Il gioco pubblico torna tra le coperture della Manovra 2027 e trova spazio nei quotidiani di venerdì 16 ottobre. Dai giornali generalisti alla stampa economica, fino alla Gazzetta dello Sport, il settore compare accanto a banche, assicurazioni e tagli ai ministeri tra le risorse sulle quali il Governo conta per finanziare gli interventi.
La cifra più ricorrente è di circa 700 milioni di euro per il prossimo anno. Ma la rassegna mette in evidenza anche differenze importanti: c’è chi dettaglia il contributo nel triennio e richiama le concessioni, chi insiste sulle modalità ancora da definire e chi dà spazio alla polemica politica.
Manovra 2027 e giochi, Repubblica: 718 milioni e il nodo concessioni
Su la Repubblica Giuseppe Colombo inserisce il gioco nel quadro delle risorse necessarie alla legge di bilancio, all’interno di una lettura critica dei margini disponibili per famiglie, imprese, sanità e riduzione delle imposte.
Il quotidiano indica 718 milioni nel 2027, altrettanti nel 2028 e 478 milioni nel 2029: complessivamente 1,914 miliardi di euro. Nel ricostruire la provenienza delle risorse, cita la proroga delle concessioni in scadenza e la gara del Gratta e Vinci. Sono indicazioni riportate dal giornale, da distinguere dal dettaglio delle disposizioni che confluiranno nel disegno di legge.
Il tema si inserisce nel quadro del contributo dei giochi alla Manovra già analizzato da AGIMEG, sulla base del Documento programmatico di bilancio.
Il Messaggero: i numeri ci sono, le modalità restano da scrivere
Il Messaggero, con Andrea Pira, richiama le coperture dai giochi già nel sommario dell’articolo dedicato alla Manovra. Il passaggio sul settore sottolinea soprattutto che, per i concessionari del gioco pubblico, non sono ancora indicate puntualmente le soluzioni attraverso le quali ottenere le entrate previste.
La ricostruzione si muove su valori arrotondati nell’ordine dei 700 milioni per le prime annualità e dei 500 milioni nel 2029. Il punto centrale, per il quotidiano, è la distanza tra l’obiettivo economico e la definizione delle singole misure.
La Stampa e ItaliaOggi: i giochi nel mosaico delle risorse
La Stampa, nell’articolo di Luca Monticelli, concentra l’attenzione sul confronto con il settore finanziario e sull’incertezza del taglio Irpef. Le maggiori entrate dai giochi vengono affiancate alla revisione della spesa ministeriale: nel richiamo di sintesi il contributo del comparto è quantificato in 700 milioni.
Un’impostazione più contabile emerge su ItaliaOggi. Giorgia Pacione Di Bello colloca i 700 milioni dai giochi tra le coperture, accanto ai 5,04 miliardi richiesti al settore finanziario, agli 1,20 miliardi della revisione della spesa dei ministeri e alle altre entrate. Anche qui il quadro degli interventi viene presentato come ancora legato al confronto con le istituzioni europee.
QN e Il Fatto Quotidiano: il versante politico del prelievo
Quotidiano Nazionale, nell’articolo di Claudia Marin, include circa 700 milioni dai giochi fra le risorse, ma accompagna il quadro economico con un richiamo alla polemica sul ricorso al settore.
Il giornale ospita infatti la posizione del deputato del PD Stefano Vaccari, sintetizzata nel richiamo “Non si faccia cassa col gioco d’azzardo”. Vaccari contesta l’ipotesi di ottenere fino a un miliardo aggiuntivo in due anni, richiamando dipendenze e costi sociali. Una valutazione politica, con un proprio riferimento quantitativo, che non va sovrapposta alla scansione triennale riportata da Repubblica.
Il Fatto Quotidiano, con Marco Palombi, adotta una lettura critica delle dimensioni effettive della Manovra e della sua dipendenza dalla flessibilità europea. Il contributo del gioco è descritto in termini fiscali, per circa 700 milioni l’anno, all’interno delle coperture aggiuntive. Il riferimento, nel pezzo, non è accompagnato dal dettaglio di nuove aliquote o di specifici giochi interessati.
Libero e Il Tempo: interventi sui giochi accanto a banche e spending review
Libero, con Fabio Rubini, dà rilievo alle priorità per famiglie e imprese e al negoziato con Bruxelles. Gli interventi sui giochi figurano nel capitolo delle coperture insieme al contributo del settore finanziario e ai risparmi dei ministeri, senza una descrizione delle singole disposizioni per il comparto.
Anche Il Tempo, nell’articolo di Leonardo Ventura, richiama il gioco tra le risorse della legge di bilancio. Il settore è inserito nella ricostruzione di un impianto ancora da completare, condizionato sia dalle interlocuzioni europee sia dalle scelte interne alla maggioranza.
Dalla Gazzetta dello Sport a Leggo: il gioco entra nel racconto generale della Manovra
Il tema raggiunge anche La Gazzetta dello Sport. Franco Carrella richiama le entrate dai giochi già nel sommario e indica nel testo quasi 700 milioni, accanto ai risparmi ministeriali e al contributo del settore finanziario.
La Gazzetta del Mezzogiorno, nel servizio di Chiara Munafò, cita l’apporto del gioco nel quadro delle coperture, pur riservando il maggiore spazio al confronto con banche e assicurazioni.
Leggo, con Emanuele Nuccitelli, riporta a sua volta quasi 700 milioni dai giochi, all’interno di un articolo centrato sugli aiuti alle famiglie e sulle risorse necessarie a sostenerli.
Entrate previste e norme: che cosa resta da definire
Dagli undici articoli emerge dunque una presenza diffusa del gioco nel racconto della Manovra, soprattutto come fonte di copertura. Le ricostruzioni differiscono però nel grado di dettaglio e nelle formule utilizzate: proroghe e gara, maggiori entrate o prelievo fiscale.
Nel percorso di formazione della legge di bilancio, il documento programmatico precede la disciplina contenuta nel disegno di legge e il successivo esame parlamentare. Per il settore, il passaggio decisivo sarà quindi capire quali misure produrranno le entrate attese e su quali attività incideranno. sb/AGIMEG










