni di euro e, ai fini del prelievo erariale unico, per 38,9 milioni di euro L’azione della Guardia di Finanza in tale peculiare settore si sviluppa tramite controlli di natura amministrativa, svolti anche attraverso “Piani coordinati di intervento” eseguiti a livello nazionale, sia in forma autonoma sia in sinergia con le altre Forze di polizia e con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli nell’ambito del “Comitato di Alta Vigilanza per la prevenzione e repressione del gioco illegale, la sicurezza del gioco e la tutela dei minori””, continua.
“Il fenomeno del cyberbullismo rappresenta una delle sfide più complesse e insidiose nel panorama della sicurezza online, soprattutto per i minori. Il Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online (C.N.C.P.O.) è impegnato in prima linea nel contrastare questa forma di violenza digitale che si manifesta attraverso minacce, insulti, diffamazione, diffusione di contenuti privati e attacchi psicologici perpetrati sui social network, nelle principali piattaforme di comunicazione e nelle chat dei videogiochi online”, conclude.
Relazione sull’attività delle forze di polizia, sullo stato dell’ordine e della sicurezza pubblica e sulla criminalità organizzata anno 2023
“La ’ndrangheta si conferma, anche al di fuori del territorio di origine, un’organizzazione mafiosa insidiosa e molto pervasiva, capace di permeare i contesti territoriali ove proietta i propri interessi criminali, con l’intento di condizionarne le amministrazioni locali ed il tessuto economico-produttivo attraverso consolidate modalità corruttive e collusive. Nel tempo, la rilevante capacità di penetrazione le ha permesso di infiltrarsi non solo nel territorio di origine ma anche in contesti extraregionali e sovranazionali, ove ha esportato, replicandoli, struttura organizzativa e modus operandi. (…) Permane il persistente interesse delle ‘ndrine calabresi verso il settore del gioco e delle scommesse, quello sanitario e della c.d. green economy, nonché verso il ciclo dei rifiuti”, si legge nella Relazione sull’attività delle forze di polizia, sullo stato dell’ordine e della sicurezza pubblica e sulla criminalità organizzata anno 2023.
“A Catania, accanto alle articolazioni di cosa nostra, si rileva anche la contestuale operatività di altre distinte compagini a connotazione mafiosa. I principali interessi criminali delle consorterie siciliane si confermano il traffico di stupefacenti (con una progressiva propensione all’attivazione di canali di collegamento con elementi calabresi e campani), le estorsioni e l’usura, nonché il gioco e le scommesse online”, aggiunge.
“Le mafie pugliesi non sono strutturate come le tre principali associazioni mafiose, ma presentano una particolare caratura criminale sul territorio, come dimostrano le numerose azioni violente perpetrate nell’area del barese e del foggiano contro le amministrazioni pubbliche, le Forze dell’ordine ed i cittadini. Le compagini, contraddistinte da equilibri precari e reciproci contrasti, si distinguono, in base all’area geografica d’influenza, in mafia foggiana, camorra barese e, nel Salento, in sacra corona unita. Negli ultimi anni la criminalità organizzata pugliese ha dimostrato di esercitare un forte condizionamento del tessuto economico ed una crescente propensione ad una più evoluta infiltrazione dell’imprenditoria locale, strumentale al reimpiego dei capitali derivanti principalmente da narcotraffico, attività estorsive ed usura. Cointeressenze con consorterie albanesi ed esponenti dei cartelli sudamericani presenti nei Paesi Bassi attribuiscono, peraltro, ai sodalizi più strutturati accresciute disponibilità negli approvvigionamenti di cocaina e marijuana, determinandone, tanto a livello locale che sovranazionale, una rinnovata affidabilità nello specifico settore. Ad opera delle compagini maggiori si registra anche una significativa infiltrazione nel contesto politico-amministrativo, con particolare riguardo al settore dell’edilizia popolare, alla gestione dei rifiuti ed alle procedure di assegnazione dei contributi pubblici. Ulteriori ambiti di interesse criminale si confermano il comparto turistico, l’agroalimentare, quello dei giochi e delle scommesse illegali ed il contrabbando dei tabacchi lavorati esteri, prevalentemente destinati al mercato partenopeo”, continua.
“Anche la criminalità cinese appare molto attiva sul territorio nazionale. Gerarchicamente strutturata, è incentrata principalmente su relazioni familiari e solidaristiche. I diversi gruppi criminali, organizzati in strutture chiuse ed inaccessibili, solo occasionalmente si relazionano con organizzazioni criminali italiane. Grazie alle notevoli disponibilità finanziarie, i sodalizi cinesi sono dediti al traffico di merci contraffatte ed al contrabbando. Le principali attività illecite si concretizzano nella contraffazione, nel favoreggiamento dell’immigrazione clandestina per il conseguente sfruttamento della prostituzione e/o lavorativo, nella gestione dei giochi e scommesse e in reati finanziari. In particolare, è stato riscontrato che le organizzazioni in argomento dispongono di società di comodo intestate a prestanomi, talvolta con sede nei Paesi dell’Est Europa, che vengono messe a disposizione di imprenditori interessati alla contabilizzazione di costi fittizi e alla creazione di fondi neri”, prosegue.
“Di assoluto rilievo anche l’attività del Corpo della Guardia di Finanza, quale forza di polizia economico-finanziaria e giudiziaria a competenza generale. In particolare, nel contrasto al gioco e alle scommesse illegali, al fine di verificare il corretto adempimento delle prescrizioni recate dalle vigenti disposizioni fiscali, antiriciclaggio e di pubblica sicurezza, sono state irrogate sanzioni per oltre 6 milioni di euro, sono stati denunciati 327 soggetti, sono state individuate 248 agenzie clandestine ed è stata constatata una base imponibile evasa ai fini dell’imposta unica per circa 484 milioni di euro. L’azione della Guardia di Finanza in tale peculiare settore si sviluppa tramite controlli di natura amministrativa, svolti anche attraverso “Piani coordinati di intervento” eseguiti a livello nazionale, sia in forma autonoma sia in sinergia con le altre Forze di polizia e con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli nell’ambito del “Comitato di Alta Vigilanza per la prevenzione e repressione del gioco illegale, la sicurezza del gioco e la tutela dei minori”.

cdn/AGIMEG

