Imprese: Pugliesi racconta l’Italia dei 50enni che apre ai giovani. “Grazie a diffusione di aziende con marchio esclusivamente italiano”

In Italia la fascia d’età 50-69 anni rappresenta una quota significativa degli imprenditori, con circa il 44% dei titolari di impresa, e spesso sono quelli che creano più lavoro nel nostro Paese. Questa tendenza – spiega una nota – è particolarmente marcata sia nel settore industriale che nei servizi. Nonostante lo stereotipo che ogni tanto associa l’imprenditoria ai giovani, gli over 50 stanno dimostrando che l’esperienza e la competenza acquisite nel tempo sono fondamentali per avviare e gestire nuove attività, contribuendo in modo significativo alla creazione di posti di lavoro. Perché gli imprenditori over 50 sono importanti per l’economia italiana:

Esperienza e competenza: gli imprenditori over 50 portano con sé anni di esperienza e competenze specifiche, che possono essere fondamentali per il successo di nuove iniziative imprenditoriali.

Creazione di posti di lavoro: molti imprenditori over 50 decidono di avviare nuove attività o di trasformare hobby in business, contribuendo alla creazione di posti di lavoro e all’innovazione nel mercato.

Contrasto alla disoccupazione: l’imprenditorialità over 50 può essere una risposta efficace alla disoccupazione, specialmente in un contesto in cui la crisi economica ha colpito duramente alcune fasce d’età.

Innovazione: gli imprenditori over 50, con la loro esperienza e le loro competenze, possono portare nuove idee e approcci innovativi al mercato.

Esempi di iniziative imprenditoriali avviate da imprenditori over 50:

Startup innovative: molti imprenditori over 50 si stanno lanciando nel mondo delle startup, portando la loro esperienza a servizio di nuove idee imprenditoriali, spesso legate a settori come la tecnologia, la sostenibilità e la salute.

Attività nel settore dei servizi: gli imprenditori over 50 possono trovare nuove opportunità nel settore dei servizi, come ad esempio attività di consulenza, formazione, assistenza agli anziani, o servizi di manutenzione e riparazione.

Da una parte, quindi, l’Italia si piazza al secondo posto in Ue per numero di imprenditori under 35; dall’altra, detiene la maglia nera per quantità di giovani inattivi, ovvero coloro tra i 25 e i 34 anni che non studiano, non lavorano e neppure cercano un’occupazione. Uno “spreco assurdo“: così venivano descritti i giovanissimi italiani. Oggi, invece, guardandoci intorno, vediamo molti giovani, nonostante le difficoltà, che hanno idee, voglia di lavorare e creare impresa attraverso tutto ciò che il nostro Paese offre, specialmente nel settore commerciale e di valorizzazione dei prodotti Made in Italy, fornendo loro una formazione che permette di poter crescere, entrare nel mondo del lavoro e valorizzare i loro sogni.

Dove l’ambiente è favorevole all’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, i risultati non si fanno attendere. “È motivo di orgoglio per tutti gli italiani che il nostro Paese sia sul podio per numero di giovani imprenditori. Ma non dobbiamo accontentarci”, dichiara Paolo Pugliesi, Brand Owner, imprenditore romano di ‘appena‘ 50 anni. Partito da una borgata di Roma ha costruito un’azienda che crea opportunità di lavoro: “Da piccolo vendevo al mercato i tovaglioli di carta, e ho sempre avuto la necessità e l’orgoglio di crescere, per poter dare ai miei figli ciò che io non ho potuto avere. Ho continuato a crederci, a investire su me stesso e oggi, con la mia esperienza e la fatica, ho imparato che per trasmettere passione e obiettivi nel lavoro ai giovani, è fondamentale creare un ambiente stimolante e valorizzante, che promuova la crescita personale e professionale, la condivisione di valori e la collaborazione. I giovani cercano un lavoro che dia loro un senso di realizzazione, che permetta di esprimere la propria creatività e che contribuisca a un impatto positivo sulla società”.

Un imprenditore che crea lavoro – continua il comunicato – deve saper trasmettere ai giovani dei punti chiave:

Crea un ambiente di lavoro positivo e inclusivo: favorire la collaborazione, il rispetto reciproco e la diversità generazionale e di genere.

Definisce insieme obiettivi chiari e stimolanti: aiutare i giovani a comprendere il valore del loro lavoro e come il loro contributo si inserisca in un contesto più ampio.

Offre opportunità di crescita e sviluppo: investire nella formazione, nel mentoring e nel coaching, affinché i giovani possano acquisire nuove competenze e avanzare nella loro carriera.

Incoraggia la creatività e l’innovazione: permettere ai giovani di sperimentare, proporre nuove idee e trovare soluzioni originali.

Promuove l’equilibrio tra vita privata e lavoro: riconoscere l’importanza del benessere personale e della qualità della vita, creando un ambiente che favorisca il giusto equilibrio.

Condivide i valori e la missione dell’azienda: aiutare i giovani a comprendere il significato del loro lavoro e a sentirsi parte di qualcosa di più grande.

Cerca di essere un modello: mostrare passione e impegno nel lavoro, ispirando i giovani a fare lo stesso.

Valorizza il contributo di ogni individuo: riconoscere e premiare i successi, incoraggiando un senso di appartenenza e di orgoglio.

Ascolta le loro idee e le loro esigenze: coinvolgere i giovani nel processo decisionale e creare un ambiente in cui si sentano liberi di esprimere le loro opinioni.

Sottolinea l’importanza della dignità del lavoro: ricordare che il lavoro non è solo un mezzo per guadagnare, ma anche un’opportunità per crescere, contribuire alla società e trovare soddisfazione personale.

“Questo è ciò che trasmetto ai miei collaboratori, che giornalmente seleziono e invito a colloqui. Oggi sono pronto a continuare a investire, impegnarmi e sostenere questo passaggio di testimone tra generazioni, in modo che non vada perso ciò che fa parte del nostro Made in Italy: la tradizione del prodotto e la tradizione del nostro tessuto imprenditoriale, elementi fondamentali per i giovani, ma anche per il sistema Paese” conclude Pugliesi. lp/AGIMEG