Apertura conti correnti, ABI contraria all’obbligo per le banche. Chiacchio (AGSI) ad Agimeg: “Discriminazione verso il gioco”

L’ABI, in audizione in Commissione Finanze del Senato sul disegno di legge relativo ai conti correnti, ha espresso contrarietà all’ipotesi di obbligare le banche ad aprire o mantenere rapporti per qualsiasi cliente. Il tema riguarda anche il settore del gioco, che da tempo denuncia episodi di “de-risking”.

La posizione dell’ABI sui conti correnti

L’ABI, durante un’audizione in Commissione Finanze del Senato sul disegno di legge relativo ai conti correnti, ha espresso contrarietà all’ipotesi di obbligare le banche ad aprire o mantenere conti per qualsiasi cliente. Secondo l’associazione, i rifiuti o le chiusure dei rapporti sono casi limitati e derivano dalle valutazioni di rischio richieste dalla normativa antiriciclaggio e antiterrorismo, che impone un’analisi caso per caso.

Il tema riguarda anche il settore del gioco, che da tempo denuncia episodi di “de-risking”, ossia la chiusura o il rifiuto di servizi bancari nei confronti di imprese e lavoratori di un comparto legale e regolamentato. L’associazione ha avvertito, infine, che un obbligo generalizzato di apertura dei conti limiterebbe la libertà imprenditoriale delle banche e la loro capacità di gestire i rischi, oltre a poter entrare in conflitto con le norme sulla riservatezza previste dalla disciplina antiriciclaggio.

L’intervento di Pasquale Chiacchio (AGSI)

Sul tema è intervenuto anche Pasquale Chiacchio, presidente di AGSI, che ad Agimeg ha sottolineato la discriminazione nei confronti delle imprese del settore del gioco, che incontrano difficoltà nell’apertura di conti correnti. Sebbene l’ABI sostenga che le segnalazioni siano poche, molti rifiuti non vengono formalizzati per iscritto, rendendo il fenomeno sottostimato.

La mancanza di un conto corrente impedisce alle imprese, pur autorizzate dallo Stato, di operare nel rispetto delle regole. Per questo si chiede un intervento del Governo affinché venga individuata una soluzione che tuteli sia gli istituti di credito sia le imprese.

“Se solleviamo un problema vuol dire che il problema esiste: c’è una discriminazione in atto verso il settore. L’ABI afferma che i casi di segnalazione sono pochi, ma per il semplice motivo che quando ti rechi presso l’istituto bancario e chiedi l’apertura di un conto, e al codice ATECO ti dicono che non possono aprire conti correnti alle attività di gioco, te lo dicono ma non te lo mettono per iscritto. E i casi sono tantissimi”, ha sottolineato.pasquale chiacchio agsi

“Siamo per il confronto, per trovare una soluzione che vada nell’interesse di tutti: delle banche e delle imprese. Ma non è possibile che un’impresa delegata dello Stato venga messa in difficoltà chiedendo, pregando, supplicando gli istituti di credito o le poste affinché gli aprano un conto corrente. Una cosa è certa: lo Stato o l’ente regolatore ti chiede di rispettare delle regole. Ma se tu non hai lo strumento primario, che è il conto corrente, come fai a rispettare le regole? Per questo chiediamo l’intervento del Governo affinché, anche in Senato dopo il via libera della Camera, porti in approvazione il provvedimento, o trovi la soluzione giusta affinché le banche e le imprese non siano in difficoltà”, ha detto.

“Non facciamo guerre per andare contro qualcuno. Noi ci impegniamo per risolvere i problemi, nell’interesse di tutti. È da un anno e mezzo che cavalchiamo questa problematica. Noi continueremo a impegnarci, a confrontarci, restiamo a disposizione, per quanto riguarda la nostra competenza, dei rappresentanti del Governo, e anche a un confronto con l’ABI. Un confronto sempre sano, costruttivo e trasparente”, ha concluso. cdn/AGIMEG