Audizione Cafiero De Raho (proc. Antimafia), ecco le domande della Commissione. Mantero (Misto): “Il gioco crea dipendenza come la droga. Controlliamo con il ‘tesserino’ del giocatore”. Endrizzi (M5S): “Mettere un limite alle giocate che aumenta con il diminuire del reddito”

“Cosa dovrebbe fare il legislatore per rendere più efficace il contrasto al gioco illegale? Lei ha proposto l’estensione del monitoraggio a tutti gli operatori economici che si occupano di gioco: quanto servirebbe un concerto globale per contrastare il fenomeno? Quanto possiamo fare noi parlamentari, e quanto l’UE?”. Lo ha chiesto il Sen. Andrea Cangini (FI), nell’audizione in Senato al procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho.

“In tutto questo, in tema di controllo, vi è un tema di protezione della privacy, quali sono i rapporti con il garante della privacy?”, ha chiesto invece il senatore Mauro Marino (Presidente Commissione inchiesta gioco pubblico del Senato).

“In merito agli aspetti deleteri del gioco, come il tema dell’usura che persiste nelle sale scommesse, in certi contesti la delinquenza organizzata trova un clima favorevole. A fronte di cio’, tuttavia, quali possono essere le risposte del legislatore? Quelle delle restrizioni sul gioco, che è la prima strada che si potrebbe percorrere, ma che non condivido, o quella dei maggiori controlli? Forse questa seconda linea è preferibile”, ha affermato il Sen. Andrea De Bertoldi (FdI).

“La tessera sanitaria, che non condivido, oggi necessaria per il gioco, non è già una forma che dovrebbe permettere di monitorare il giocatore? Le restrizioni introdotte dalla tessera sanitaria discriminano anche i cittadini europei, in quanto uno straniero in vacanza in Italia non può giocare, quando invece basterebbe un’identificazione attraverso carta di identità o passaporto. Questo aspetto, non ritiene possa essere un incentivo al gioco clandestino? Inoltre chi non puo’ giocare con la tessera sanitaria, gioca online su siti illegali. A suo parere, infine, vi è un nesso tra riduzione gioco fisico a causa dei distanziometri regionali che io reputo assurdi e l’aumento del gioco illegale?”.


“Ho molto apprezzato gli spunti della relazione del procuratore De Raho, soprattutto gli aspetti sociali della questione, riconoscendo che oggi il comparto legale viene ibridato da consorterie mafiose, utilizzato come veicolo per dirottare le puntate su circuito illegale”. Lo ha detto il Sen. Giovanni Endrizzi (M5S). “Sono dell’idea che i controlli siano essenziali, ma vorrei che si collaborasse con i soggetti della filiera per rendere più efficaci i controlli attraverso strumenti che rendano il sistema concessorio più utile ed efficace. Ho dubbi sul fatto che la capillarità dell’offerta possa superare determinati livelli: forse invece dovremmo mettere un limite alla propensione al gioco azzardo, che aumenta al diminuire del reddito. E’ interesse della criminalità utilizzare il gioco come controllo sociale o come elemento strategico per altre forme di arricchimento, come l’usura”.

“Lei denunciò il fenomeno del match fixing e la necessità di togliere dalle scommesse la possibilità di puntare sulle categorie minori, dove a volte abbiamo scoperto interessi delle mafie nella gestione diretta delle società sportive. Perché questo monito non è stato recepito?”, ha chiesto ancora il senatore Endrizzi. “Sul betting exchange, che risultanze ha dal suo punto di osservazione e dalle sue banche dati? In merito alla diminuzione delle segnalazioni di operazioni sospette, se ci riferiamo al volume complessivo della raccolta, nel 2020 ci fu un calo legato alle chiusure per pandemia, ma se ci riferiamo all’online è aumentato”.

“L’aumento smisurato del gioco nel nostro Paese è stato giustificato dalla necessità di drenare il gioco illegale, dando così vita ad un fenomeno devastante dal punto di vista sociale ed economico, in quanto l’azzardo crea dipendenza come le sostanze stupefacenti”. Lo ha detto il Sen. Matteo Mantero (Misto). “Si è allargato questo fenomeno per toglierlo dalle mani delle mafie, ma da quanto si evince dalla relazione del procuratore De Raho questo intento è stato frustato del tutto, non c’è un limite chiaro tra gioco legale e illegale, la criminalità ha infiltrato abbondantemente il gioco legale, gestendo sale legali ed utilizzandole per riciclare denaro. Quindi l’aumento dell’ offerta di gioco ha aumentato i profitti della criminalità. Lei ritiene che il tesserino del giocatore per poter avere un controllo sulle modalità di gioco dei soggetti a rischio, con la possibilità di essere utilizzato come autolimitazione, possa essere interessante per limitare lo sfruttamento da parte della criminalità?”.

“Lei ha fatto riferimento al quadro europeo, quali strutture di indagine o organizzative del gioco legale a livello UE possono da noi essere attenzionate come esempio positivo?”, ha chiesto invece il Sen. Stefano Candiani (Lega). “Anni fa in commissione, durante l’audizione del procuratore di Catania, uscì l’affermazione che la procura aveva notizie di reato ma non vi erano strumenti internazionali per poterla perseguire. Anche nel gioco vi è questo tipo di problema? Servirebbero altri strumenti giuridici o sono sufficienti quelli che avete?”

“Lei ci ha detto che le chiusure hanno potuto facilitare le consorterie mafiose, ma sono interessato a sapere se ci sono dati effettivi di analisi che portano a dimensionare l’effetto del lockdown o interventi normativi locali che possano aver ridotto il mercato a vantaggio della criminalità”, ha chiesto ancora il senatore Endrizzi (M5S). “Tra l’altro non ho evidenza che la legge del Piemonte ad esempio abbia favorito l’illegalità”.

“Le maggiori difficoltà incontrate nel controllo sono con le società estere e non con le italiane, se le società di gioco fossero tutte italiane vi sarebbe maggiore controllo?”, chiede ancora il senatore De Bertoldi (FdI). “Cosa potrebbe suggerire al legislatore per controllare al meglio il gioco online illegale?”. cr/AGIMEG