Valle d’Aosta: via libera al disegno di legge “Divieto di apertura di spazi per il gioco d’azzardo sul territorio regionale”. Tra i luoghi sensibili inseriti anche luoghi di culto, istituti di credito, sportelli bancomat, esercizi di compravendita di oro e oggetti preziosi

E’ stato discusso e approvato all’unanimità dal Consiglio Regionale della Valle d’Aosta il disegno di legge “Divieto di apertura di spazi per il gioco d’azzardo sul territorio regionale”. “E’ un tema che sta a cuore a tutti che ha ripercussioni sul sociale, sulla sicurezza, sull’ordine pubblico, sulla spesa sanitaria. Questo problema è legato alla diffusione capillare del gioco per i cittadini. Il primo intervento legislativo in materia della nostra Regione risale al 2015. E’ stato un intervento che prevedeva la prevenzione, il contrasto e il trattamento della dipendenza. L’ultimo intervento è stato una delibera del 4 giugno 2018. Durante l’approvazione della prima legge c’era stato un dibattito, da una parte azioni di prevenzione e premialità per gestori che intendevano rinunciare agli apparecchi, dall’altra più severa che si rifaceva alla realtà del Comune di Bolzano con norme restrittive. A distanza di quattro anno per due volte di seguito nell’arco di pochi mesi legiferiamo con finalità più stringenti su questo tema. Siamo intervenuti per contenere la diffusione capillare. Andando a diminuire i posti in cui giocare, distanziandoli da ulteriori luoghi sensibili, come bancomat e compro oro e prendendo in considerazione tutto il territorio e garantendo l’applicazione uniforme della legge e spezzando la continuità temporale. Il nostro è un giudizio favorevole rispetto al testo finale. Capiamo le riserve del mondo imprenditoriale, ma riteniamo che questo provvedimento sia giustificato dalla pervasività di un fenomeno che vogliamo contrastare, mantenendo e incrementando attività di informazione, formazione e prevenzione soprattutto verso i giovanissimi”. E’ quanto ha detto nel corso dell’ultimo Consiglio Regionale in Valle d’Aosta, Patrizia Morelli (Alpe). Alessandro Nogara (UVP) ha aggiunto: “C’è stato un lavoro corale, dove ci si è confrontati su un problema importante. Con questa legge abbiamo fatto un passo importante. Come legislatori dobbiamo lavorare su tutte le dipendenze. Sono fiero di aver contribuito alla stesura di questa legge che porterà ad un miglioramento della società valdostana”. “Ringrazio tutti i commissari della V Commissione, c’è stata un’ottima discussione. Sono stati numerosi gli interventi di tutti i consiglieri. La problematica è stata molto sentita da tutti. Diamo risposte concrete a questo fenomeno. Ringrazio anche tutti gli attori che hanno permesso di arrivare a questa modifica di legge, tutte le persone che abbiamo audito. La V Commissione ha creato due emendamenti per non lasciare ombre con l’ultima legge approvata nel 2018. Con il primo emendamento sono stati aumentati punti sensibili, con luoghi di culto, istituti di credito, sportelli bancomat, esercizi di compravendita di oro e oggetti preziosi. Questi punti sono stati aggiunti a quelli già in essere. Gli esercizi si dovranno adeguare, ad una distanza di 500 metri, entro il 1° settembre 2019. Il secondo emendamento chiarisce il fatto degli orari che entreranno dal 1° giugno 2019 con le restrizioni della legge approvata nel 2018. Questa legge va in maniera definitiva a regolamentare una serie di problematiche già evidenziate”, ha detto Luca Bianchi (UV). Chiara Minelli (RC AC) ha continuato: “La V Commissione ha elaborato un testo molto più elaborato rispetto a quello di partenza, a mio avviso un po’ scarno. Il lavoro che è stato fatto dimostra che tutti i consiglieri avevano un obiettivo comune, che era quello di dotarsi di una normativa per risolvere la situazione in cui verte la nostra Regione. Anche noi abbiamo ascoltato gli interventi , ma il legislatore ha il dovere di tutelare la salute dei cittadini. La Valle d’Aosta avrà una legge fra le più severe e serie sul territorio nazionale con il gioco d’azzardo. Credo che questa legge nasca in una giornata importante, quella nazionale di contrasto alle mafie”. “E’ una buona legge, il suo cammino sarà la sua attuazione pratica. Ai vigili urbani vengono chieste sempre maggiori competenze”, ha detto Giovanni Barocco (UV). L’assessore Mauro Baccega (UV) ha replicato: “Dobbiamo promuovere buoni e sani stili di vita. Qualcuno dice che spegnere le slot non è la soluzione all’azzardopatia, rispondiamo che è un primo passo importante. E’ un testo che nasce a favore di studenti e famiglie e non per favorire qualcuno. Dobbiamo costruire intorno a questo progetti che contribuiscono all’informazione e alla prevenzione”. L’assessore Laurent Vierin (UVP) ha detto: “La legge va a normare l’intero territorio regionale, e dà un segnale positivo che va anche al di là dei nostri confini”. Il testo prevede: “Al comma 1 dell’articolo 4 della l.r. 14/2015, le parole: “o da strutture ricettive per categorie protette e ludoteche per minori” sono sostituite dalle seguenti: “, da strutture ricettive per categorie protette e ludoteche per minori, da istituti di credito e sportelli bancomat, da esercizi di compravendita di oro e oggetti preziosi usati, nonché da luoghi di culto”. Il comma 3 dell’articolo 4 della l.r. 14/2015, è sostituito dal seguente: “3. L’apertura al pubblico e il funzionamento delle sale da gioco e degli spazi per il gioco sono consentiti esclusivamente nelle seguenti fasce orarie giornaliere: dalle ore 10.00 alle ore 12.00, dalle ore 14.00 alle ore 16.00, dalle ore 18.00 alle ore 20.00 e dalle ore 22.00 alle ore 24.00. I Comuni possono articolare in termini più restrittivi gli orari di apertura e di chiusura degli stessi”. Aggiunge poi: “La mappa dei luoghi sensibili, come individuati ai sensi dell’articolo 4, commi 1 e 2, evidenzia le aree di interdizione dal gioco d’azzardo attraverso la delimitazione di aree circolari aventi raggio pari a 500 metri, ovvero pari alla distanza maggiore eventualmente prevista dai singoli Comuni, tracciato dall’ingresso considerato principale del luogo sensibile. Sono altresì considerati ricompresi nelle aree di interdizione gli immobili il cui perimetro è lambito dalle circonferenze individuate. I Comuni provvedono a redigere e aggiornare l’elenco dei luoghi sensibili e localizzano l’ingresso principale dei medesimi tramite il sistema regionale delle conoscenze territoriali (SCT), ai fini della creazione delle aree di interdizione di cui al comma 1. I dati risultanti, elaborati in modo automatico, sono pubblicati a cura della struttura regionale competente in materia di cartografia. La Regione provvede a supportare i Comuni nell’inserimento dei dati di cui al comma 2 attraverso la predisposizione di un geonavigatore dedicato, facente parte integrante del sistema regionale delle conoscenze territoriali (SCT).” Poi ancora: “Entro 40 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, i Comuni provvedono agli adempimenti di cui all’articolo 4bis, comma 2, della l.r. 14/2015, introdotto dall’articolo 3. Entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, i Comuni adeguano i rispettivi regolamenti alle disposizioni di cui alla legge medesima. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi dell’articolo 31, comma terzo, dello Statuto speciale per la Valle d’Aosta ed entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione”. cdn/AGIMEG