Home Attualità Manovra, la maggioranza punta all’ok in Consiglio dei Ministri domani. Ecco tutte le novità

Manovra, la maggioranza punta all’ok in Consiglio dei Ministri domani. Ecco tutte le novità

CdM Palazzo Chigi

La maggioranza e il governo Meloni stringono i tempi per il varo della nuova Legge di Bilancio, l’ultima di questa legislatura. Salvo rinvii, il Consiglio dei ministri dovrebbe riunirsi domani alle ore 12:00 per il via libera al testo definitivo.

A più di due settimane dall’approvazione del Documento programmatico di bilancio (Dpb), il quadro definitivo prende forma dopo un intenso vertice da remoto tra la premier Giorgia Meloni, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e i leader di partito Matteo Salvini, Antonio Tajani e Maurizio Lupi. L’obiettivo è conciliare la crescita e la tutela del potere d’acquisto con la rigorosa tenuta dei conti pubblici.

Il nodo coperture: clausola UE, banche e tagli alla spesa

Il valore complessivo della Manovra ammonta a 23,5 miliardi di euro. L’impianto finanziario si regge su diversi pilastri strategici:

Il contributo del gioco pubblico: le cifre della Manovra

I dati inseriti nella programmazione economica delineano un impatto rilevante per la Manovra finanziaria dei prossimi anni:

Fisco e Lavoro: taglio Irpef, detassazione giovani e contratti

Sul fronte del lavoro e della pressione fiscale, le ipotesi sul tavolo sono molteplici:

Famiglia, sociale e pensioni: tra congedi parentali e Quota 64

Per le famiglie e il sociale sono destinati fino a 5 miliardi di euro:

Casa e mercato immobiliare: cedolare secca e bonus edilizi

Nelle ultime ore sono emersi dettagli importanti sul settore casa:

Dialogo con le autonomie: la risposta di Meloni ai sindaci

Parallelamente alla trattativa sulla manovra, la premier Meloni ha risposto all’appello del presidente dell’asci, Gaetano Manfredi, e dei sindaci di centrosinistra per un confronto urgente sul bilancio. La Presidente del Consiglio ha confermato la disponibilità propria e del ministro Giorgetti a partecipare al dialogo, precisando però che la sede istituzionale preposta resta la Conferenza Stato-Città, per garantire il pieno coinvolgimento di tutti i primi cittadini d’Italia. cdn/AGIMEG

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