PVR, Pastorino (STS): “Con l’esplosione dei PVR e regole poco chiare, rischio “confusione” tra online e gioco fisico”

“Parto dal tema delle regole, parlando del riordino del settore. Mi chiedo cosa intendiamo oggi con il termine riordino. Una decina di anni fa le prime Regioni si sono mosse andando a regolare il settore del gioco in competizione con il Regolatore statale, sfruttando una sovrapposizione di competenze e con l’intento di voler tutelare la salute.

Poi sono arrivati anche i sindaci, tutto senza avere una prospettiva. Passati i primi momenti in cui il dialogo è stato difficile, siamo riusciti a trovare comunque soluzioni che consentissero al settore di sopravvivere. Contestualmente si è iniziato a parlare di riordino, con l’idea di contestualizzare i punti vendita, che il gioco dovesse essere destinato a determinate categorie professionali, quindi con meno gioco e più tutela alla salute.

L’idea di riordino era tutta concentrata sulla rete terrestre. Tuttavia, nel 2022 non è più così. Nel 2019 il gioco fisico raccoglieva 74 miliardi di euro, il gioco online invece 36. Post-pandemia, nel 2021, la raccolta del gioco terrestre è passata a 44 miliardi, mentre il gioco online è arrivato a 67 miliardi. Questo ha avuto e avrà conseguenze. Il settore non era infatti perfettamente regolamentato”.

E’ quanto ha detto Giorgio Pastorino, Presidente nazionale del Sindacato Totoricevitori Sportivi in occasione dell’evento organizzato da Formiche e IGT “Giocare da grandi, analisi prospettive e scenari del settore del gioco pubblico”.

“Il mercato cambia, si adegua e va avanti. Le società di gaming hanno cercato di agevolare l’esplosione dell’online durante la pandemia e hanno aperto i PVR, i Punti Vendita Ricariche. Ma a causa di regole nebulose, qualcuno è passato a pagare le vincite ed altri hanno messo pc per giocare. Oggi rischiamo una sovrapposizione tra punto fisico che ha le concessioni e autorizzazioni di polizia e un’altra rete che dovrebbe invece dedicarsi all’online. Oggi quindi il termine riordino non deve solo rivolgersi alle attività terrestri ma a tutto il mondo del gaming”, ha aggiunto.

“Il cambiamento deve essere visto come un’opportunità, ma all’interno di regole ben chiare. Il rischio è che a quello che già esisteva e che non siamo ancora riusciti del tutto a regolare, si aggiungano decine di migliaia di punti che invece non esistevano.

Dobbiamo dare delle regole precise e dei limiti che separino seriamente il gioco fisico da quello online. Altrimenti il rischio è di portare il settore alla distruzione. Svuotiamo poi di significato le concessioni terrestri. Infine, il gioco fisico ancora oggi fornisce la maggior parte delle entrate erariali. I giocatori, invece, tendono a spostarsi su siti web dove la restituzione delle vincite è molto elevata.

E’ necessario che il settore non vada avanti per conto proprio. Dobbiamo arrivare a una riorganizzazione completa. Lo trovo molto difficile, il prodotto gioco è molto complicato. Le regole dobbiamo farle adesso. Non vorrei che si arrivi a una sanatoria anche per i PVR. Per il nostro settore è già successo una volta. Dobbiamo portare la tecnologia nei nostri punti vendita fisici, cercare di renderli più smart arrivando ad un’interazione tra gioco fisico e digitale rimanendo nel punto fisico”, ha concluso. cdn/AGIMEG