Home Slot e VLT Manovra, Sapar: “Necessario rilanciare comparto degli apparecchi da gioco. Aumentare payout e vincita massima e ridurre Preu”

Manovra, Sapar: “Necessario rilanciare comparto degli apparecchi da gioco. Aumentare payout e vincita massima e ridurre Preu”

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“In via preliminare si evidenzia che non ci sfugge la circostanza che nel testo in discussione non sono presenti misure sul gioco pubblico. Riteniamo però doveroso rimarcare che a nostro sommesso avviso risulta necessario, anzi imprescindibile, introdurre immediatamente misure di rilancio del comparto degli apparecchi di intrattenimento di cui all’art.110 comma 6 lett.A del Tulps. Appare evidente infatti che l’apporto in termini di gettito erariale degli apparecchi in questione è andato negli anni diminuendo in modo sostanziale di pari passo rispetto alla diminuzione del Payout (percentuale minima di restituzione in vincita ai giocatori) ed al calo della raccolta (somme giocate)”. E’ quanto sottolineato nella memoria dell’Associazione Nazionale SAPAR, che ha per fine essenziale la salvaguardia del gioco responsabile e della legalità nel settore dell’offerta di gioco pubblico di cui è il maggiore ente rappresentativo nazionale per numero di imprese associate essendo anche ramificata sul territorio con 20 delegazioni regionali ed una sede centrale a Roma, sul Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028.

“Questa situazione, riconosciuta in termini oggettivi anche dai dati del Mef per il 2024 che fissano una ulteriore diminuzione delle entrate erariali derivanti dalle Awp (dai 4 Mld circa del 2023 ai 3.8 del 2024), è stata determinata da molteplici fattori. In particolare dal 2015 il comparto è stato interessato da: riduzione forzata del numero degli apparecchi del 30% introdotta dalla Legge 208/2015 (art.1 comma 934 Legge 208/2015) con riduzione effettiva di oltre il 35% del parco macchine esistente completata ad Aprile 2018 ed obbligo di sostituzione degli apparecchi per modifica percentuale restituzione in vincita dal 74% al 70% (Art. 1 comma 918 Legge 208/2015); Progressiva riduzione della percentuale di vincita dal dal 74 al 65% (passaggio dal 68 al 65% con l’art.1 comma 732 della Legge 160/2019); la normativa regionale sulle distanze minime dei luoghi sensibili che nella maggior parte dei casi colpisce solo gli apparecchi di cui all’art.110 comma 6 senza toccare gli altri giochi con vincita in denaro e che ha determinato e determina l’espulsione dal territorio del gioco a mezzo degli apparecchi in questione senza ottenere risultati in termine di repressione del fenomeno del Disturbo da Gioco d’Azzardo Patologico come dimostra il caso della Regione Piemonte nella quale la riduzione della raccolta a mezzo degli apparecchi art.110 comma 6 ha condotto all’incremento di quella delle altre forme di gioco con vincita in denaro. In tale situazione, tenuto anche conto che, a legislazione vigente, la tendenza è quella alla ulteriore diminuzione della raccolta e del gettito erariale anche per gli anni a venire, è quella dell’adozione di misure ponte urgenti volte al rilancio dell’attrattività del prodotto già in sede di Legge di Bilancio e prima del riordino di cui alla Legge di Delega Fiscale nr.111/2023, il termine per la cui attuazione è attualmente prorogato al 29 Agosto 2025”.

La situazione occupazionale e la situazione complessiva delle aziende di gestione

“In base ai dati della Cgia di Mestre la filiera degli apparecchi da gioco nel periodo 2015-2024 è stata interessata da una contrazione in termini occupazionali e di margini delle aziende pur continuando a risultare il comparto che garantisce in termini assoluti più posti di lavoro rispetto ad altre tipologie di gioco (in base ai dati in nostro possesso gli occupati del canale retail, cioè del gioco fisico, ammontano a circa 140.000 su 150.000 occupati totali di tutto il gioco pubblico e di questi circa 75.000 sono rappresentati da occupati della filiera degli apparecchi). Stanti questi presupposti comunque dall’ultima ricerca della Cgia di Mestre emerge che i margini della filiera degli apparecchi nel periodo 2019-2024 si sono contratti del 21,9% proporzionalmente alla riduzione della raccolta, del payout e delle entrate erariali. Questi dati devono allarmare soprattutto in relazione al presidio di legalità che le aziende del gioco lecito rappresentano. Si pensi sotto tale profilo che sempre la Cgia di Mestre ha evidenziato (Report Cgia Mestre 2024 sul gioco fisico) che l’aumento del gioco legale si accompagna sempre alla diminuzione di quello illegale, è intuitivo quindi che la tutela ed il rilancio delle Piccole e medie imprese di gestione, e quindi del loro prodotto, è una garanzia in termini di legalità e gettito erariale. In quest’ottica in sede di riordino andranno anche previste misure che riconoscano il ruolo del gestore e lo tutelino anche in sede di contenuti minimi dei contratti coi concessionari con misure volte alla tutela di una effettiva concorrenza”, aggiunge.

La tassazione del comparto degli apparecchi

“Intendiamo evidenziare come il settore degli apparecchi ha subito l’impatto di ben otto aumenti di aliquota Preu (Prelievo Erariale Unico sulle somme giocate) dal 2013 ad oggi che portano l’impatto della tassazione effettivo al 74% circa in quanto l’imposta si applica sulle somme giocate che non rappresentano introito netto per le aziende. A questo si deve aggiungere la tassazione ulteriore gravante sulle aziende in termini di imposte sui redditi; da ricerche si è giunti alla conclusione che in assenza del settore del gioco pubblico le famiglie italiane sarebbero gravate da una tassa annuale aggiuntiva pari a 198 euro l’anno. Ciò premesso, pur in calo in termini assoluti, il contributo degli apparecchi Awp al gettito erariale continua a rappresentare la parte maggiore della fiscalità derivante dal settore del gioco pubblico contribuendo, se consideriamo il 2024, per il 36% del totale al gettito complessivo anche se la raccolta delle Awp nel 2024 si è attestata sui 16 mld circa sui 157 totali del gioco pubblico. Sostanzialmente il quadro che emerge è quindi quello di un comparto la cui raccolta è in diminuzione e su cui, a fronte di un prodotto evidentemente non più attrattivo come in precedenza, comunque grava un peso fiscale oramai insostenibile che rischia di privare la collettività di un presidio di legalità insostituibile”, continua.

Le misure “ponte” di cui il settore necessita

“Premesse tutte le suddette considerazioni riteniamo quindi necessarie delle misure che anticipino il decreto legislativo di riordino e che in particolare vadano nella direzione del rilancio dell’attrattività e della componente intrattenitiva degli apparecchi. In questo senso le nostre proposte sono: –aumento payout al 70%; –contestuale riduzione del Preu al 19%; – aumento vincita massima a 200 euro; – aumento componente di intrattenimento degli apparecchi; -presenza di messaggi a video relativi al tempo massimo di utilizzo –soluzioni tecnologiche che facilitino i controlli da parte delle Autorità (qr code integrato sul monitor che faciliti i controlli e quindi assicuri anche un recupero in termini di gettito erariale); -introduzione della possibilità per il giocatore di gestione del credito derivante dalle vincite superando la necessità di dover prelevare le monete e rigiocarle (funzionamento attuale); Tutte le proposte descritte vanno nella direzione del rilancio del prodotto e della tutela del giocatore e garantiscono il gettito erariale che, a legislazione vigente, sarebbe invece ancora in calo (con l’attuale tendenza di mercato è stimabile infatti una riduzione di gettito per il 2026 a 3.496 milioni e per il 2027 a 3.470). Con le proposte illustrate è stimabile quindi una crescita del gettito per il 2026 a 3.576 milioni con una stabilizzazione a 3.470 nel 2027 aggiungendo a questo anche il dato degli oneri amministrativi legati al rilascio dei nuovi nulla osta che attesterebbero sui 37,6 milioni di euro. si Di seguito due tabelle illustrative rispettivamente della diminuzione del gettito erariale in corrispondenza delle variazioni del payout e delle percentuali di compartecipazione al gettito delle varie forme di gioco”, aggiunge.

“Alla luce di tutto quanto espresso riteniamo dunque doveroso richiamare l’attenzione sul momento decisivo che, nell’ottica della tutela della legalità, sta attraversando il settore del gioco legale in quanto qualunque iniziativa che non tenga conto della necessità di rilanciare il ruolo delle piccole e medie imprese di gestione rischia di compromettere la sopravvivenza del comparto”, conclude. cdn/AGIMEG

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