SAPAR esprime forte preoccupazione per quanto riguarda le indiscrezioni, che stanno circolando in queste ore, di aumentare di un punto percentuale il prelievo erariale unico, il PREU, sugli apparecchi AWP e VLT nell’ambito della Manovra 2027. L’intervento figura tra gli scenari più probabili insieme alle proroghe, triennali, più onerose delle concessioni tra cui quelle degli apparecchi da intrattenimento.
“Un ulteriore aumento del PREU sarebbe molto pericoloso per la sopravvivenza delle piccole e medie imprese che operano nel gioco pubblico”, dichiara Sergio D’Angelo, presidente di SAPAR. “Penso soprattutto ai gestori e alle aziende che ogni giorno assicurano il funzionamento della rete degli apparecchi sul territorio. Sono realtà che danno lavoro, sostengono costi crescenti e rispettano obblighi sempre più complessi. Molte sono già sotto pressione: aggiungere un nuovo carico fiscale, senza affrontare i problemi strutturali del comparto, rischia di spingerle oltre il limite”.
“Quando si parla di un punto percentuale in più, la cifra può sembrare contenuta. Per un gestore, però, va rapportata ai margini effettivi della sua attività”, prosegue D’Angelo. “L’effetto non si ferma a una voce di bilancio: può tradursi nella rinuncia a investire, nella riduzione degli apparecchi gestiti e, nei casi più difficili, nella chiusura di un’impresa. Non possiamo valutare una misura fiscale ignorando ciò che accade lungo la filiera”.
“Si va a toccare un settore che probabilmente è l’unico dove l’attività di intrattenimento è preponderante rispetto alla vincita. si parla di puro intrattenimento. Chi gioca, ad esempio, al SuperEnalotto, Lotto o scommesse, lo fa per vincere non per divertirsi. Diverso è invece il discorso per il settore degli apparecchi da intrattenimento, dove a prevalere è la componente ludica”.
PREU sulle slot e proroghe delle concessioni
A preoccupare SAPAR è anche il possibile cumulo degli interventi. Se all’aumento del PREU si aggiungono proroghe delle concessioni sensibilmente più onerose, la pressione economica sul settore crescerebbe ancora. Per l’associazione, ogni scelta sulle entrate deve essere accompagnata da una valutazione dei suoi effetti sui diversi soggetti della rete, comprese le imprese di gestione che hanno minore capacità di assorbire nuovi costi.
“Lo Stato ha certamente il diritto e il dovere di programmare le proprie entrate. Ma deve chiedersi se un prelievo aggiuntivo sia sostenibile nel tempo e quale effetto produca su una rete che già oggi fatica a programmare il proprio futuro”, afferma il presidente di SAPAR. “Se le imprese più piccole escono dal mercato e la presenza dell’offerta legale si riduce, ne risentono l’occupazione, il presidio del territorio e la capacità stessa di mantenere una raccolta controllata. Anche le entrate attese vanno esaminate alla luce di queste conseguenze”.

Riordino del gioco fisico, la proposta SAPAR
L’associazione sottolinea che il comparto degli apparecchi attende ancora un riordino organico del gioco fisico. L’assenza di un quadro stabile rende più difficile decidere gli investimenti e rinnovare i prodotti. In questo contesto, SAPAR ritiene necessario aprire un confronto su misure che consentano alla rete legale di restare sostenibile e di rafforzare gli strumenti di tutela del giocatore.
“Da tempo proponiamo di lavorare su apparecchi AWP rinnovati, con un payout al 70 per cento, una vincita massima di 200 euro, messaggi di prevenzione più efficaci e un riequilibrio del PREU”, ricorda D’Angelo. “È una proposta da esaminare nel suo insieme, con verifiche tecniche sugli effetti economici e sulle tutele. La Manovra dovrebbe essere l’occasione per avviare questo confronto, non per aggravare ulteriormente il carico su un comparto che aspetta ancora il riordino”.
SAPAR chiede quindi al Governo e alle istituzioni competenti di ascoltare tutte le componenti della filiera prima di assumere decisioni definitive sull’aumento del PREU. L’associazione è disponibile a presentare le proprie valutazioni e a contribuire a un’analisi degli effetti delle diverse ipotesi su gettito, imprese, lavoro e rete territoriale.
“Difendere i gestori e le piccole e medie imprese significa difendere una parte essenziale del gioco pubblico regolamentato”, conclude D’Angelo. “Chiediamo che la loro tenuta diventi un criterio concreto nelle scelte della Manovra. Una filiera sempre più fragile non può continuare a essere considerata soltanto come una fonte da cui prelevare nuove risorse”. fp/AGIMEG