Una piattaforma di gioco online apparentemente legale avrebbe fatto da copertura a un circuito di scommesse clandestine. Per il presunto sistema al centro dell’operazione Kappa a Messina, la Procura ha chiesto 14 condanne, con pene fino a sette anni di reclusione.
La pubblica ministera Francesca Bonanzinga ha formulato le richieste nel processo con rito abbreviato, ripercorrendo gli accertamenti della Guardia di Finanza. Il giudice dovrà ora valutare le conclusioni dell’accusa e gli argomenti delle difese.
Le richieste più alte hanno riguardato i presunti vertici della rete, per i quali sono stati chiesti sette e sei anni di reclusione.
Per gli altri imputati, l’accusa ha proposto pene comprese tra un anno e tre mesi e tre anni e tre mesi. Le richieste hanno riguardato tutti i soggetti giudicati con rito abbreviato; non si tratta di condanne già pronunciate.
Scommesse online, il presunto circuito parallelo
L’inchiesta ha preso le mosse dagli approfondimenti successivi all’operazione antimafia Totem, durante la quale era stato intercettato Carmelo Salvo.
Gli investigatori hanno quindi ricostruito un presunto sistema nel quale le piattaforme visibili avrebbero nascosto ulteriori portali destinati alla raccolta non autorizzata delle puntate.
Gli accertamenti hanno riguardato anche l’impiego di siti con dominio “.com” e server collocati all’estero. Le contestazioni hanno interessato, a vario titolo, associazione per delinquere, raccolta non autorizzata di scommesse, riciclaggio e autoriciclaggio.
Le misure cautelari del 2025 e il processo
L’operazione aveva portato, nell’aprile 2025, all’esecuzione di 22 misure cautelari, successivamente annullate dal Tribunale del Riesame, che aveva disposto la scarcerazione degli indagati. Nell’ambito dell’inchiesta erano stati inoltre sequestrati immobili, veicoli, gioielli e partecipazioni societarie.
Con la requisitoria, il procedimento abbreviato ha completato la fase dedicata alle conclusioni della pubblica accusa.
Il 16 novembre gli interventi delle difese
La prossima udienza è prevista per il 16 novembre, quando la parola passerà ai difensori degli imputati. La sentenza potrebbe arrivare entro la fine dell’anno. cdn/AGIMEG