Cava de’ Tirreni (SA), Consiglio di Stato: “Revoca rivendita speciale con annessa ricevitoria Lotto giustificata se interferisce con rete ordinaria rivendite generi di monopolio”

“La rivendita in questione rientra nella categoria delle rivendite speciali istituite (…) per soddisfare esigenze di pubblico servizio nei luoghi di ubicazione previsti dall’art. 53 del d.P.R. n. 1074 del 1958, tra cui vi sono anche le stazioni ferroviarie nell’ambito delle quali viene offerto un servizio all’utenza ferroviaria, che tuttavia non deve estendersi alla utenza generale della zona circostante per non interferire con la rete ordinaria delle rivendite di generi di monopolio”. Con questa motivazione il Consiglio di Stato, in sede giurisdizionale (Sezione Quarta), ha respinto il ricorso di una rivendita di generi di monopolio di Cava dei Tirreni (SA), comprendente una ricevitoria del Lotto, per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per la Campania, sede di Salerno. “L’oggetto del presente giudizio consiste nella determinazione dirigenziale della Agenzia delle dogane e dei monopoli recante la revoca (…) della concessione relativa alla rivendita speciale di generi di monopolio n. 27 (e della annessa ricevitoria del gioco del lotto) ubicata nel comune di Cava de’ Tirreni, presso la locale stazione Ferroviaria. In punto di fatto, risulta che l’Amministrazione (…) ha contestato (…) la circostanza che la rivendita non avesse l’accesso esclusivamente dalla stazione, bensì dalla via pubblica, diversamente da quanto imposto dalla disciplina di settore”.
“Invero – evidenzia il CdS – riguardo alle rivendite speciali la giurisprudenza di questo Consiglio di Stato ha sempre sottolineato la eccezionalità della loro istituzione e il carattere di sussidiarietà rispetto all’istituzione delle rivendite ordinarie o alla concessione del patentino. Inoltre, è stato posto in evidenza che l’articolata normativa che disciplina la materia dell’istituzione delle rivendite di generi di monopolio mira ad assicurare la razionale distribuzione della vendita sul territorio, al fine di garantire un ragionevole equilibrio tra la protezione di interessi economici connessi alla liberalizzazione del mercato e la protezione della tutela della salute, che sarebbe messa in pericolo da un’offerta sproporzionata rispetto alla domanda. Le norme in discorso si presentano come norme speciali, coerenti con i valori protetti dal sistema. Pertanto, in relazione a tale ratio della disciplina in materia di rivendite speciali, il provvedimento di revoca impugnato risulta essere stato emanato in conformità con i presupposti normativi ivi previsti”.
“La revoca della rivendita speciale dei generi di monopolio è avvenuta a seguito dell’accertamento dello stato dei luoghi e delle reiterate inadempienze della concessionaria, riscontrate puntualmente dall’Amministrazione: è stato assodato che, nel caso in esame, non è stata garantita l’esclusività dell’accesso dalla struttura ospitante, ossia dalla stazione ferroviaria, a causa di un collegamento tra due accessi (quello alla strada pubblica e quello dalla stazione ferroviaria), facendo venire meno, in tal modo, il carattere di esclusività del servizio a favore della utenza della stazione ferroviaria. Pertanto, il provvedimento è stato legittimamente emesso sulla base dell’accertamento dello stato dei luoghi, peraltro non smentito dall’appellante, e a seguito di una corretta partecipazione procedimentale del privato”. Per questi motivi “il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta), definitivamente pronunciando sull’appello, come in epigrafe proposto, lo respinge”. cr/AGIMEG

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