Il Consiglio comunale di Barking e Dagenham, distretto della zona orientale di Londra, prepara regole più rigorose per il rilascio delle licenze alle sale da gioco. La nuova policy punta a rafforzare la prevenzione dei danni legati al gioco, la tutela della salute pubblica e la protezione delle aree caratterizzate da maggiori condizioni di vulnerabilità sociale.
Il provvedimento non è ancora definitivo. La bozza della nuova politica comunale sulle attività di gioco per il periodo 2026-2029 sarà esaminata dal Licensing and Regulatory Committee il 3 settembre.
Nel distretto sono presenti 42 attività di gioco
Secondo i dati del Comune, nel distretto sono attualmente presenti 42 attività tra sale scommesse, centri di gioco per adulti e sale bingo. Undici sono concentrate nel centro di Barking, mentre altre cinque si trovano nell’area di Heathway, a Dagenham.
La bozza descrive il centro di Barking come una zona con elevati livelli di povertà e con il più alto tasso di criminalità del distretto. Heathway viene invece indicata come una delle aree economicamente più svantaggiate.
In base alle modifiche proposte, le imprese che richiedono una nuova licenza dovrebbero dimostrare in che modo intendono ridurre i rischi locali associati alle attività di gioco, con particolare attenzione alle zone maggiormente colpite da povertà e disagio sociale.
La consultazione e le preoccupazioni dei residenti
La consultazione online promossa dal Comune ha raccolto 14 risposte. Secondo l’amministrazione, dai contributi è emersa una forte preoccupazione per il numero di sale scommesse presenti nel distretto e per la loro concentrazione in alcune delle aree più vulnerabili.
Un residente ha sottolineato come a Barking sia possibile incontrare attività di gioco a poche decine di metri di distanza l’una dall’altra. Altri partecipanti alla consultazione hanno chiesto al Comune di non concedere nuove licenze o, in alcuni casi, di intervenire anche sulle attività già operative.
La posizione del Betting and Gaming Council
Alle osservazioni dei residenti ha replicato il Betting and Gaming Council (BGC), rappresentato nella consultazione dallo studio legale Gosschalks. L’organizzazione ha evidenziato il contributo economico delle sale scommesse alle vie commerciali britanniche.
Secondo i dati riportati dal BGC, le sale scommesse sostengono 42.000 posti di lavoro, versano ogni anno circa 800 milioni di sterline in imposte al Tesoro e altri 60 milioni di sterline in tributi locali. L’associazione ha inoltre sostenuto che la grande maggioranza dei clienti gioca in modo sicuro e responsabile.

Il limite della clausola “aim to permit”
Il Comune ha precisato di voler trovare un equilibrio tra il sostegno alle attività economiche legali e la protezione dei cittadini dai danni legati al gioco. L’obiettivo dichiarato è passare da un approccio prevalentemente amministrativo a una politica maggiormente orientata alla prevenzione, alla salute pubblica e alla tutela delle persone vulnerabili.
I poteri dell’amministrazione locale restano tuttavia condizionati dalla clausola “aim to permit” contenuta nel Gambling Act 2005. Finché la disposizione resterà in vigore, una licenza potrà essere respinta soltanto quando il suo rilascio rischi di compromettere uno degli obiettivi previsti dalla legge: prevenire il legame tra gioco, criminalità e disordini; garantire che il gioco si svolga in modo equo e trasparente; proteggere i minori e le persone vulnerabili.
Il primo ministro Andy Burnham ha proposto di abolire la clausola in Gran Bretagna, ampliando così la possibilità per le amministrazioni locali di respingere nuove aperture. In attesa di un eventuale intervento nazionale, Barking e Dagenham punta a utilizzare con maggiore rigore gli strumenti già disponibili a livello comunale. ap/AGIMEG


