Il Portogallo ha presentato in Commissione Europea un disegno di legge sulla tutela dei minori negli ambienti digitali. Il periodo di stand still terminerà il prossimo 29 dicembre 2026.
Il normativa introduce un’età minima per l’accesso alle piattaforme, la verifica dell’età, il consenso dei genitori e lo stop al “design d’impatto e additivo” per difendere la salute mentale dei più giovani.
Una stretta per tutelare bambini e adolescenti sul web
Il Portogallo si appresta a varare una normativa per contrastare i rischi legati alla permanenza precoce e incontrollata dei minori nell’ambiente digitale. Il Progetto di Legge n.º 398/XVII/1ª introduce un insieme di misure rigorose volte a proteggere i bambini e i ragazzi fino ai 15 anni compiuti dai pericoli di social media, app e piattaforme online.
Il testo risponde all’urgente necessità di colmare un vuoto normativo e frenare l’impatto negativo che l’uso compulsivo delle tecnologie sta generando sul benessere psicofisico e sullo sviluppo cognitivo delle giovani generazioni.
Chi riguarda la nuova legge: ambiti e piattaforme coinvolte
Il nuovo regime giuridico si applicherà a tutti i fornitori di servizi digitali accessibili ai minori residenti in Portogallo, indipendentemente dal paese in cui la società ha la sede legale.
I servizi interessati
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Social network, piattaforme di giochi online e scommesse.
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Servizi di condivisione di immagini e video e hosting di contenuti.
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App di comunicazione e store di applicazioni.
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Fornitori di contenuti soggetti a restrizioni di età, con particolare riferimento a contenuti violenti, a sfondo sessuale o che generano dipendenza.
Le eccezioni previste
Restano escluse dall’ambito di applicazione della legge alcune categorie specifiche:
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Servizi di comunicazione elettronica interpersonale (regolati dalla normativa sulle comunicazioni).
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App e giochi online di carattere informativo o pedagogico appositamente progettati per i bambini.
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Piattaforme destinate esclusivamente alla diffusione di contenuti di manifesto interesse pubblico, in particolare nell’ambito della salute e dell’istruzione.
Le novità principali: età minima, verifica e protezione “by design”
Il progetto di legge interviene sia sulle regole di accesso sia sulla struttura tecnica delle piattaforme, imponendo la massima sicurezza per impostazione predefinita (safety by design).
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Limiti di età e consenso genitoriale: Sotto i 13 anni l’accesso ai servizi regolamentati è vietato. Tra i 13 e i 15 anni, l’accesso sarà consentito unicamente con il consenso espresso e verificato dei genitori o di chi ne fa le veci.
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Verifica dell’età sicura e riservata: Le piattaforme dovranno implementare sistemi di verifica dell’età trasparenti ed efficaci. Per garantire la privacy, la legge promuove soluzioni tecnologiche come credenziali digitali pubbliche, sistemi interoperabili a livello europeo e tecniche zero-knowledge per la tutela dei dati personali.
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Disattivazione del design additivo per gli under 16: Per gli account dei minori di 16 anni, le piattaforme dovranno disattivare di default le funzionalità che stimolano l’uso compulsivo. Tra queste:
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Riproduzione automatica dei video e infinite scrolling.
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Algoritmi di raccomandazione aggressivi e notifiche non essenziali.
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Meccanismi di gamification e metriche di gradimento sociale (come i “like”).
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Profilo pubblico e ricercabilità di default.
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Prevenzione di adescamento e violenza digitale: Vengono introdotte norme e sanzioni severe per prevenire il cyberbullismo, la manipolazione emotiva, l’adescamento online e la violenza digitale. L’applicazione e la vigilanza saranno affidate ad autorità di supervisione competenti.
Le motivazioni scientifiche e il quadro normativo europeo
La proposta di legge si fonda su una vasta letteratura scientifica e su dati istituzionali. Studi di rilievo internazionale, come il Health Behaviour in School-aged Children (HBSC) condotto dall’OMS su circa 280.000 giovani, indicano che l’11% degli adolescenti mostra un uso problematico dei social media e il 12% è a rischio di gioco digitale compulsivo. A questi dati si aggiungono gli allarmi dell’UNESCO relativi a depressione, ansia, disturbi del sonno, calo del rendimento scolastico e cyberbullismo.
Dal punto di vista giuridico, l’iniziativa attua l’articolo 69 della Costituzione Portoghese (che impone allo Stato la protezione speciale dell’infanzia) e si inserisce nello spazio di intervento che il Digital Services Act dell’Unione Europea (Regolamento UE 2022/2065) lascia agli Stati membri per la tutela specifica dei minori.
Questa risposta normativa proporzionata, mirata e basata sul rischio garantisce che la priorità resti la salute mentale e la sicurezza dei più piccoli, senza impedire loro di cogliere le opportunità educative del web. cdn/AGIMEG










