Modifiche Legge Delega Fiscale, Zadda (FdI): “Concessioni sui giochi sono ferme da anni. Le maggiori risorse dalle gare potrebbero essere utilizzate nel contrasto alla ludopatia”

“Le concessioni sui giochi pubblici sono ferme da anni e sono praticamente tutte scadute. Se si va a gara le maggiori risorse potrebbero essere utilizzate in campo sanitario per il contrasto alla ludopatia. Non regolare un settore non significa far sparire un problema”. E’ quanto ha sottolineato la senatrice Zedda (FdI) durante la discussione del disegno di legge sulle modifiche alla Legge Delega Fiscale al Senato.

“Oltre al fatto – ha continuato – che abbiamo degli obblighi, ossia dare attuazione a un’intesa con Regioni ed Enti locali voluta in Conferenza Unificata al principio di delega finalizzato a dare chiarezza di regole al settore. Dobbiamo quindi regolarizzare”.

Il senatore Marco Croatti (M5S) ha sottolineato: “La scadenza dell’attuazione dei decreti attuativi viene procrastinata al 31 dicembre 2025”. “L’azzardo è l’elefante che facciamo finta di non vedere in questa Aula. Tacete continuamente, spalancate le porte a nuovi canali di gioco fisici e online. Non c’è nessuna riforma vera del settore, nessun tetto pubblicitario, nessun freno al disastro sociale e economico che si sta provocando sul gioco. Si tratta di una tassa indiretta sulla disperazione del Paese”, ha detto.senato

“La delega originaria parlava di ridurre i limiti di giocata e vincita per fronteggiare la compulsività e tutelare la salute pubblica. Oggi quel principio viene sostituito da una generica revisione. E’ una parola innocua che rappresenta la resa e la complicità difronte a una piaga sociale che produce dipendenza e usura. Con questa modifica si sposta al 2026 la riforma del gioco fisico rinunciando al principio della diminuzione dell’offerta. Si spalanca la porta a un aumento delle puntate massime, a un ampliamento dei punti vendita. Questo arretramento si somma a quanto già fatto nella Legge di Bilancio 2025 ossia l’abolizione dell’Osservatorio nazionale, il taglio delle risorse per combattere la ludopatia, la chiusura dei dati pubblici sul gioco sino all’apertura in Commissione Cultura verso il ritorno alla pubblicità dell’azzardo nel calcio. E’ inaccettabile che lo Stato consideri questa filiera un bancomat invece di investire in prevenzione, percorsi di cura, controlli e strumenti di sostegno alle famiglie”, ha aggiunto Alberto Losacco del Partito Democratico – Italia Democratica e Progressista. cdn/AGIMEG