Home In Evidenza Operazione “Mercato”, dall’infiltrazione nel settore di slot e vlt al sistema delle vincite fittizie: cosa emerge dall’inchiesta della Guardia di Finanza

Operazione “Mercato”, dall’infiltrazione nel settore di slot e vlt al sistema delle vincite fittizie: cosa emerge dall’inchiesta della Guardia di Finanza

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L’Operazione “Mercato”, condotta dalla Guardia di Finanza e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, non rappresenta soltanto una delle più rilevanti operazioni giudiziarie degli ultimi anni nel settore del gioco pubblico, ma offre anche uno spaccato su quelle che gli investigatori ritengono siano state le modalità con cui la criminalità organizzata avrebbe tentato di infiltrarsi in un comparto fortemente regolamentato come quello degli apparecchi da intrattenimento.

Secondo l’impostazione accusatoria, ancora tutta da verificare nel corso dell’iter processuale, l’obiettivo non sarebbe stato semplicemente quello di gestire alcune attività economiche, ma di utilizzare il circuito delle slot e vlt per reimpiegare capitali di provenienza illecita, conferendo loro una parvenza di legittimità attraverso il sistema delle vincite e delle movimentazioni finanziarie collegate al gioco.

Le indagini, sviluppate nel corso di diversi anni, hanno portato all’esecuzione di misure cautelari personali e di un imponente sequestro patrimoniale, con beni per oltre 60 milioni di euro, oltre al sequestro di 13 sale VLT e 2 sale giochi. Un’attività investigativa che ha richiesto un enorme lavoro di analisi documentale e finanziaria, testimoniato anche dai numeri dell’operazione: 62.000 ticket di gioco esaminati, 6.000 intestatari censiti e 96 milioni di euro di flussi relativi a vincite ricostruiti dagli investigatori.

Il presunto sistema delle vincite

Uno degli aspetti più significativi emersi dall’inchiesta riguarda il presunto utilizzo delle vincite alle VLT come strumento per riciclare denaro.

Secondo la ricostruzione della Procura, alcune vincite sarebbero state formalmente intestate a persone diverse dai reali beneficiari. I soggetti che si prestavano a questa operazione, spesso privi di particolari disponibilità economiche, avrebbero ricevuto una percentuale della vincita come compenso per consentire l’utilizzo del proprio nominativo nella documentazione prevista dalla normativa antiriciclaggio.

In altri casi il meccanismo avrebbe previsto l’acquisto di ticket vincenti da parte di soggetti interessati a giustificare disponibilità economiche di origine illecita. Attraverso il cosiddetto sistema del “ticket-in/ticket-out”, il ticket veniva reinserito nella macchina e trasformato in un nuovo titolo di vincita, successivamente riscosso mediante assegno e accompagnato dalla documentazione identificativa prevista dalla legge.

Secondo gli investigatori, queste operazioni avrebbero consentito di attribuire una provenienza apparentemente lecita a somme di denaro che, diversamente, non avrebbero avuto una giustificazione documentale.

L’ipotesi di evasione del PREU

L’inchiesta non riguarda esclusivamente il riciclaggio. Tra le contestazioni mosse dagli inquirenti compare infatti anche il presunto mancato versamento del Prelievo Erariale Unico (PREU) relativo agli apparecchi da intrattenimento.

Secondo l’ipotesi accusatoria, una parte degli incassi generati dagli apparecchi non sarebbe stata riversata secondo le modalità previste dalla normativa, determinando ulteriori contestazioni di natura tributaria e patrimoniale.

Sempre nell’ambito dell’indagine vengono contestati anche l’utilizzo di un sistema di false fatturazioni, ritenuto funzionale alla movimentazione e al successivo reinvestimento dei capitali.

Il ruolo delle imprese

Le investigazioni hanno inoltre interessato diverse società operanti nel comparto del gioco, ritenute dagli inquirenti parte integrante del presunto sistema. Secondo la ricostruzione della Procura, alcune imprese avrebbero costituito il veicolo attraverso cui sarebbe stato possibile gestire le sale VLT e movimentare le risorse economiche oggetto delle contestazioni.

Proprio per questo il Gip ha disposto il sequestro sia di numerose attività commerciali sia dei beni riconducibili agli indagati, nell’ambito di un provvedimento patrimoniale di particolare rilievo.

Un’inchiesta che va oltre il gioco

L’Operazione “Mercato” evidenzia ancora una volta come il settore del gioco pubblico possa rappresentare un obiettivo per la criminalità organizzata, proprio perché caratterizzato da un’elevata movimentazione di denaro.

Al tempo stesso, l’indagine dimostra anche il livello di controllo esercitato dalle autorità investigative attraverso strumenti finanziari, verifiche documentali e analisi dei flussi economici, che hanno consentito di ricostruire un quadro investigativo particolarmente articolato. sb/AGIMEG

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