Nel corso del convegno “Giochi Legali: Albo Pvr e Limiti di ricarica”, sono intervenuti anche Bruscolotti, storico capitano del Napoli Calcio e gli avvocati Porfiri e Vergerio di Cesana, con contributi diversi ma accomunati da una posizione critica sulla normativa dei 100 euro e sulle sue conseguenze per il settore.
Sostegno al comparto e ruolo delle associazioni
Nel suo breve intervento, Bruscolotti ha sottolineato il valore del lavoro portato avanti dalle associazioni e dagli operatori del settore, evidenziando l’importanza della continuità nell’impegno: “Non possiamo mai mollare, ci sono professionisti validi che possono dare un contributo importante”, con un ringraziamento particolare a Pasquale Chiacchio per l’attività svolta.
Ricorsi e battaglie legali: “Norma senza base antiriciclaggio”
Più articolato l’intervento di Porfiri, che ha ricostruito il percorso legale intrapreso contro la misura: “Abbiamo fatto diversi ricorsi, alcuni sono ancora pendenti, altri sono arrivati fino al Consiglio di Stato”. Secondo quanto evidenziato, uno dei punti centrali riguarda la natura della norma: “Questo limite dei 100 euro non ha nulla a che vedere con l’anticiclaggio”, ha affermato, sottolineando come gli strumenti di controllo esistano già e operino attraverso segnalazioni e attività di verifica. Porfiri ha inoltre criticato l’impostazione generale della riforma: “Riordinare non significa svuotare un settore. Così si rischia di togliere contenuto invece che regolare”.
Dubbi su efficacia e approccio normativo

Nel suo intervento è emersa anche una riflessione più ampia sull’approccio adottato: “Non si può intervenire su un settore economico così rilevante senza un confronto reale e senza valutare gli effetti concreti”. Un passaggio che si collega al tema della percezione del comparto, spesso visto come marginale nonostante il contributo alla legalità e alle entrate pubbliche.
Profili di incostituzionalità e possibili sviluppi
Sul piano giuridico, Vergerio di Cesana ha posto l’accento sui possibili profili di illegittimità della norma: “Un settore può essere limitato solo in presenza di un motivo imperativo di interesse pubblico, ma in questo caso non emerge”. E ha aggiunto: “Il limite dei 100 euro non appare giustificato né sotto il profilo della normativa antiriciclaggio né sotto quello della tutela dell’interesse pubblico”. Sono in corso diversi contenziosi, con un’udienza di merito già calendarizzata al Consiglio di Stato nei prossimi mesi.
Le possibili azioni: nuove iniziative cautelari
Tra le ipotesi avanzate, anche quella di un nuovo intervento in sede cautelare: “Si potrebbe chiedere la sospensione dell’efficacia delle norme tecniche prima della loro piena operatività”, con l’obiettivo di evitare effetti immediati sul settore. Un altro elemento ritenuto rilevante riguarda il coinvolgimento più ampio degli operatori: “È importante dimostrare che dietro queste norme c’è un’intera filiera economica e occupazionale”. sb/AGIMEG

