Paddy Power Betfair dovrà pagare 2 milioni di sterline a seguito di un’indagine della Gambling Commission del Regno Unito che ha rilevato gravi carenze nella responsabilità sociale legate all’interazione con i clienti.
La somma riguarda un accordo transattivo con quattro società che operano sotto i marchi Paddy Power e Betfair:
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PPB Entertainment Limited
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PPB Counterparty Services Limited
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Betfair Casino Limited
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TSE Malta LP
Carenze nella protezione dei clienti
L’indagine ha evidenziato che i sistemi usati dagli operatori non erano sufficientemente sensibili nell’identificare tempestivamente segnali di rischio legati al comportamento di gioco. Tra i casi portati alla luce:
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Un cliente ha depositato £12.000 in 15 giorni prima di essere segnalato per una revisione.
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Un altro ha versato £25.000 in 25 giorni prima di qualsiasi interazione.
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Un giocatore ha perso £12.300 in cinque settimane prima di essere monitorato.
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Un altro ha scommesso £86.000 in 16 giorni e perso £6.000, senza che venisse fatta una revisione manuale del suo conto.
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In un altro caso, un cliente ha avuto un picco di attività in una sessione unica di quasi 8 ore, con oltre 300 scommesse per un totale di £20.000; la situazione è stata identificata come problema solo dopo che era stato raggiunto un livello di perdita prestabilito.
Questi esempi mostrano come gli operatori non siano intervenuti in maniera tempestiva ed efficace nonostante segnali evidenti di possibile danno da gioco.
Dichiarazioni dell’autorità di regolamentazione
John Pierce, Direttore dell’Ufficio per l’Applicazione della legge della Gambling Commission, ha dichiarato che il pagamento di £2 milioni riflette la gravità delle carenze riscontrate e l’importanza di rispettare gli standard di responsabilità sociale e di interazione con i clienti.
Pierce ha sottolineato: “Sebbene Paddy Power Betfair abbia collaborato pienamente all’indagine, accettato i problemi e adottato un piano d’azione tempestivamente, questa è solo la risposta minima che ci si aspetta da un operatore quando si identificano carenze serie nei controlli”. lb/AGIMEG


