Cresce in Nord America la pressione sui prediction market. Negli Stati Uniti, il New Jersey ha chiesto alla Corte Suprema di stabilire chi debba regolamentare i contratti collegati agli eventi sportivi. In Canada, invece, le società provinciali di lotterie sollecitano restrizioni e garanzie più severe per prodotti che, a loro giudizio, presentano caratteristiche sostanzialmente assimilabili alle scommesse.
Le due iniziative hanno presupposti giuridici differenti, ma convergono su un punto centrale: la contestazione della possibilità che contratti basati sull’esito di eventi sportivi vengano offerti come prodotti finanziari, sottraendosi alle norme, alle licenze e ai controlli previsti per il gioco.
Il New Jersey porta il caso dei prediction market alla Corte Suprema
Il New Jersey ha presentato il 2 settembre una richiesta alla Corte Suprema degli Stati Uniti per ottenere il riesame della controversia sulla natura dei contratti sportivi offerti da piattaforme come Kalshi. Se la Corte Suprema accoglierà il ricorso, sarà chiamata a stabilire se questi prodotti siano “swap” regolamentati a livello federale dalla Commodity Futures Trading Commission oppure scommesse soggette alle leggi dei singoli Stati.
Lo Stato chiede di ribaltare la decisione assunta ad aprile dalla Corte d’Appello federale del Terzo Circuito. Con una maggioranza di due giudici contro uno, la Corte aveva riconosciuto alla CFTC una competenza esclusiva sui contratti sportivi di Kalshi, impedendo al New Jersey di applicare la propria normativa sul gioco.
Il quadro è però cambiato con la recente decisione della Corte d’Appello del Nono Circuito nella controversia tra Kalshi e il Nevada. In quel caso, i tre giudici hanno stabilito all’unanimità che i contratti sugli eventi sportivi non possono essere considerati swap finanziari e possono quindi essere sottoposti alle regole statali sul gioco.

Il contrasto tra le due Corti federali riguarda direttamente il futuro di un settore in rapida espansione. Secondo il New Jersey, consentire alle piattaforme di operare su scala nazionale sotto la sola vigilanza della CFTC rischierebbe di aggirare le normative statali sulle scommesse e le misure poste a tutela dei consumatori.
La vicenda segue la recente pronuncia favorevole al Nevada, già approfondita da AGIMEG nell’articolo sulla decisione che ha qualificato i contratti sportivi di Kalshi come scommesse.
Kalshi sostiene invece di gestire un mercato finanziario nazionale e ritiene incompatibile la propria attività con la supervisione di cinquanta diversi regolatori statali. La società continua quindi a rivendicare la competenza federale esclusiva della CFTC.
Canada, le lotterie provinciali chiedono maggiori restrizioni
Anche in Canada aumenta l’attenzione nei confronti dei prediction market. La Canadian Lottery Coalition, che rappresenta organizzazioni pubbliche del gioco e delle lotterie attive in sette province, si è registrata per svolgere attività di interlocuzione con le autorità provinciali.
Le società chiedono controlli più severi sui contratti disponibili attraverso alcune piattaforme di investimento, sostenendo che i prodotti collegati agli eventi sportivi e di intrattenimento siano difficilmente distinguibili dalle scommesse e debbano essere accompagnati da ulteriori garanzie.
L’iniziativa arriva dopo il chiarimento pubblicato il 27 agosto dai Canadian Securities Administrators e dalla Canadian Investment Regulatory Organization. Nel documento ufficiale sui contratti legati agli eventi, le autorità hanno precisato che quelli basati su risultati sportivi o di intrattenimento non dovrebbero essere regolamentati nell’ambito della normativa sui titoli e sui derivati.
La CIRO ha inoltre chiarito di non considerare appropriato agevolare o approvare le richieste presentate dai propri intermediari aderenti per negoziare questa tipologia di contratti. L’esclusione dei prodotti sportivi e di intrattenimento dalla disciplina finanziaria non determina automaticamente la loro classificazione come gioco, ma lascia aperta la questione del quadro normativo applicabile.
Il nodo comune: prodotti finanziari o scommesse?
Il confronto in corso negli Stati Uniti e in Canada ruota attorno alla stessa questione: stabilire se puntare denaro sull’esito incerto di un evento sportivo possa essere considerato uno scambio finanziario o debba essere trattato come una scommessa.
Negli Stati Uniti la risposta potrebbe arrivare dalla Corte Suprema, qualora i giudici decidessero di esaminare il ricorso del New Jersey. In Canada, invece, il confronto si sposta ora verso le autorità provinciali, chiamate a valutare quali regole e tutele applicare a prodotti esclusi dal perimetro della regolamentazione finanziaria. sb/AGIMEG

