Home Attualità Commissione UE: “Pubblicità gioco resta competenza dei singoli Stati”

Commissione UE: “Pubblicità gioco resta competenza dei singoli Stati”

Commissione EuropeaCommissione Europea

Discussione oggi alla Commissione Europea in materia di pubblicità e gioco. In particolare, la Commissione per le Petizioni (PETI) del Parlamento europeo ha affrontato due petizioni dedicate al contrasto della ludopatia e alla regolamentazione del settore del gioco. Si tratta del documento di Michalis Iona (cipriota) sul divieto di pubblicità delle società di gioco e di Giovanni Fiorillo (italiano) sulla tutela dei cittadini dell’UE dalla dipendenza dal gioco.

Le petizioni in discussione

Tra le due petizioni, la prima chiedeva il divieto della pubblicità del gioco, ritenuta sempre più invasiva e dannosa per giovani, anziani e soggetti vulnerabili. Secondo il ricorrente, eliminare la promozione del gioco contribuirebbe a prevenire comportamenti compulsivi e a tutelare chi sta affrontando un percorso di recupero dalla dipendenza.

La seconda petizione denunciava l’insufficienza delle misure adottate dai governi europei per contrastare la ludopatia. Fiorillo sostiene che la crescita del gioco online abbia favorito un aumento dei casi di dipendenza e chiede regole più severe, maggiori tutele per i giocatori patologici, interventi sanitari più efficaci e sistemi di risarcimento e assistenza sociale per le vittime.

La risposta dell’UE

La Commissione Europea ha richiamato la direttiva sulle pratiche commerciali sleali, che vieta pubblicità in grado di influenzare le decisioni dei consumatori, soprattutto se vulnerabili. Questa direttiva potrebbe essere applicata anche al settore del gioco, secondo l’UE.

Poi, la Commissione ha citato la Legge sull’equità digitale che dovrebbe vedere la luce entro fine anno. Anche questa legge potrebbe essere applicata al settore del gioco, soprattutto nella parte in cui vieta messaggi ingannevoli da parte di social e influencer.

La risposta ha anche richiamato il Digital Services Act e la direttiva sui Servizi di media audiovisivi. Inoltre, la Commissione ha ricordato sia che i minori non possono essere destinatari di pubblicità personalizzate sia che la tutela della salute mentale di minori, adolescenti e giovani rappresenta una delle priorità.

Infine, al termine del dibattito, è stato decretato che eventuali decisioni specifiche sulla pubblicità del gioco restano competenza di ogni singolo Stato e che la questione sarà comunque oggetto di confronto con gli Stati membri. lb/AGIMEG

Exit mobile version